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LETTERATURA: “Legenda aurea”: Santa Margherita

24 Maggio 2022

(Estratto da Jacopo da Varazze: “Legenda aurea”. Curatori e traduttori dal latino Alessandro e Lucetta Vitale Brovarone. Editore Giulio Einaudi)

La “Legenda aurea” è un’opera del XIII secolo, a cui hanno attinto molti artisti. Ancora oggi la si legge con molto interesse. Ci narra la vita di numerosi Santi, raccontando fatti che pertengono più alla leggenda che alla storia. (bdm)

Margherita, originaria di Antiochia, era figlia di Teodosio, patriarca dei gentili. Fu affidata alla nutrice, e quando era già grande fu battezzata: per questa ragione era odiosa al padre. Un giorno, quando aveva ormai quindici anni, mentre con altre vergini stava guardando il gregge della nutrice, passò di lì il prefetto Olibrio. Vide quanto era bella, e subito si accese in lui l’amore: chiamò subito i suoi garzoni e disse:
– Andate a prenderla: se è di condizione libera ne farò la mia sposa; se invece è una schiava, sarà la mia concubina.
Quando fu portata al suo cospetto, il prefetto le chiese da che famiglia proveniva, il suo nome e la sua fede, e lei rispose che di famiglia era nobile, di nome si chiamava Margherita e di religione era cristiana. Il prefetto allora le disse:
– Le due prime cose vanno bene, perché sei nobile, e sei bella come una perla, ma la terza non va: che una ragazza così giovane e nobile abbia un dio crocifisso.
– Come fai, – disse Margherita, – a sapere che Cristo fu crocifisso?
– Lo so dai libri dei cristiani.
– Se lì si legge la pena e la gloria di Cristo, come osate credere all’una e negare l’altra?
Margherita proseguì affermando che Cristo fu crocifisso di sua volontà per redimerci, e che ora viveva in eterno. Il prefetto allora si adirò e la fece rinchiudere in carcere. Il giorno dopo se la fece portare e le disse:
– Ragazza sciocca, abbi pietà della tua bellezza e adora i nostri dèi, fallo per il tuo bene.
Margherita rispose:
– Io adoro colui al cui cospetto la terra trema, il mare ha terrore e i venti e tutte le creature hanno timore.
Il prefetto allora la minacciò:
– Se non seguirai i miei ordini, ti farò straziare tutto il corpo.
Ma Margherita rispose:
– Cristo ha voluto morire per me, e perciò io non ho paura di morire per Cristo.
Il prefetto la fece legare al cavalletto, poi la fece dilaniare prima a colpi di bastone, poi con striglie di ferro, fino alle ossa, mentre il sangue sgorgava come da una fonte purissima. Tutti i presenti piangevano, dicendo:
– Margherita, soffriamo a vederti straziare cosi ferocemente: hai perso tutta la tua bellezza per non voler credere agli dèi, credi almeno ora, così avrai la vita salva.
Margherita si rivolse a loro e disse:
– Andatevene, cattivi consiglieri: lo strazio della mia carne è la salvezza della mia anima.
E rivolta al prefetto:
– Cane senza vergogna, leone insaziabile, hai potere sulla mia carne, ma Cristo sostiene e protegge la mia anima!
Il prefetto si copriva gli occhi con la veste, perché non resisteva alla vista di tanto sangue, la fece togliere dal cavalletto e chiudere nel carcere, ove prodigiosamente brillò la luce. Quando Margherita fu lì pregò e chiese a Dio di mostrarle materialmente il nemico che combatteva contro di lei: ecco che apparve un grande drago, che le si slanciò contro per divorarla, ma sparì non appena Margherita fece il segno di croce. Altrove si legge che spalancò la bocca sul suo capo, le mise la lingua dietro il calcagno e la inghiottì d’un colpo: ma mentre la stava trangugiando, Margherita si armò del segno di croce, e in grazia della croce il drago si squarciò e la vergine uscì illesa: ma questa storia dell’inghiottimento e della rottura del drago non sembra autentica ed è priva di valore.
Un’altra volta il diavolo per cercare di ingannarla, prese l’aspetto d’un uomo; quando lo vide Margherita si mise a pregare, e quando si alzò il diavolo le si avvicinò, la prese per mano e disse:
– Ti basti tutto quello che mi hai fatto: ora risparmiami.
Essa invece l’afferrò per il capo, lo gettò a terra sotto di sé e gli pose il piede destro sul collo dicendo:
– Demonio, sarai schiacciato sotto il piede di una donna.
E il demonio gridava:
– Beata Margherita, hai vinto! Fosse stato un giovane a vincermi, non mi sarebbe pesato: invece è una tenera ragazzina a battermi. E ancor più mi spiace, perché tuo padre e tua madre erano stati amici miei.
Margherita lo costrinse anche a dire perché era venuto, e quello- rispose che era venuto per occuparsi di lei, facendo di modo che obbedisse agli ordini del capo. Lo costrinse poi a dire perché tentasse i cristiani in tutti i modi, e quello rispose che per sua natura portava odio verso gli uomini virtuosi, e benché spesso essi lo respingano, è sempre animato da un irrefrenabile desiderio di sedurli; prova poi invidia per la felicità dell’uomo, felicità che lui ha perso, e se anche non potrà più riaverla, cerca in tutti i modi di farla perdere agli altri. Aggiunse che Salomone aveva rinchiuso una infinita moltitudine di demoni in un vaso; dopo la sua morte i demoni cominciarono a gettare fiamme da quel vaso, e la gente credette che dentro dovesse esserci un grande tesoro; ruppero il vaso, e i demoni, uscendo fuori, riempirono l’aria.

Quando il demonio ebbe detto questo, la ragazza sollevò il piede e disse:
– Vattene, sciagurato.
E il demonio subito svanì.
Si convinse dunque che, come aveva vinto il capo, così avrebbe senza dubbio potuto sconfiggere l’esecutore materiale. Il giorno seguente sotto gli occhi della folla radunata fu condotta dal giudice. Non volle sacrificare, e allora fu spogliata e le infersero bruciature su tutto il corpo con legni accesi, tanto che tutti si meravigliarono di come potesse una così tenera ragazza sopportare dolori così forti. Poi la legarono e la gettarono in una vasca tutta piena d’acqua, perché con il mutamento di supplizio si accrescesse l’efficacia della tortura: ma ecco che d’improvviso la terra si scosse e sotto lo sguardo di tutti la vergine ne uscì illesa. Allora per questo cinquemila uomini credettero, e andarono incontro alla pena capitale per la gloria del nome di Cristo. Il prefetto, però, per evitare che anche altri si convertissero, fece rapidamente decapitare Margherita: essa tuttavia, ottenuto il tempo di pregare, pregò con devozione per sé e per i suoi persecutori, ma anche per coloro che avrebbero avuto memoria di lei e che l’avrebbero invocata nelle loro preghiere; aggiunse anche che qualsiasi donna si fosse trovata in difficoltà durante il parto e l’avesse invocata, avrebbe dato alla luce una creatura in buona salute. Si udì allora una voce dal cielo che la rassicurava che tutte le sue preghiere sarebbero state esaudite.
Margherita allora si alzò e disse al boia:
– Fratello, prendi la tua spada e colpiscimi.
Egli la colpi e le staccò la testa con un sol colpo: così Margherita ebbe la corona del martirio.
La sua passione ebbe luogo il 18 luglio, e così si trova nella sua biografia; altrove invece si legge il 13 luglio.
Di questa santa vergine dice un santo: «Santa Margherita fu piena di timor di Dio, ricca di costanza, ricca di devozione, profusa di compunzione, degna di lode per la sua onestà, unica nella sua pazienza; nulla poteva essere trovato in lei che fosse contrario alla religione cristiana; seppe essere odiosa a suo padre e amata dal Signore Gesù Cristo ».


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invaitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart