Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: Mi permetto di scrivere di Fede religiosa

4 Gennaio 2014

di Bartolomeo Di Monaco
(sperando di non fare le figuracce di Eugenio Scalfari)

Può un semplice credente avventurarsi nell’intricato bosco della teologia e della Fede? A prima vista si direbbe di no, tacciato di usare la sua debole ed umana mente per risolvere problemi che non sono alla portata dell’uomo. Ma io, ribelle come sono, e soprattutto spinto dai mali di oggi e dalla ignoranza, mi ci provo ugualmente (volete un solo esempio di ignoranza? Quell’ingenuo e bambinesco Angelino Alfano gioisce per l’abbassamento di oggi del famigerato spread che portò alla caduta del governo Berlusconi fingendo di dimenticare, quel povero pischello della maggioranza, che proprio nel 2011 lo spread era allo stesso livero di oggi e furono le manovre dei potentati europei, in primis quelli tedeschi, a farlo schizzare prima delle fine dello stesso anno ad oltre 500 punti quando decisero, Napolitano consenziente, di dare come acconto al senatore Monti il laticlavio a vita e subito dopo il suo disastroso governo, utile all’Europa fuorché all’Italia. Nel 2011 anche il pischello della maggioranza berlusconiana considerava lo spread uno strumento utilizzabile da certi potentati, ai quali appartengono tanto Letta che il suo predecessore Monti, per consolidare o affondare i governi sgraditi. Se quei poteri volessero, ad esempio, dare una botta secca al governo Letta lo farebbero dalla sera alla mattina. Caso mai, la domanda che dovrebbe porsi il pischello Alfano è un’altra: quali interessi si nascondono nella politica del governo italiano che lo rendono gradito a questi potentati economici, al punto che sembra ancora sorretto da alcune loro stampelle, sebbene traballanti. Ma sarebbe un pensiero troppo forte per Alfano e se ne tiene perciò lontano).

Ma bando alla politica che, certamente ogni tanto ha pure il diritto di affacciarsi in un uomo come me che ha invocato su di essa la maledizione del Dio dell’Antico Testamento.

Ed è proprio di Fede che voglio parlarvi e spiegarvi del perché ormai è al Dio dell’Antico Testamento che io guardo con molta ammirazione. Per farlo ho bisogno di prendere alcuni esempi propedeutici dal Nuovo Testamento: il primo riguarda l’importanza che vi riveste il ruolo della Madonna, la quale, a mio avviso, è il vero legame tra l’uomo e Dio. Quando mi sono trovato a parlare di politica e di Fede ho ricordato le nozze di Cana il cui miracolo, se non fosse stato per l’ostinazione di Maria e per il suo amore per l’umanità, non ci sarebbe stato. Gesù le rispose con una certa tracotanza, ma le parole di Gesù entrarono da un orecchio della Madonna ed uscirono dall’altro. Chiamò i servitori e disse di presentare i vasi colmi d’acqua a Gesù, il quale fu “forzato” a trasformarne il contenuto in vino, altrimenti i commensali oggi sarebbero ricordati non tanto per il miracolo, sebbene per aver terminato il pranzo di nozze innaffiando le ricche portate con una semplice acqua di polla o di fonte. Non si dimentichi inoltre, sempre a riguardo della Madonna, la sua accettazione della speciale gravidanza annunciatagli dall’angelo, che l’avrebbe compromessa, sia pure, come fu, per pochi giorni, agli occhi del suo promesso sposo Giuseppe, e tutto ciò sempre per amore e in sacrificio dell’umanità che sarebbe stata beneficiata dalla nascita del Messia, nonché non si dimentichi mai il pianto doloroso della Madonna di fronte al calvario del Figlio.

Da questi tre soli esempi considero la Madonna il punto centrale del Nuovo Testamento.
Ma in realtà, il Nuovo Testamento ha un punto teologicamente assai più rilevante che si svela nel momento del battesimo di Gesù da parte di Giovanni Battista. Ricordate la scena? Ne riferiscono tutti gli evangelisti, ma io prendo ad esempio per comodità la scena raccontata dal vangelo secondo Luca:

tutto il popolo” è battezzato e anche Gesù si fa battezzare; mentre è raccolto in preghiera, il cielo si apre e scende su di lui lo Spirito Santo sotto forma di colomba, mentre si ode una voce celeste che dice «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto ».

Perché, a mio sommesso avviso, questo passo (presente in modo analogo anche negli altri evangelisti) è significativo? Perché vi si esprime la Trinità. Ossia la stessa persona di Dio Una e Trina come recitiamo nel Credo. Dio è, nella stessa persona, Padre, Figlio e Spirito santo (leggiamo infatti che lo Spirito Santo appare sotto forma di colomba, mentre una voce celeste – dunque il Padre – proclama che Gesù è il “mio” figlio prediletto).
Non può esserci immagine migliore per esprimerla.

Pure nell’Antico Testamento troviamo esempi di Trinità:

3) I membri della Trinità vengono distinti fra loro in vari passi: nell’Antico Testamento, “SIGNORE” viene distinto da “Signore” (Genesi 19:24; Osea 1:4). Il “SIGNORE” ha un “Figlio” (Salmi 2:7, 12; Proverbi 30:2-4). Lo Spirito viene distinto dal “SIGNORE” (Numeri 27:18) e da “DIO” (Salmi 51:10-12). Dio Figlio viene distinto da Dio Padre (Salmi 45:6-7; Ebrei 1:8-9).  (qui)

anche se la spiegazione di essa continua a provenirci soprattutto dagli evangelisti. Cito, sempre dalla stessa fonte:

“6) I compiti dei singoli membri della Trinità: il Padre è la fonte o causa ultima: 1) dell’universo (1 Corinzi 8:6; Apocalisse 4:11); 2) della rivelazione divina (Apocalisse 1:1); 3) della salvezza (Giovanni 3:16-17) e 4) delle opere umane di Gesù (Giovanni 5:17; 14:10). Il Padre INIZIA tutte queste cose.

Il Figlio è lo strumento mediante cui il Padre compie le seguenti opere: 1) la creazione e il mantenimento dell’universo (1 Corinzi 8:6; Giovanni 1:3; Colossesi 1:16-17); 2) la rivelazione divina (Giovanni 1:1; Matteo 11:27; Giovanni 16:12-15; Apocalisse 1:1) e 3) la salvezza (2 Corinzi 5:19; Matteo 1:21; Giovanni 4:42). Il Padre compie tutte queste cose mediante il Figlio, che funge da Suo strumento.

Lo Spirito Santo è il mezzo mediante cui il Padre compie le seguenti opere: 1) la creazione e il mantenimento dell’universo (Genesi 1:2; Giobbe 26:13; Salmi 104:30); 2) la rivelazione divina (Giovanni 16:12-15; Efesini 3:5; 2 Pietro 1:21); 3) la salvezza (Giovanni 3:6; Tito 3:5; 1 Pietro 1:2) e 4) le opere di Gesù (Isaia 61:1; Atti 10:38). Pertanto, il Padre compie tutte queste cose per la Potenza dello Spirito Santo.”

Dette queste cose, ora possiamo procedere nel ragionamento, di fronte all’obiezione che taluni mi fanno, ossia che l’incarnazione di Gesù, ossia dell’Uno e Trino, è venuta a modificare le cose del mondo, ed in particolare a portarvi l’amore. Dunque la mia posizione con la quale ho espresso (e la confermo fermamente) la maledizione eterna – del tipo delle sette piaghe d’Egitto, ed anche peggio ove possibile – contro la nostra classe politica che ha portato al disastro il nostro Paese – nonostante la sciocca euforia di Alfano (chi sa come si diverte alle sue spalle il grande finanziere Soros!), vada contro l’insegnamento del vangelo.

Respingo con durezza (considerandomi perfino offeso) quest’accusa, proprio in forza degli esempi che ho portato. Se, come confermano gli evangelisti   (e lo stesso Antico Testamento) il Dio è sempre Stato Uno e Trino non può essere rifiutata – se non strumentalmente e vergognosamente – la tesi secondo la quale il Figlio del Padre anche nell’Anticipo Testamento ha eseguito – come unica e sola volontà – quella del Padre suo. Da ciò discende che egli è sempre stato strumento consenziente e cosciente tanto della strage dei primogeniti d’Egitto, quanto dell’annegamento nelle acque del Mar Rosso di una gran parte dell’esercito egiziano, così pure di tante altre stragi di natura vendicativa e punitiva, come ad esempio la distruzione delle città di Sodoma e Gomorra.
Dunque Gesù vi ha preso parte e la “crudeltà” di queste azioni gli è appartenuta al cento per cento.

Mi si risponderà.
Ma il Padre ha mutato il suo atteggiamento nei confronti del mondo e ha mandato il Figlio a sacrificarsi per darne testimonianza. Tesi alquanto debole, ove si pensi che nel Nuovo Testamento non mancano ripetizioni di fatti accaduti nell’Antico Testamento, come la strage dei primogeniti ordinata da Erode per liberarsi del neonato Gesù. Il Gesù, partecipe della Trinità del Nuovo Testamento, è identico al Gesù partecipe della Trinità del Vecchio Testamento. Il quale Gesù, congiuntamente al Padre e allo Spirito Santo, acconsentì alla morte dei primogeniti di Egitto al fine di ottenere la liberazione degli ebrei e il loro ritorno alla terra dei Padri, così come acconsentì alla morte dei primogeniti nati nel giorno del suo Natale.

Scrivo queste cose, poiché nessuno, dico nessuno, sia egli un raffinato teologo o un semplice presbitero, potrà mai convincermi che invocare il Dio dell’Antico Testamento affinché torni a lanciare le sette piaghe (ed anche di peggio) contro gli uomini di potere che, anziché servire i popoli, li riducono in schiavitù – proprio come fece il faraone – sia un contravvenire alle novità recate dalla venuta di Gesù sulla Terra. Gesù è venuto a portare l’amore, a far capire agli uomini la sua importanza, a diffonderlo, ma mai ha avuto intenzione di rinnegare la Trinità, ossia la necessità della punizione più dura nei confronti di coloro che, nei riguardi dell’umanità, si sono mostrati, o si mostrano, simili agli uomini di Sodoma e Gomorra o ai mercanti del tempio.

Se avesse avuto questa sua intenzione, allora non starei più dalla sua parte (pensate a quale conflitto teologico di enormi proporzioni – all’interno della Trinità – ne scaturirebbe!), e mi avvicinerei sempre di più – come sto facendo – alla Madonna, a colei cioè che nel giorno delle nozze di Cana, quando Gesù le rispose mostrando una insospettabile tracotanza, non ebbe alcuna esitazione e gli rispose, sì, con umiltà, ma ne piegò la volontà al bene dei commensali, ossia degli uomini.
(Per ulteriori approfondimenti anche qui).


Letto 3484 volte.


1 commento

  1. Commento by Stefano Di Monaco — 4 Gennaio 2014 @ 15:00

    Carissimo Papà, ho letto con interesse la tua riflessione, e non sbagli affatto quando dici che Gesù, o meglio la seconda persona della trinità, ha sempre partecipato all’opera sia redentiva che punitiva-educativa del Padre. Basti pensare alle parole durissime che Gesù scagliava contro i farisei, contro coloro che mettevano pesi sulle spalle degli altri senza toccarli nemmeno con un dito. Quello che però c’è di nuovo nella venuta di Gesù, è la dichiarazione che lui fa di essere venuto per convertire e salvare i peccatori. Per cui nelle nostre preghiere bisogna chiedere non la morte o la condanna di coloro che sbagliano, ma il cambiamento dei loro atteggiamenti e del loro cuore. Se poi ci sarà bisogno di una punizione divina tipo antico testamento, bisogna che sia Dio a deciderlo e lasciare che sia lui a stabilire se e quando. Infatti non bisogna dimenticare che Gesù ha anche detto che noi saremo giudicati e misurati con la stessa misura con cui misuriamo gli altri. Quindi non conviene invocare le maledizioni verso gli altri, altrimenti potremo invocarle anche verso noi stessi per i nostri peccati. Chiediamo la liberazione dal male e la giustizia, ma il come lasciamolo decidere alla Trinità. Un bacio

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart