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LETTERATURA: Marisa Cecchetti: “Nonostante la rosa” – LietoColle, 2009, poesia

28 Settembre 2009

di Fabio Michieli

Marisa Cecchetti dopo Cantieri torna con un delicato piccolo libro accolto giustamente nelle collezioni di LietoColle. Meno strutturato del precedente, Nonostante la rosa continua un percorso che vede la Cecchetti scavare il territorio della poesia nel tentativo di far riaffiorare ogni traccia di natura, non solo superstite, ma persistente nel mondo urbanizzato. Un mondo che però pare distratto da tale bellezza, che ignaro continua una quotidianità monotona, ripetitiva, abitudinaria «nonostante la rosa » (p. 20).
È una piccola costellazione di personaggi quella portata in scena da Marisa Cecchetti: nomi noti posti nelle dediche, o volti solo a lei noti (come quelli della collega sovrastata dalle incombenze di una crisi che non lascia attimi di tregua se non quelli della pace ritrovata nell’ascoltare una poesia letta) che però colgono l’essenza frammentaria o semplicemente frammentata di ognuno di noi.
La poesia, come la musica, ci viene dubito detto, nei versi emblematicamente dedicati a Giovanni Allevi, che è «urgenza, voce, grido » ed è necessario che il poeta non appenda mai la cetra affinché la vita cantata possa penetrare nel corpo di ogni individuo (p. 9). E il valore questo incarnarsi della poesia è chiaro nella poesia successiva (p. 10) nei quali le paure della quotidianità, che conducono spesso la vita verso uno stato di continua precarietà, vengono per un attimo sospese per la lettura di alcuni versi che ridonano distensione a uno sguardo «a conferma che tutto è poesia ».
Nonostante la rosa ribadisce questo bisogno di rallentare il ritmo: «Veloci passan gli esercizi e vanno / ad uno ad uno, negli stessi fondi. / Come gli umani. Troppo presto. / Premono nomi e volti / sui nostri giorni » (p. 36); un rallentamento confermato dall’incedere più pacato del verso, che pare cogliere la propria forza più nelle pause, nelle cesure decise del punto fermo, a scapito di repentine variazioni di ritmo dettate dagli accenti; frammentazione della forma che riprende la già ricordata frammentazione del vivere moderno: «Spezzata è la mia forza / fatta di mani e mente, / nella nebulizzazione del pensiero / strumentalizzazione dell’anima / rovinio di progetti. // Eppure profumano germogli / tra lo sterco, // di parole pulite, / che riportano a me, madre, / energia nuova » (p. 41).

anche in www.alleo.it


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1 commento

  1. Commento by Gian Gabriele Benedetti — 28 Settembre 2009 @ 16:22

    Diverse significazioni, rapporti umani, intime sensazioni e sottili scansioni psicologiche mi sembra trasudino dai versi di Marisa Ceccetti. Significativa, per questo, ritengo la frase di Pierre Reverdy: “Le poesie sono cristalli che sedimentano dopo l’effervescente contatto dello spirito con la realtà”.
    Da non dimenticare, poi, per il suo valore, che se al mondo gli si aggiunge una poesia, il mondo non è più lo stesso.
    Dunque, dobbiamo sempre gioire quando nasce un libro di poesia ed essere grati al poeta del dono della sua anima
    Gian Gabriele

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