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LETTERATURA: “Le Vampire di Praga” di Andrea Carlo Cappi – Edizioni Anordest

11 Febbraio 2014

di Francesco Improta

Le vampire di Praga fa parte della collana Criminal Brain delle Edizioni Anordest ed è il primo romanzo di una trilogia, Danse Macabre, di Andrea Carlo Cappi, scrittore prolifico, traduttore, saggista, editore e consulente editoriale. Il più attivo tra gli scrittori di genere operante in Italia.

Noir, fantasy, horror, thriller sono il suo campo privilegiato di azione, che egli attra ­versa con una non comune competenza e passione, dimostrando una particolare incli ­nazione per il variegato e affascinante mondo dell’horror.

Il tema della danza macabra, che iconograficamente risale al tardo medioevo e rap ­presenta una danza grottesca tra uomini e scheletri, altro non è che un memento mori, una riflessione sulla morte che ha assunto nel tempo connotazioni diverse e non ne ­cessariamente religiose, interessando gli artisti più svariati dalla pittura (penso agli affreschi dell’Abbazia di Chaise-Dieu) alla musica (Saint-Saëns), alla narrativa (Dan Simmons e Laurell Hamilton) e persino al cinema (chi non ricorda la conclusione di Amore e Morte in cui Woody Allen danza goffamente con la Morte, vestita di bianco e armata di falce?). Credo, però, che nello scegliere il titolo della sua trilogia Cappi si sia ispirato al bellissimo e fondamentale saggio di Stephen King, Danse Macabre, in cui lo scrittore americano non solo analizza gli archetipi del genere horror (vampiri, licantropi, fantasmi, etc.) ma considera l’horror come un elemento perturbante che mette in crisi, quando non sconvolge completamente, la nostra esistenza quotidiana, abitudinaria e ripetitiva, fatta di certezze consolidate e di riti immutabili; penso al ritrovamento di un orecchio reciso nel bellissimo incipit di Velluto blu di David Lynch, autore, tra le altre cose, della famosissima serie televisiva Twin Peaks. Ne consegue, da quanto ab ­biamo detto, che l’horror rappresenta, scomodando Nietzsche oltre che Freud, un’esplosione dionisiaca all’interno di un’esistenza apollinea.

Il romanzo di Cappi, come risulta dal titolo, si svolge quasi prevalentemente a Praga, e la scelta della location non poteva essere più felice dal momento che la città gotica pullula di mitologie esoteriche dagli alchimisti che cercavano l’elisir di lunga vita e la formula per trasformare i metalli in oro al Rabbi Jehuda Low ben Bezalel che nel XVI secolo co ­minciò a creare Golem, plasmandoli nell’argilla, per sfruttarli come suoi servi, e non dimentichiamoci neppure dell’aura spettrale che si respira ancora oggi nel vecchio cimitero ebraico.

          Rhona, la protagonista dai capelli rossi, è, almeno in apparenza, una giovane, procace e bellissima donna che ogni sera si esibisce al Dance Macabre di Praga, in uno spettacolo di burlesque decisamente erotico in cui simula rapporti lesbici, mo ­strando generosamente e senza nessuna remora o pudore tutte le sue grazie. In realtà è una vampira dal 1890, da quando Vlad III, signore delle tenebre, approfittando del suo corpo e del suo sangue l’ha trasformata in una immortale; anche lei ora per nutrirsi ha bisogno di sangue e ricorre al proprio magnetismo sessuale per pro ­cacciarsi le prede. Per sfuggire alla Lex, un’organizzazione privata, fondata e finanziata da un ricchissimo petroliere americano, e votata alla distruzione della sua razza, Rhona cerca le sue vittime nel sottobosco criminale della città, evitando di lasciare tracce evidenti e sapendo, comunque, che per gente abituata a delinquere la polizia non avrebbe perso molto tempo a indagare. Una sera, però, s’imbatte in una ragazza in fin di vita che aveva partecipato a uno snuff movie e decide di salvarla rendendola uguale a sé e facendone la sua amante e la sua allieva. Da allora tutto sembra precipitare irrimediabilmente…-

Il romanzo a livello strutturale si divide in un preludio in cui si racconta del ritro ­vamento del corpo di Vlad III, principe di Valacchia, nel 1882 ad opera del pro ­fessore Whitcomb della Royal Society of London, tre parti, intitolate rispettivamente Le notti di Praga, Il prezzo del sangue e Desiderio di morte e due interludi rispet ­tivamente alla fine della prima e della seconda parte. Si passa dal presente al passato e viceversa così come ci si sposta da una località all’altra (Prittlewell, Praga, Buda ­pest, New York, Austin e Palma de Majorca) anche se, come abbiamo avuto modo di dire, la maggior parte delle azioni si svolgono nella magica Praga. E tutto ciò giova al ritmo della storia e all’interesse del lettore che non riesce a staccare gli occhi dalla pagina scritta. L’azione diventa, invece, sempre più movimentata e adrenalinica dalla seconda parte in poi quando Rhona e la ragazza diventata sua amante, discepola e quasi figlia (visto l’atteggiamento protettivo di Rhona nei suoi confronti) sono state rintracciate da agenti speciali della Lex. I capitoli, allora, si fanno più brevi e concitati e la scrittura, lineare e piana nella parte iniziale, si fa più serrata, incalzante e talvolta sincopata, creando nel lettore una tesa aspettazione. Le scene di sesso, fre ­quenti nella prima parte, descritte, tra l’altro, con grande raffinatezza e dovizia di particolari cedono il posto all’azione pura: a inseguimenti, sparatorie, lotte corpo a corpo. Credo, però, che sia opportuno sottolineare anche un altro aspetto della vicenda o meglio ancora della protagonista: il suo bisogno d’amore, che restituisce alla vampira la sua originaria connotazione romantica. Rhona è una figura tenebrosa e carnale, profondamente malinconica che vive la propria immortalità come un pri ­vilegio e una maledizione al tempo stesso.

            Ma solo la notte in cui aveva conosciuto Hana aveva sentito il bisogno di trasformare inizialmente qualcuno. Forse per fugare la propria solitudine. Forse per assecondare il senso di onnipotenza – un male diffuso nella sua razza – che derivava dalla capacità di creare propri simili. O forse perché davvero, per la prima volta nella sua vita, aveva sentito la necessità di qualcuno d’amare.

……E scoppiò silenziosamente a piangere sul balcone del suo albergo, con lo sguardo rivolto a un tramonto rosso sangue.


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