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LETTERATURA: Valter Binaghi: “Devoti a Babele”, ed. Perdisapop (2008)

3 Maggio 2008

Arvo, eroe senza volto nell’Italia che cambia

di Stefania Nardini

[√ą la prima autrice contemporanea tradotta in Ucraina con il suo romanzo Matrioska, Tullio Pironti editore, 2001. Giornalista, cura la pagina culturale Scritture & Pensieri del quotidiano ‚ÄúIl Corriere Nazionale‚ÄĚ]

Arvo. Una creatura, un simbolo. Sagoma in carne ed ossa trafitta dalle pallottole di un killer senza nome. In agguato. Signore delle tenebre nell’Italia della “Milano da bere”. Vampiro senza piet√† nel gioco della vita sballata e senza scrupoli. Il grande profeta, il ma ¬≠go, l’alchimista, che attraverso l’invisibile tela di un sistema me ¬≠diatico infarcito di culture a basso costo, lo guida nelle scene di una commedia in cui Argo non pu√≤ che essere com’√®.
Ha il sapore di una parabola la storia che Valter Binaghi racconta nel suo ultimo romanzo, “Devoti a Babele”(ed. Perdisapop, colla ¬≠na Walkietalkie), che √® l’immer ¬≠sione nel mondo, in questo nostro mondo, con gli occhi di chi, con lucidit√†, ne coglie i segnali.
Un romanzo tanto semplice da leggere, ma che lascia intuire un lavoro approfondito, di osservazio ¬≠ne, raccolta di dati e fatti, in un’ analisi che lascia al lettore la liber ¬≠t√† di interrogarsi quando arriva all’ultima pagina.
Perch√© Argo, questo giovane tossi ¬≠co, che in nome della “roba” ha cancellato qualunque valore mo ¬≠rale, ricavandosi una sua “mora ¬≠le” dentro un mondo, quel mon ¬≠do che noi chiamiamo marginale, viene seguito dal narratore, che preferisce chiamarsi cronista, in un’evoluzione che apre un venta ¬≠glio di spunti sui quali vale la pe ¬≠na riflettere.
Argo ha una madre che soffre per lui. Un giro di amici balordi co ¬≠me lui. In un contesto di insoddi ¬≠sfazione che √® attorno a lui. In tutto ci√≤ che lo circonda in quei mitici anni ’80 quando si stava consumando la grande sborniatri ¬≠colore. Ma Argo che ne sa? Si fa. Ruba. Spaccia. Fino al giorno in cui giunge al momento della re ¬≠denzione in una comunit√† tera ¬≠peutica.
Qui Binaghi √® riuscito con grande abilit√† a trasmettere l’aria che si respira in certi luoghi votati al re ¬≠cupero di queste anime metropoli ¬≠tane. Anime giovani e malleabili capaci di trasformarsi attraverso tecniche new age da strapazzo che si rivelano facilmente tentaco ¬≠li del grande signore delle tene ¬≠bre sempre in agguato. E Arvo si trasforma.
Non cambia.
Si trasforma in una persona nor ¬≠male, come tanti “normali”, por ¬≠tando dentro di s√© un peso che le sedute psicoanalitiche della co ¬≠munit√†, e le tecniche alternative non hanno mai veramente scalfi ¬≠to. Eppure cresce Arvo. Cresce e si fa una famiglia. Ma la sua solitu ¬≠dine √® profonda. Cos√¨ tanto che √® difficile da percepire.
Ma non siamo pi√Ļ negli anni ’80. Siamo ai giorni nostri. Nell’era della comunicazione, del grande fratello, di You Tube, di Internet. E per essere bisogna apparire. Per “esistere” si deve andare in onda. Il reale per essere tale √© filmato. Che ne sar√† di Arvo in questa fase? C’√® la sua storia di ex tossi ¬≠co. Il suo percorso per uscire dal tunnel. Ma il tunnel √® veramente dietro le sue spalle? Riuscir√† Ar ¬≠vo ad aggrapparsi alla sua esisten ¬≠za trasformandosi in un nuovo eroe mediatico?

In questa parte il romanzo di Bi ¬≠naghi assume forza, le parole pe ¬≠netrano nell’universo degli spet ¬≠tri virtuali, i nodi sono matasse difficili da sbrogliare.
Anche i personaggi che si muovo ¬≠no sono presi dalle cronache di ordinaria quotidianit√† per diven ¬≠tare letteratura, in un’operazione di osservazione e penetrazione di questo nostro oggi. E il “cronista” li descrive, ne narra le misere ge ¬≠sta che per√≤ fanno audience, dun ¬≠que successo. Perch√© √® il succes ¬≠so il traguardo della corsa nella societ√†-discount. “Vogliono conta ¬≠re. Quante volte i visitatori hanno ciccato la loro clip su Youtube… Questo sono i ragazzi. I loro padri invece vogliono, strapparsi di dos ¬≠so l’anagrafe e il profilo cascan ¬≠te…. Il ciberspazio fa impazzire. L’onnipotenza dell’avatar √® me ¬≠glio della vita vera…”
Ma c’√® Arvo. E’ lui il simbolo. E’ lui la sagoma in carne ed ossa trafitta dal dolore. Un dolore che prepotentemente √® sentimento. Anche follia. Dunque qualcosa di umano che lascia un messaggio. Il messaggio che una parabola de ¬≠ve lasciare. Perch√© poi tutto il re ¬≠sto √® riflessione.
Binaghi con questo suo romanzo ha aperto una sfida. Esercizio che gli si appropria perch√© non molla mai. E questa sua “creatura” che viaggia tra la prima e la seconda repubblica nella sua fragilit√† ha ancora una forza da scoprire.

[da “Il Corriere Nazionale”]


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4 Comments

  1. Pingback by Fontan Blog » LETTERATURA: Valter Binaghi: ‚ÄúDevoti a Babele‚ÄĚ, ed. Perdisapop (2008) - Il blog degli studenti. — 3 Maggio 2008 @ 07:25

    […] Read more Posted by | […]

  2. Commento by marino — 3 Maggio 2008 @ 13:53

    Sono molto d’accordo sulla lettura di Stefania, e aggiungo che
    che la scrittura di Binaghi é di alta qualità.

  3. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 3 Maggio 2008 @ 18:28

    Devo aggiungere che spesso mi trovo d’accordo con ci√≤ che scrive, anche quando commenta sui blog. Anh’io lo considero molto bravo.
    Bart

  4. Commento by stefania nardini — 4 Maggio 2008 @ 11:08

    Un caro saluto e grazie per essere intervenuti. Naturalmente un augurio a Valter.
    stefania

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