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La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

LETTERATURA: NATHALIE – Quarta parte

29 Dicembre 2013

di Felice Muolo

Mi sentii sollevato da un peso. Se Fabiane mi avesse gettato le braccia al collo, avrei pensato fosse innamorata di me e non avrei saputo come cavarmela. Non provavo niente per lei e non volevo soffrisse come io soffrivo per Nathalie. Mi aveva già dimenticato, affrettatamente conclusi.
“Cosa ci fai qui?” continuò.
“Ho perso la bussola.”
Le sue amiche salutarono e sparirono.
C’incamminammo lentamente. Le raccontai come l’avevo raggiunta, in che maniera. Ascoltò a testa bassa, in silenzio. Sbucammo su una spiaggia sabbiosa, di fronte all’oceano.
Quando terminai di parlare, sedetti sulla sabbia. Lei continuò a camminare, pensosa. Indossava zoccoli di legno tradizionali, racchiusi sul davanti, pantaloncini corti, maglietta a mezze maniche. Sembrava un ragazzino da una certa distanza. Le sue esili gambe, le braccia magre, i capelli corti biondi, i seni appena accennati facevano tenerezza.
Dopo essersi allontanata di una decina di passi, tornò indietro.
“Mi ami?” mi chiese, con espressione seria, fermandosi presso di me.
“Certo,” risposi sorridendo.
La sua testa scartò di lato, infastidita.
“Qualcosa non va?” dissi.
“Sei enigmatico. Non ti voglio qui. Vattene.”
“Tra poco,” dissi e decisi.
“Mi tratti sempre come una bambina.”
“Vuoi che ti baci?”
Mi alzai e protesi il viso verso il suo.
“E’ futile sperare,” disse, evitando di essere baciata.
“Cosa facciamo ancora?”
“Sono una stupida. Scusami.”
Stavo attento a non illuderla. Doveva credere che avessi percorso tanta strada per fare un’improvvisata non per amor suo.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart