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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: L’anziano e la sua casa della giovinezza

3 Febbraio 2014

di Bartolomeo Di Monaco

Scrivo queste righe sapendo bene che il punto di vista che vi esprimo non può che essere personale e dunque contrastabile.Ecco ciò che mi accade. Alla mia non giovane età di 72 anni spesso il mio pensiero si trova ad andare a ritroso e si ferma sempre in un luogo, dove, come una casa di cui possiede le chiavi da sempre, ritrova le gioie e gli stimoli della sua giovinezza.
√ą un luogo della memoria, lo so, ma io voglio chiamarlo pi√Ļ affettuosamente la casa della mia giovinezza. Essa, infatti, √® priva di pareti e si distende nel tempo e nello spazio, e le sue emozioni sono parte integrante e definitiva, direi immortale e consustanziale, dell’anima che mi fa vivere.
Avrete gi√† capito che un anziano ha, come accade a me, l’occasione di ritrovare la sua giovinezza e finanche di riviverla, sebbene si consumi in brevi istanti, nella famiglia in cui √® nato e cresciuto.

Voi mi domanderete: Ma gli anni vissuti nella famiglia che hai creato, quella costituita dalla moglie e dai figli? Essi sono fondamentali e costituiscono il tronco della vita e il loro ricco e verde fogliame. Sono il luogo della memoria che non si consuma, che non muore mai, se non nel momento in cui lasceremo questo mondo. Hanno una continuit√† fisica che li rendono compagni inseparabili fino alla morte. Occupano tutti i nostri sensi. Posseggono un valore ed una sacralit√† che ci sosterranno fino all’ultimo.

Quando nel novembre scorso ho subito un infarto che un po’ ha cambiato il mio modo di vivere, oltre che il mio carattere, rendendolo peggiore di quel che era, tutta la mia famiglia, quella creata da me e da mia moglie, mi √® stata vicina, ha vissuto con me le ansie e le paure. Ancora oggi mia moglie e i miei figli, ed anche il mio nipote pi√Ļ grande, quasi quindicenne, non mi fanno mai mancare le loro vigili attenzioni. Mi consigliano e mi spronano alla serenit√† e alla felicit√†.
Dunque, sono la pi√Ļ importante realt√† che mi accompagna dal momento del distacco dalla mia famiglia originaria, quella costituita dai miei genitori e dai miei fratelli.

Ho scoperto così che la vita di ciascuno di noi ha due momenti fondamentali rappresentati dalle due famiglie in cui è vissuto: il primo è costituito dalla famiglia in cui ha raccolto e si sono formate le prime emozioni e i primi affetti, e il secondo è costituito dalla famiglia in cui tali emozioni e tali affetti si sono accresciuti e moltiplicati.

L’anziano che ricorda la sua giovinezza spesso √® raffigurato come l’individuo che ricorda le sue singole esperienze e scoperte giovanili. Si dimentica, ossia, il gruppo grazie al quale tutto ci√≤ √® potuto accadere. Ed √® questo secondo aspetto, invece, ad assumere il rilievo pi√Ļ importante.

Cos√¨, sempre pi√Ļ spesso e da qualche tempo, mi trovo ad aprire le porte della casa della mia giovinezza, che era s√¨ anche quella fisica che vedeva me ed i miei fratelli seduti a tavola all’ora di pranzo o all’ora di cena a chiacchierare tra di noi, a esprimere i nostri pensieri e i nostri sogni, e poi, a certe ore, a condividere il tempo dello studio e dei giochi (i genitori erano anch’essi tra i protagonisti attenti e guardinghi), ma ci√≤ che scorreva nella nostra casa della giovinezza era il sussurro di una vita in divenire gonfia di speranze e di sogni, e intrisa di spensieratezza e di temerariet√†, che oltrepassava le pareti domestiche. Ciascuno dei fratelli era qualcosa di pi√Ļ di un fratello: era una speranza e un sogno comuni, una spensieratezza e un ardimento che scorrevano nelle nostre vene come se fossero le vene di una sola persona che avanzava verso il mistero della vita.
Cos√¨ non bastavano pi√Ļ le pareti fisiche della casa ad esaltarli. Essi non ne erano infatti il limite ma la genesi. Quei sentimenti oltrepassavano un confine magico che trasformava quelle emozioni intime e domestiche in qualcosa di universale, che correva nelle strade e nelle piazze della nostra citt√† e saliva poi oltre ad incontrare una universalit√† che non si riusciva, giovani com’eravamo, a percepire.

Ci√≤ che non percepivo allora, ecco che lo avverto oggi, che ho accumulato sulle spalle un’esperienza molto pi√Ļ ampia.
Rendendomi conto, peraltro, che non si tratta affatto del fanciullino ricordato dal Pascoli, che rimane sempre in noi e ogni tanto si fa sentire. Ci√≤ che avverto √® qualcosa di assai pi√Ļ rilevante e significativo. √ą una giovinezza speciale, non singola, ma condivisa coi miei fratelli e vissuta insieme come se fossimo un unico essere umano.
Quando la mente (ci√≤ che accadeva pi√Ļ di rado in passato) ora va ai miei fratelli, √® la casa della giovinezza che si ripropone in me, con tutti i suoi significati, che non si riducono ai soli accadimenti che ci vedevano protagonisti dentro le mura domestiche, ma si estendono anche a tutti gli altri che correvano gravidi di ansie e di sogni verso i grandi ed universali sentimenti e misteri della vita. Fu un amalgama, quello, di cui allora fui inconsapevole, e che ora, racchiuso ed ancora integro da quei giorni nella memoria, si √® risvegliato come d’incanto, e mi si svela quale radice incorrotta del grande albero dal florido fogliame in cui si √® sviluppata con il trascorrere degli anni la mia vita.


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4 Comments

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 3 Febbraio 2014 @ 17:34

    Mi permetto di riportare qui di seguito tre citazioni a commento del meraviglioso, profondamente sentito, significativo, corroborante ed anche commovente scritto di Bartolomeo. La prima di Jean Paul: “Il ricordo √® l’unico paradiso dal quale non possiamo venir cacciati”. La seconda √® tratta da Epicuro: “Chi non ricorda il bene passato √® vecchio da oggi”. E la terza di Tu Fu: “Una canzone, laggi√Ļ… E’ un mendicante. Se lui canta, quel vecchio che non ha mai posseduto nulla, perch√© piangi tu, che hai cos√¨ bei ricordi?”. Continua, Bartolomeo, a godere della tua famiglia attuale, che ti √® stata vicina in ogni senso e ti circonda con immenso affetto e con mille attenzioni, ma tuffati pure a ripescare i momenti pi√Ļ significativi e vivi del tuo mondo passato, specie quello vissuto nel cuore di quella speciale e importante realt√† nella quale sei cresciuto splendidamente, in mezzo a profondi sentimenti, a validi rapporti, a non poche tenerezze e a forti, giusti insegnamenti, ricevendone una sana e validissima formazione. Non pu√≤ fare che bene questo ricordo, perch√© “Chi non ricorda, non vive”, diceva Giorgio Pasquali.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 3 Febbraio 2014 @ 17:58

    Grazie della tua attenzione, Gian Gabriele, e delle tue bellissime parole.

  3. Commento by Fabio Strafforello — 3 Febbraio 2014 @ 22:18

    Ciao Bartolomeo, ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ho letto il tuo breve, ma incisivo lavoro e ne condivido appieno i contenuti. Proprio in questi ultimi giorni ¬†ho iniziato, io stesso, un modesto elaborato che ruota su questi temi e nel quale cercher√≤ di ampliare il significato ¬†delle tematiche esistenziali poste in relazione al cambiamento umano e sociale per effetto della tecnologia. Effetto tecnologico o cause della mutazione culturale, personale o di massa, confrontandole, per contrapposizione, fra il passato e il tempo futuro. ¬†Appena il mio lavoro sar√† finito te ne mander√≤ via e-mail i contenuti per la loro pubblicazione. Sono felice altres√¨ per il “ritorno” in rivistaparliamone di Gian Gabriele, la sua presenza ci corrobora e ci arricchisce culturalmente non poco. ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† ¬† A entrambi vanno i miei migliori auguri e saluti.

    fabio

  4. Commento by Mario Camaiani — 4 Febbraio 2014 @ 21:09

    Caro Bartolomeo,

    l’analisi introspettiva della tua vita, con la quale hai ¬†esternato i tuoi intimi pensieri in modo cos√¨ aperto, mi ha profondamente commosso. ¬†Ti auguro che, partendo dai bei ricordi della ‘casa della giovinezza’ e proseguendo in quelli del tuo proficuo e fecondo lavoro letterario, sempre confortato dalla tua splendida famiglia, tu possa approdare ad una serena anzianit√†.

    Con affetto

    Mario  

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