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LETTERATURA: “Lilith, la sposa di Satana” di Fulvio Rendhell

17 Maggio 2010

di Maria Antonietta Pinna

Nel Faust di Goethe in occasione della notte di Valpurga in cui il protagonista incontra demoni, streghe, lamie, c’√® un riferimento anche ad una certa Lilith definita da Mefistofele prima moglie di Adamo. Sta’ in guardia dai suoi bei capelli, da quello splendore che solo la veste. Fai che abbia avvinto un giovane con quelli, e ce ne vuole prima che lo lasci.

Si tratta di un demone femminile, seduttivo e distruttivo il cui legame con il primo uomo non era sconosciuto.

Nel Genesi quando si inizia a parlare della creazione dell’uomo e della donna, maschio e femmina vengono creati contemporaneamente: Iddio cre√≤ l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo cre√≤; tali cre√≤ l’uomo e la donna… Prolificate, moltiplicatevi e riempite il mondo, assoggettatelo e dominate sopra i pesci del mare e su tutti gli animali del cielo e sopra tutti gli animali che si muovono sopra la terra…

Il racconto biblico prosegue: Non √® bene che l’uomo sia solo, io gli far√≤ un aiuto simile a lui. Or il Signore Iddio aveva gi√† formato dalla terra tutti gli animali della campagna e tutti gli uccelli del cielo. Li condusse quindi da Adamo per vedere con quale nome li avrebbe chiamati… Adamo dette dunque il nome a ciascun animale domestico, a tutti gli uccelli del cielo e ad ogni animale della campagna. Ma per Adamo non si trov√≤ un aiuto degno di lui. Or il Signore fece cadere un sonno profondo su Adamo, che si addorment√≤. E mentre dormiva Dio prese una costola da lui e alposto di essa form√≤ di nuovo la carne… E il Signore Iddio dalla costola tolta ad Adamo form√≤ la donna…

In tutto questo c’√® qualcosa che non va. Prima √® detto che uomo e donna furono creati insieme, una sorta di umanit√† ante-litteram, poi si dice che Adamo √® solo e ha bisogno di una compagna che viene assimilata all’inferiore mondo animale e diventa una semplice derivazione dell’uomo.

Probabilmente c’√® stato un taglio operato sul testo sacro, rimaneggiamento che ha compromesso la chiarezza originaria. Comincia quindi ad affacciarsi sulla scena quella Lilith di cui parla anche Goethe nel suo Faust.

¬†Ci sono versioni ebraiche dei testi sacri in cui Lilith compare come prima moglie di Adamo, la moglie ribelle che non accettava di mettersi distesa sotto l’uomo e abbandon√≤ Adamo volando per l’aria. Tre angeli Senoy, Sansenoy e Semangelof cercarono la donna per convincerla con minacce a tornare da Adamo. Lei rifiut√≤ preferendo partorire un’orda di demoni che popolarono il mondo.

Fulvio Rendhell nel suo libro Lilith, la sposa di Satana nell’alta magia, rintraccia segni lilithiani nelle varie culture, sumero-babilonese, in Egitto, nelle religioni post-vediche, nella mitologia cinese, nelle culture pre-buddhiste del Tibet e del Giappone, nella demonologia tzigana, celtica, greca, cristiana.

Un percorso affascinante purtroppo non sostenuto da accurata bibliografia che manca completamente nel testo anche se vengono citate fonti come Genesi, i Veda, Shu Ching o libro delle storie.

Il ragionamento teso a cogliere il tema lilithiano si esplica per triadi in un crescendo di accostamenti ed ipotesi suggestive in cui il tema della prima moglie di Adamo a volte si percepisce in modo evidente, come nel caso della dea Istar, talaltra in modo velato, solo per alcuni tratti comuni che forse sarebbe un po’ azzardato associare senza accurato sostegno bibliografico.

Il testo √® comunque di facile lettura, fruibile, l’esposizione gradevole e chiara. Un libro che non pu√≤ mancare in una biblioteca esoterica pi√Ļ che altro come stimolo a nuove riflessioni su un argomento che non √® semplice affrontare, data la difficile reperibilit√† di testi sul tema lilithiano e sui profondi e significativi taglia e cuci cui sono stati esposti i testi biblici, argomento che certa non-cultura vetero-cattolica mal digerisce essendo abituata come lo struzzo a mettere la testa sotto la sabbia in nome di una religione esclusivista, acrimoniosa, misogina e fallocentrica che strumentalizza i testi in nome di un potere particolare, sacrificando grammatica, senso logico, coerenza d’insieme e soprattutto realt√† storica.

Il ruolo della donna √® standardizzato e la ribellione che in realt√† √® impulso alla scienza, viene tarpata come illecita e peccaminosa. Dunque la prima moglie ribelle che non vuole sottostare agli ordini di Adamo diventa un demone che partorisce demoni uno dopo l’altro e popola il mondo di creature mostruose.

Lilith ha un fascino malefico, sirenico. Nella concezione magica ortodossa ha labbra nero-violacee e denti perfetti, lunghe unghie argentee che spezzano la fuliggine trasparente da cui è circondata. Per gambe ha code di serpenti, volto biancastro, pupille di color cupo e senza fondo.

Nei trattati dell’occulto √® descritta come antispirito femmineo del maligno, sarebbe esatto ritenerla la parte femminile di Satana, regina delle streghe e dei vampiri. Balla con Faust durante la tregenda della notte di Valpurga, ma rimane un personaggio misterioso, ambivalente, sempre vergine nonostante i vari amplessi, disarmonica, distruttiva, spesso trascurata dagli studiosi che forse avrebbero dovuto occuparsi di pi√Ļ di lei.


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2 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco ¬Ľ LETTERATURA: ‚ÄúLilith, la sposa di Satana … — 17 Maggio 2010 @ 12:54

    […] Fonte Articolo: Bartolomeo Di Monaco ¬Ľ LETTERATURA: ‚ÄúLilith, la sposa di Satana √Ę‚ā¨¬¶ […]

  2. Commento by Carlo Capone — 17 Maggio 2010 @ 20:17

    Durante il percorso evolutivo ¬† di Homo deve essersi verificato ¬† qualcosa che ne ha inceppato il ¬†meccanismo. ¬†Sembra ¬†certo che nell’et√† ¬†di ¬†Erectus vigesse il ¬†matriarcato. La donna custodiva il fuoco, garantiva la prosecuzione della specie e ¬†la sicurezza del riparo. ¬†L’uomo era confinato ¬†al ¬† reperimento del cibo, grazie a una struttura fisica pi√Ļ tenace, ¬† per essere usato quando la femmina si avvertiva fertile. Non √® difficile ritenere che ¬†in seguito fosse rifiutato.

     

    Con l’avvento di Sapiens ebbe luogo ¬†un ¬†cambiamento di portata pari, se non superiore, alla ¬†nascita dell’etica e del timor ¬†di Dio. In effetti Erectus non attribuiva particolari significati ¬†al rito del sesso che, come detto, ¬†era di esclusivo appannaggio della femmina – donna. Questa, ¬†per domare gli istinti della prole, ¬†ricorreva anche ¬†e volentieri a pratiche di incesto, un fenomeno che col tempo ¬†pose ¬†i figli ¬†in competizione con i ¬†i padri, provocando in ¬†questi ultimi il bisogno di ¬†sopprimere, forse evirare, ¬†i pi√Ļ deboli. Un conflitto che costrinse la ¬†donna madre a ¬†tensioni insostenibili, ¬†riducendone ¬†via via gli spazi ¬† di imperio. ¬†Non ¬†dovrebbe quindi ¬†essere casuale che con l’avvento di Sapiens prendessero piede da un lato il bisogno di Dio ma dall’altro, correlato e/o conseguente, la trasformazione in tab√Ļ dell’incesto. Da qui la necessit√† di assoggettare la donna in quanto portatrice di oscure sovversioni.

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