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LETTERATURA: I MAESTRI: Jarry e la bomba Ubu

9 Aprile 2014

di Carlo Bo
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 13 novembre 1969]

Si ha l’impressione che quel ¬≠lo che avrebbe potuto es ¬≠sere un avvenimento cultu ¬≠rale, la prima presentazione critica delle opere di Alfred Jarry in Italia (tre volumi a cura del bravissimo Rugaflori e con una dotta e acuta presentazione di Sergio Sol ¬≠mi nelle edizioni Adelphi, L. 8.OOO), non sia stato neppure segnalato nella giusta misu ¬≠ra o a dirittura lo si sia con ¬≠fuso nel mare delle novit√† che durano una settimana nelle vetrine dei librai.

Eppure l’occasione avreb ¬≠be dovuto indurre a tutta una serie di esami e di veri ¬≠fiche per consentire final ¬≠mente quella presa di pos ¬≠sesso dello scrittore francese che finora √® mancata da noi. E’ pur vero √Ę‚ÄĒ su una delle suggestioni critiche pi√Ļ atten ¬≠dibili del Solmi √Ę‚ÄĒ che il tem ¬≠po di un incontro pieno √® passato: Jarry rimane essen ¬≠zialmente per il numero e la novit√† delle sue proposte ma gli manca quel rapporto di ¬≠retto di idee e di spiriti che solamente potrebbe portare a una forma pi√Ļ concreta di assunzione. Il Solmi mette assai bene in chiaro i motivi di questa mancata saldatura quando osserva: ¬ę Nonostante l’asprezza delle lotte politi ¬≠che, l’epoca di Jarry consen ¬≠tiva ancora un immenso mar ¬≠gine di gioco, che pi√Ļ tardi ci fu precluso. Dopo la prima guerra mondiale, le prime grandi dittature, e l’ulterio ¬≠re irrigidirsi del “mondo chiu ¬≠so” cui doveva condurre il progresso tecnico, ogni gesto, ogni parola hanno acquista ¬≠to via via un peso “politico”. Da noi, dopo l’ultima guerra, perfino l’indifferentismo poli ¬≠tico divent√≤ partito, e si chia ¬≠mo “qualunquismo”. Anche al ¬≠lora, evidentemente, tutte le parole avevano quel peso, ma non ci se ne accorgeva. Que ¬≠sto permetteva un distacco umoristico, che Jarry port√≤ a un estremo di trascendente indifferenza. E spiega la de ¬≠cadenza dell’umorismo in ge ¬≠nere, a partire da quei glo ¬≠riosi anni: la Storia, con la S maiuscola, ci ha gelato il ri ¬≠so sulle labbra ¬Ľ.

Considerazione di ordine generale, come preannunciar va il Solmi, ma che ha an ¬≠che un valore pi√Ļ stretta ¬≠mente storico, nel senso che stabilisce benissimo le diffi ¬≠colt√† d’incontro fra i giovani d’oggi e un’opera come que ¬≠sta di Jarry, tutta percorsa da aneliti nuovi ma nello stesso tempo pagata e salda ¬≠ta dal modo di vita dello scrittore. Detto questo, √® fin troppo chiaro che lasciata da parte la grande specula ¬≠zione d’ordine intellettuale e spirituale, l’opera di Jarry ri ¬≠porta tutte le sue speranze nell’ambito della sistemazio ¬≠ne critica. Un po’ come dire che di un “profeta” siamo disposti ad accogliere soltan ¬≠to le istanze d’ordine cultura ¬≠le e, scendendo ai partico ¬≠lari, vedere che cosa non ab ¬≠bia preannunciato o prefigu ¬≠rato Jarry, quale sia stato il peso del suo lavoro, quali vir ¬≠t√Ļ si nascondessero sul fon ¬≠do della sua poesia. Resta ap ¬≠pena da notare che in tal mo ¬≠do il discorso si sposta sul margine dei “miti” e Solmi ha avuto buon giuoco con ¬≠frontandolo con Rimbaud e con Lautr√©amont o meglio con quei due miti. Non c’√® dubbio che Jarry debba es ¬≠sere considerato come una bomba inesplosa, come un te ¬≠soro abbandonato, eppure per ¬≠fino nella sua leggenda ci sarebbero stati seri e fondati motivi di recupero.

*

Perch√© tale fenomeno non si √® mai verificato? La ri ¬≠sposta sta nella prima for ¬≠tuna di Jarry, sopratutto nella sua straordinaria tra ¬≠sposizione nel personaggio emblematico e assoluto di Ubu. Chi osservi la prima par ¬≠te del Novecento francese con questa lente ha in gran parte risolto il problema che ci interessa in questo mo ¬≠mento: c’√® stata una cristal ¬≠lizzazione del momento Ubu e operata da grandi e pre ¬≠stigiosi testimoni come Gide e Alain, ma non c’√® stata in ¬≠vece quella corrente piena che avrebbe permesso una mag ¬≠giore adesione al senso stes ¬≠so del lavoro di Jarry.

Come succede molte volte, di un grido si √® creduto op ¬≠portuno fare un gesto di in ¬≠sofferenza e di ribellione men ¬≠tre del discorso vero e pro ¬≠prio si √® finito per trascurare il valore e l’importanza. Que ¬≠sto spiega perch√© ci siano vo ¬≠luti pi√Ļ di quarant’anni per arrivare a un primo tenta ¬≠tivo √Ę‚ÄĒ e del resto molto in ¬≠felice √Ę‚ÄĒ di opere complete in Francia e perch√© il mes ¬≠saggio di Jarry sia diventato alla fine un pretesto per eser ¬≠citazioni raffinate di studiosi. Nel frattempo l’esplosi ¬≠vo annunciato dalla bomba Ubu ha perso quasi per in ¬≠tero il suo potenziale di rot ¬≠tura, diventando un semplice registro di ci√≤ che avrebbe po ¬≠tuto significare sotto un al ¬≠tro cielo, in un altro mondo intellettuale. Logico quindi che le opere meno conosciu ¬≠te di Jarry, da Les Jours et les Nuits fino al testo capi ¬≠tale del Docteur Faustroll, nel migliore dei casi abbiano po ¬≠tuto parlare a pochissimi uo ¬≠mini, a coloro che ne sep ¬≠pero derivare temi e motivi, insomma ritrovarvi un’indi ¬≠cazione e uno stimolo.

Ora se confrontiamo quel ¬≠lo che. potremmo definire co ¬≠me il testo rimasto segreto e inesploso e quel tanto che ne hanno saputo scalfire e pren ¬≠dere i pi√Ļ avvertiti degli scrit ¬≠tori che hanno inventato o praticato il surrealismo, dob ¬≠biamo per forza riconoscere che Jarry √® stato una vitti ¬≠ma del nostro tempo. Che i surrealisti lo inserissero nel ¬≠le loro litanie dedicate ai pro ¬≠feti del movimento √®, s√¨, im ¬≠portante ma √® niente in con ¬≠fronto di quello che avrebbe potuto essere se la bomba Ubu avesse continuato a esplodere e fuori del pittore ¬≠sco di costume.

Si potrebbe osservare √Ę‚ÄĒ e con ragione √Ę‚ÄĒ che buona parte dei motivi apparente ¬≠mente nuovi dei giovani d’og ¬≠gi si ritrovano pari pari in Jarry e negli altri scrittori della prima o meglio dell’anteavanguardia degli anni ze ¬≠ro del Novecento, ma si √® gi√† visto che il recupero totale √® impensabile mentre resta come unica via d’uscita la dilettazione erudita per pochi.

*

A noi personalmente √® sempre risultato che la prima chiave per entrare nel do ¬≠minio Jarry fosse nel bellis ¬≠simo libro che a suo tempo gli aveva dedicato una scrit ¬≠trice oggi completamente di ¬≠menticata e che pure meri ¬≠terebbe un’operazione di gran ¬≠de restauro, Rachilde. Forse incoscientemente Rachilde aveva avvertito la ¬ę diversit√† ¬Ľ di Jarry, sopratutto aveva capito che al fondo del per ¬≠sonaggio fuori legge c’era una carica eccezionale di vi ¬≠ta, tale da rovesciare qual ¬≠siasi ordine prestabilito di letteratura. Se tutti allora avessero avuto l’intuizione di Rachilde, oggi le cose sta ¬≠rebbero un po’ diversamente n√© Jarry sarebbe pi√Ļ quel mostro da museo d’eccezione come purtroppo gli eredi che lo hanno tradito e i fedeli che si sentono bloccati dal ¬ę mondo chiuso ¬Ľ lo hanno consacrato, sostituendo il gu ¬≠sto del caso curioso all’impe ¬≠gno ben pi√Ļ alto ed assoluto della distruzione cosciente e indifferente.


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Bart