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LETTERATURA: I MAESTRI: La magia

8 Gennaio 2014

di Alberto Bevilacqua
[dal ‚ÄúCorriere della Sera‚ÄĚ, gioved√¨ 30 ottobre 1969]

Il mondo, lo stesso delle grandi pianificazioni di massa e degli investimenti in ogni possibile settore del consumo, sta divulgando la mag√¨a; sia a livello spicciolo e borghese, sia a livello di pseudoreligio ¬≠ne, mostra di non averne pi√Ļ timore, ma con una dimesti ¬≠chezza troppo concitata per ¬≠ch√© quel timore non continui a vedersi sul fondo.

Persino i delitti di profana ¬≠zione nel cimitero di Highgate, con le loro tracce di pe ¬≠tali di fiori e piume di gallo che un tempo sconvolgevano le albe londinesi e facevano pensare a sadici, spaventosi, dannati necrofili, ora attirano comunque una curiosit√† che ha perso gli artigli sia verso se stessa che verso gli altri; la stessa curiosit√† che, a conti fatti, √® stata pi√Ļ forte dello sgomento dopo la strage nella villa Polanski. Molti altri per ¬≠sonaggi vanno uscendo dalle tenebre che li imprigionavano, per entrare nella solarit√† ambigua dei divi di passaggio.

Alex Sanders, il mago lon ¬≠dinese erede in proprio dei misteri di Eleusi, Iside, Mitra, opera ormai le investiture del ¬≠le sue nuove streghe, con una lista nutrita di ragazze e don ¬≠ne, fino a ieri del tutto nor ¬≠mali, che aspettano il loro tur ¬≠no. Sempre a Londra, l’Associazione spiritistica di Belgra ¬≠ve Square, che inquadra cele ¬≠bri medium come tanti impie ¬≠gati, consente a chiunque di evocare le anime dei defunti pi√Ļ cari al prezzo di cinque sterline a seduta. Vi si entra come in un cinema, in un tea ¬≠tro, e la folla che mette piede in quei saloni, come oltre il confine di un’Ade desolata do ¬≠ve si sfrutta il nulla, trasmette lo sgomento delle colonne dei profughi spinte in una marcia assurda.

E’ un clima in cui con di ¬≠screta tranquillit√† si ammette pubblicamente sui giornali che un certo Padre Basil Prendergast, docente di Sacra Scrittu ¬≠ra in una scuola cattolica in ¬≠glese, √® stato sospeso a divinis per aver celebrato messe nere usando come altari le giovani allieve nude. Cos√¨ co ¬≠me, con discreta tranquillit√†, Anton La Vey, un quaranten ¬≠ne di origine ungherese che di ¬≠ce di essere Satana e di regna ¬≠re sulla Terra da quattro an ¬≠ni, ha ricevuto nella sua di ¬≠mora di San Francisco (total ¬≠mente dipinta di nero in piena California Street) una folla di giornalisti, dopo la strage a villa Polanski. La Vey, infatti, ha collaborato a Rosemary’s baby e di sua mano √® la ma ¬≠schera demoniaca del neona ¬≠to, che si intravvede nel fina ¬≠le del film tra le tendine della fatidica culla. Il compito di Lucifero-La Vey √® di celebrare matrimoni satanici che sem ¬≠brano essere del tutto regolari e si svolgono all’insegna della invocazione: ¬ę Siate maledetti nel nome di Satana. Queste nozze sono state volute dall’Inferno. Viva Satana! ¬Ľ. Il compito dei giornalisti e dei fotografi che si sono trovati tra gli scheletri e le lapidi del ¬≠la casa di San Francisco, in ¬≠vece, √® stato di commentare confusamente fenomeni che si ritenevano circoscritti entro il caso limite e che ora dilagano (in pochissimo tempo, la chie ¬≠sa di La Vey √® riuscita a rac ¬≠cogliere pi√Ļ di settemila membri).

*

Di fronte a questo e ad al ¬≠tri episodi, si √® parlato di de ¬≠monio di massa, con statisti ¬≠che secondo le quali i maghi italiani (ne ignoriamo i crite ¬≠ri di investitura) sarebbero diecimila e due milioni i tede ¬≠schi presi nei labirinti della mag√¨a; il bilancio annuale del ¬≠la stregoneria in Francia am ¬≠monterebbe invece a trecento miliardi di franchi e a cento miliardi al mese quello degli americani. L’Italia, anzi Mila ¬≠no, non √® da meno. Si parla di dodici miliardi annui spesi dai milanesi per consultare chiro ¬≠manti. Quanto siano attendi ¬≠bili statistiche del genere, non si sa; ma √® certo che esse non possono pi√Ļ guardarsi con la ironia di prima, perch√© dopo i resoconti giornalistici e le fitte rivelazioni a catena in margine alla strage di Holly ¬≠wood, un sottosuolo formico ¬≠lante si √® improvvisamente il ¬≠luminato, sia pure con il ra ¬≠pido flash da fotoreporter.

In un suo intelligente arti ¬≠colo, Domenico De Masi af ¬≠fermava recentemente che il fenomeno godr√† nei prossimi anni di una crescente fortuna, essendo composto di tutti que ¬≠gli ingredienti che oggi trova ¬≠no riscontro nei gusti delle masse: ¬ę un buon margine di mistero e di avventura, il fa ¬≠scino del proibito, la contesta ¬≠zione delle forme tradizionali di religione e di morale, una buona dose di erotismo; e la possibilit√† di partecipare col ¬≠lettivamente a tutte queste sug ¬≠gestioni ¬Ľ. De Masi aggiunge che l’oscurit√† dei luoghi d’in ¬≠contro accomuna simili tipi di intrattenimento ai nights sot ¬≠terranei; la promiscuit√† e la mancanza di inibizioni li av ¬≠vicinano all’happening; mentre il carattere collettivo rie ¬≠voca le cariche emotive scate ¬≠nate negli stadi e nelle piazze. C’√® anche la lucida aberrazio ¬≠ne degli sport pi√Ļ spericolati.

Siamo d’accordo con De Masi, ma i grandi interrogativi rimangono fitti intorno alla fonte di tutto ci√≤ (il bisogno figurativo del magico sta in ¬≠sinuandosi sempre pi√Ļ anche nelle opere di registi e scrit ¬≠tori). Cos’√®, insomma, che al di l√† dell’esasperazione feno ¬≠menologica sta sovrapponendo alle certe strutture del duemi ¬≠la, l’estasi, l’incertezza ango ¬≠sciosa, l’improbabilit√† onirica dell’antica mitologia giudaica, dei culti dionisiaci e, via via, delle favole tragiche dei Cata ¬≠ri e dei Templari, della Mes ¬≠sa Medici, della messa del ¬≠l’abate Guibour, dell’abbazia di Medmenham nell’Inghilter ¬≠ra del XVIII secolo? E per quale ragione il grottesco ar ¬≠riva a mescolarsi all’orrore della profanazione?

*

La ribellione ai tempi, la meccanica di usurpazione con ¬≠tro il potere costituito, sono le stesse che stanno alle spalle di figure come quelle di Vintras e Boullan, che coinvolsero Huysmans, che provocarono le straordinarie mistificazioni di L√©o Taxil, padre di Diana Vaughan, la papessa del Palladium: cio√® dell’Alta Masso ¬≠neria di Lucifero. Ma √® la scintilla psicanalitica (o spiri ¬≠tuale, perch√© no?) che balena sul fondo di questo coro di umanit√†, ancora inafferrabile e misteriosa.

La Demonologia e gli archi ¬≠vi dell’inquisizione ci dicono che stragi come quella di Hol ¬≠lywood seguono scacchiere criminali ben note al buio dei secoli; le mani di allora colpi ¬≠vano esattamente come quelle di oggi. Ci√≤ che √® nuovo √® la vastit√† di un’angoscia che tra ¬≠sforma quel tale demonio di massa da etichetta intellettua ¬≠listica (una delle tante, capaci di capovolgere la realt√† attra ¬≠verso la moda) in un movi ¬≠mento che tende all’alibi spi ¬≠rituale e, tutto sommato, a sentirsi insieme, magari attra ¬≠verso l’iconografia pi√Ļ sconta ¬≠ta del fanatismo, in un mondo dove n√© la passione, n√© l’ideo ¬≠logia, n√© i sentimenti sembra ¬≠no bastare per sentirsi insie ¬≠me. Le Istruzioni del faraone Merikara, intorno alla fine dell’ottava dinastia, affermano: ¬ę Un Dio ha donato la mag√¨a agli uomini per aiutarli a di ¬≠fendersi! ¬Ľ. Allora da una ter ¬≠ra popolata da troppi fanta ¬≠smi, miti, illusioni; oggi da una terra nel cui vuoto pas ¬≠sano gli echi di remote invo ¬≠cazioni e maledizioni.

Ci sono poi coloro che ve ¬≠dono in tutto questo la possi ¬≠bilit√† di una nuova intesa fi ¬≠losofica tra gli uomini (addi ¬≠rittura di un ponte spirituale tra Europa e Asia) che si fon ¬≠der√† sulle suggestioni della mente, senza bisogno di par ¬≠ticolari testi scritti; si arriva alle teorie dei pensatori taoisti, a quel Chuang Tse che nel IV secolo riconosceva agli uo ¬≠mini il potere di creare da se stessi figure del mistero nelle mani delle quali essere poi vit ¬≠time: fingere addirittura √Ę‚ÄĒ fi ¬≠no all’autopunizione e al ter ¬≠rore √Ę‚ÄĒ un mistero che non si ha pi√Ļ, con le sue ombre da origine prenatale, da sottosuo ¬≠lo, in un mondo dove tutto √® cos√¨ chiaro da confondersi con la pi√Ļ banale delle luci.


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Bart