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e-mail info@progedit.com website www.progedit.comPer l’autunno vi segnaliamo due enciclopedie:
1. Ettore Catalano, a cura di, Letteratura del Novecento in Puglia. 1970-2008
2. Raffaele Nigro, Novecento a colori. Percorsi nell’arte di un secolo infinito
I volumi possono essere richiesti nelle migliori librerie o utilizzando altre modalità d’ordine: le maggiori librerie on line italiane (da Ibs a Bol), direttamente alla casa editrice per via telefonica (0805230627), per fax (0805237648) o via mail (commerciale@progedit.com).
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SCHEDE DEI VOLUMI
Ettore Catalano (a cura di)
Letteratura del Novecento in Puglia 1970-2008
Collana: Letterature 2009, pp. 576, € 40.00
ISBN: 978-88-6194-053-6
Il libro
La più aggiornata ricerca sulla produzione letteraria pugliese dal 1970 al 2008, frutto di un lavoro condotto da studiosi di tutte le Università pugliesi e da critici militanti, coordinato da Ettore Catalano dell’Università di Bari. Il volume affronta, con un lavoro sul campo di notevoli dimensioni, la minuziosa analisi delle realtà territoriali (dalla Capitanata alla Terra di Bari, dall’Alto Salento brindisino al Salento leccese e alla provincia ionica), in una prospettiva che passa in rassegna riviste, gruppi intellettuali, poeti, narratori, uomini di spettacolo, la letteratura “contaminata” dei pugliesi all’estero, l’evoluzione della lingua e dei dialetti, incrociando tali dati nella direzione di un complessivo processo di ricerca di una nuova, plurale identità, non priva neppure di oggettive contraddizioni ed arretratezze. Si passa, in tal modo, ed è tale l’ipotesi di fondo del lavoro, da una Puglia riconoscibilmente e nobilmente segnata dall’ansia di descrivere e superare un destino di subalternità “infernale” a una Puglia, come dice Ettore Catalano, “che naviga verso un paesaggio sociale e che reagisce con una resistente tenuta civile, una sostanza di umanità e una risentita coscienza etica, alla crisi economica, allo sfrangiamento e alla marginalizzazione”. Con “l’esercizio letterario” questa regione diventa laboratorio attivo e dinamico in cui maturano ricerche e progetti ormai dislocati su un piano nazionale, in un incontro sinergico con le civiltà dei popoli del bacino mediterraneo, nel segno comune della pace e del reciproco rispetto multiculturale e interetnico.
Indice del volume
Introduzione La tradizione letteraria pugliese dall’autoreferenzialità penitenziale alla saggezza etica di Ettore Catalano
I. Tradizioni e ricerca del nuovo nella letteratura in Puglia di Ettore Catalano 1. La poesia da Cristanziano Serricchio a Lino Angiuli e Sergio D’Amaro – 2. La svolta «creativa » della letteratura in Puglia: Raffaele Nigro – 3. L’arte del dubbio di Gianrico Carofiglio tra romanzo di formazione, legal thriller e letteratura disegnata
II. La diffusione della cultura in Terra di Bari di Maria Beatrice Pagliara 1. I luoghi della cultura – 2. La cultura dell’impegno – 3. Le riviste – 4. La cultura del libro – 5. I mondi della musica – 6. I luoghi del cinema – 7. Una mappa delle associazioni culturali- 8. L’informazione: la stampa quotidiana – 9. L’informazione: le emittenti televisive – 10. Dal meridionalismo alla meridionalità
III. L’italiano oggi. Resistenze e innovazioni nel repertorio dell’italiano contemporaneo di Immacolata Tempesta Introduzione – 1. Alcuni dati generali sugli usi linguistici degli italiani – 2. Fra vecchie e nuove varietà – 2.1 L’italiano degli emigranti – 2.2 L’italiano degli immigrati – 3. La lingua dei giovani – 4. Fra italiano e dialetto – 5. La Puglia dagli anni Sessanta al nuovo millennio – Conclusioni Riferimenti bibliografici
IV. Poeti in Capitanata di Sergio D’Amaro 1. Tensioni sperimentali – 2. Terre liriche – 3. Bradisismi dell’ultima generazione – 4. Gargano e America in Joseph Tusiani – 5. I dialettali – 6. Bilancio provvisorio – Riferimenti bibliografici
V. La scrittura narrativa in Capitanata di Lea Durante 1. Giuseppe Cassieri – 2. Cristanziano Serricchio – 3. Nino Casiglio – 4. Joseph Tusiani e Antonio Motta – 5. Guido Manfredonia – 6. Carmine Tedeschi – 7. Mariateresa Di Lascia – 8. Andrea Pazienza – 9. Pulsatilla e gli altri
VI. La poesia in Terra di Bari di Daniele Maria Pegorari 1. Lo sperimentalismo post sessantottino – 2. Lirismo del quotidiano e del pensiero – 3. Le ultime due generazioni
VII. La narrativa in Terra di Bari di Vanna Zaccaro 1. La stagione del realismo critico – 2. Scrittori della baresità – 3. I giornalisti-scrittori – 4. Le scritture «alternative » – 5. Gli scrittori- magistrati – 6. Il filone fantastico – 7. I «novissimi – 8. La scrittura «necessaria »
VIII. Il teatro dalla comunità al consumo di Tina Achilli 1. Dalla comunità teatrale all’industria del consumo culturale – 2. Cultura teatrale in Puglia nell’ultimo trentennio
IX. La scrittura letteraria nell’Alto Salento: narrativa, teatro e poesia in Terra di Brindisi di Ettore Catalano 1. Il dibattito letterario a Brindisi e il «caso » di Gianmarco Gallinari – 2. Tradizioni e maschere popolari a Brindisi: Raffaele Cucci e Giuseppe Indini – 3. La narrativa brindisina tra tensioni civili e memoria: Antonio Caiulo, Mimmo Tardio, Osvaldo Capraro – 4. Modelli di interpretazione del presente nella scrittura letteraria a Brindisi – 5. La produzione letteraria a Francavilla Fontana – 6. L’attività letteraria a Ostuni – 7. La cultura letteraria a San Vito dei Normanni e a Fasano – 8. Arte e poesia a Cisternino – 9. Riviste, poeti e prosatori tra Mesagne, Torre Santa Susanna, Ceglie Messapica, San Michele Salentino – 10. Elio Paoloni, «dimenticatore di professione » e la letteratura a Latiano – 11. Il teatro a Oria
X. Poeti in Terra di Brindisi dagli anni Ottanta a oggi di Anna De Macina 1. La sperimentazione antagonistica di Nadia Cavalera – 2. Il tempo immutabile. La provincia malinconica di Sergio Sbrollini – 3. Prove di spiritualismo lirico: Rita Santoro Mastantuono e Ida Scioscioli – 4. I simboli e il mito: visioni del Sud
XI. La poesia dialettale contemporanea in Terra brindisina di Mimmo Tardio Premessa – 1. I poeti – 2. Altre esperienze poetiche e dizionari dialettali
XII. Sei poeti salentini di Donato Valli 1. Due poeti dialettali: Nicola Giuseppe De Donno ed Erminio Giulio Caputo – 2. Giovanni Bernardini – 3. Donato Moro – 4. Ercole Ugo D’Andrea – 5. Salvatore Toma
XIII. Le riviste letterarie, i fogli di poesia, i gruppi a Lecce e in provincia di Antonio Lucio Giannone 1. La nuova serie della rivista «L’Albero » – 2. Le riviste e i gruppi sperimentali degli anni Settanta – 3. I fogli e le riviste di Antonio Verri – 4. Le riviste letterarie dagli anni Ottanta a oggi
XIV. La narrativa a Lecce e in provincia di Maria Ginevra Barone e Fabio Moliterni 1. Fra tradizione e innovazione – 2. Dallo sperimentalismo al romanzo neostorico – 3. Le nuove «leve »
XV. Momenti e figure della letteratura a Taranto di Leonardo Sebastio 1. La poesia a Taranto. Ipotesi di una storia – 2. Letteratura e politica nella narrativa tarantina dell’ultimo decennio
XVI. Sud «moderno » e sguardo anglosassone: la Puglia non letteraria di Henry Vollan Morton e Paul Theroux di Luigi Cazzato 1. La Puglia sincretica di Morton – 2. Puglia arcaica. O forse no – 3. Pugliesi: africani… anzi no – 4. Theroux: grande tour, piccolo mare, ovvero come scansare antiche e moderne rovine – 5. La Puglia di Theroux? Un utile passaggio a Est – 6. Puglia: terra di santi, amanti e nessun poeta
XVII. Gli autori pugliesi all’estero di Cosma Siani 1. Chi sono gli autori pugliesi all’estero? – 2. Plurilinguismo – 3. Appartenenza – 4. Un campo da dissodare – 5. Diaspora euro- pea – 6. L’America del Sud – 7. Negli Stati Uniti – 8. Ventura, incunabolo italo-americano – 9. Calitri padre – 10. Calitri figlio – 11. Cautela e la conquista dell’inglese – 12. Nicola Testi, musa dialettale – 13. Longhi fra Miller e Guthrie – 14. Tusiani quadrilingue – 15. Ruberto in Canada – 16. Conclusione – Riferimenti bibliografici
XVIII. Pugliesi brava gente: cinema e set in Puglia di Anton Giulio Mancino 1. Polvere di stelle (americane) – 2. Dal tramonto… – 3. …all’alba – 4. Bari città aperta
XIX. L’editoria libraria in Puglia. Schede informative di Pasqua Gasparro, Luigia Marino, Maria Elena Palmisano Mario Adda Editore – Adriatica – Argo editrice – B.A. Graphis – Bastogi Editrice Italiana – Besa – Cacucci editore – Capone editore – Mario Congedo Editore – Edizioni Dedalo – Edipuglia – Gelsorosso – Piero Lacaita Editore – Edizioni La Meridiana – Edizioni Giuseppe Laterza – Gius. Laterza & Figli – Lisi editore – Mandese Editore – Manni Editori – Palomar – Pensa Multimedia – Progedit – Schena editore – Stilo Editrice
INDICE DEI NOMI
Il curatore
Ettore Catalano (Bari 1946), ordinario di Letteratura Italiana nell’Università di Bari, dopo essersi occupato della letteratura italiana degli anni Trenta-Cinquanta (Pavese e Vittorini) e dell’opera teatrale e letteraria di Luigi Pirandello, negli ultimi anni ha pubblicato i volumi: Foscolo “Tragico” (2000), Le trame occulte (2002), Il dialogo comunicante nell’opera di Raffaele Nigro (2002), Il carro di Tespi e la barca d’Acheronte (2004), Raccontare con dolcezza e tempestosità (2004), La saggezza della letteratura (2005), oltre che articoli su riviste e studi miscellanei.
Per l’editore Giuseppe Laterza dirige una collana di saggistica. Svolge intensa attività di operatore teatrale, in qualità di drammaturgo (ultimo suo lavoro, nel 2006, la riscrittura drammaturgica del Berretto a sonagli per la Compagnia di Flavio Bucci e la regia di Nucci Ladogana) e di regista (ha allestito per la stagione 2007 col Teatro Abeliano Ulisse il narratore, spettacolo tratto dall’Odissea) e collabora con le più importanti formazioni professionistiche pugliesi. Per i nostri tipi, ha pubblicato La metafora e l’iperbole. Studi su vittorini (2007).
Gli autori
Tina Achilli (Università di Bari), Maria Ginevra Barone (Università del Salento), Ettore Catalano (Università di Bari), Luigi Cazzato (Università di Bari), Sergio D’Amaro (docente Scuole Superiori), Anna De Macina (Università di Bari), Lea Durante (Università di Bari), Pasqua Gasparro (dottoranda Università di Bari), Antonio Lucio Giannone (Università del Salento), Anton Giulio Mancino (Università di Bari), Luigia Marino (dottoranda Università di Bari), Fabio Moliterni (Ricercatore Università del Salento), Maria Beatrice Pagliara (Università di Bari), Maria Elena Palmisano (dottoranda Università di Bari), Daniele Maria Pegorari (Università di Bari), Leonardo Sebastio (Università di Bari), Cosma Siani (Università di Cassino), Mimmo Tardio (docente Scuole Superiori), Immacolata Tempesta (Università del Salento), Donato Valli (prof. Emerito Università del Salento), Vanna Zaccaro (Università di Bari).
Raffaele Nigro
Novecento a colori
Percorsi nell’arte di un secolo infinito
Collana: Letterature 2008, pp. 256, € 20.00
ISBN: 978-88-6194-033-8
Questo volume è una rivisitazione degli autori piccoli e grandi che hanno colorato il cielo dell’arte nel corso del Novecento: un secolo infinito per i suoi innumerevoli protagonisti, produttivo per la fecondità della sua cultura, delirante per la smaniosa voglia di conoscere, di esprimere, di comunicare un’anima collettiva travagliata e appassionata. A stimolare il viaggio a colori di Raffaele Nigro sono i numerosi disegni, dipinti, abbozzi di pittori, grafici e designer che, insieme ai libri, fanno parte della sua vita. Dai quali, con un occhio alla scrittura e l’altro alle immagini, cominciano a scorrere storie, vicende di vita e d’arte di protagonisti del Novecento che devono molto alla Puglia: per esserne figli, per essersene ispirati o per averla soltanto toccata nei loro itinerari di mercato e mostre. Il volume, perciò, pur movendo da circostanze e ricordi particolari, diventa una vera e propria enciclopedia dell’arte del Novecento, nella tensione “tra centro e periferia”: da Abbatecola a Damiani, da de Chirico a Modigliani, da Morea a Zianna. Con questo libro, nota Raffaele Nigro, “desidero rilanciare la discussione e l’interesse per un settore della creatività che con discrezione arreda la nostre case ma intorno al quale i media non spendono più parole, se non nel caso di grandi furti o grandi scoperte e di quotazioni d’asta da capogiro”.
Segue l’indice degli artisti e dei movimenti trattati dall’autore.
INDICE
A
Oronzo Abbatecola futurista
Natale Addamiano: dal labirinto espressionista alla metafisica
Luca Alinari e il suo giardino
Nicola Andreace, re delle gravine
Enzo Angiuoni nel buio del nichilismo
Michele Ardito: un silenzioso furore
Raffaele Armenise al Petruzzelli
Armodio e l’infinito
B
Rocco Barbarito raccontato per cicli
Luca Bolognese e il suo Salento
Franz Borghese e i borghesi piccoli piccoli
C
Domenico Cantatore e le sue odalische
Gianni Capaldi e Uliano Lucas
Simona Capitini tra restauri e lame di luce
Lino Carlucci e i ricordi lucani
Giovanni Carpignano e la gravina
Bruno Caruso: il vangelo dell’inquietudine e della polvere
Alberto Chiancone e le sue malinconie
Manlio Chieppa tra olivi e oleastri
Pasquale Ciliento l’onnivoro
Franco Clary chiarista volante
Rosa Coliac: quando le donne non dipingevano
Gildo Collesi ceramista
Pino Conte e il classicismo
D
Michele Damiani viaggiatore nei mari di Oriente
Giorgio de Chirico e le opere su carta
Mino Delle Site e i visioritmi
Giuseppe De Nittis e i suoi biografi
Michele De Palma e la geometria metafisica
Leonardo De Santis colorista furioso
Antonio De Totero e la sua epica
Ciro De Vincentis tra neorealismo e documentazione
Fernando Di Nicola perduto tra i tappeti
Antonio Di Pillo e la classicità gotica
Marco Dolfi: la pittura come memoria ed elegia della vita
E
Giorgio Esposito perduto nell’Olimpo
F
Anna Falotico: una nevrosi creativa
Nicola Filazzola tra versi e colori
Mimmo Fiorelli: elogio del visionario
Vito Fiorente e il 1799
Aldo Fulchignoni perso nella geometria
Carlo Fusca e la Nuova Maniera
Mimmo Fusco: il Totemismo solitario e il barocco affollato
G
Benito Gallo Maresca: passione e malinconia
Antonio Gigante e i palinsesti murali
Giuseppe Gramegna in tuformella
Adolfo Grassi: il muro, la calce
Gaetano Grillo e l’arte del lettering
Carlo Guarienti: lettera a Giuseppe Ungaretti intorno alla sua pittura
Ginetto Guerricchio e il realismo magico
Pietro Guida tra pensosità e disillusione
I
Igino Iurilli e gli scheletri marini
L
Giovanni L’Abbate: la pittura come recinto delle amicizie
Beppe Labianca: dal dubbio al naufragio dell’io
Stefano Latela tra passato e presente
Tonino Laurelli e i lampi di luce
Donato Linzalata e i totem ciclopici
Trento Longaretti: tu cercherai con dolore
Antonio Longo: saluti da un cielo lontano
Corrado Lorenzo e il paese della cartapesta
Lele Luzzati e la poesia
M
Gianna Maggiulli e i suoi sogni strappati
Marcello Malandugno: metafisica della gomma
Vittorio Manno e Angelo Rizzelli: scavare la materia dal buio
Giulio Marchioli: l’angelo sotto un trullo
Matteo Masiello: ironia e riflessione infinita
Antonio Masini e le metamorfosi del corpo
Lino Mastropaolo: Totemismo e ribellione
Vito Matera e i Tarocchi della Murgia
Vincenzo Milazzo e la sua passione corale e luminosa
Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne
Roberto Montemurro e i suoi sogni poderosi e fragili
Nicola Morea e le simbologie
N
Domenico Notarangelo e il «Vangelo » di Pasolini
Adriana Notte, Irina Hale e Vanda Valente a Cisternino
O
Giulio Oriolo: la forma miracolata
P
Pietro Palmisano: la ricerca delle origini come essenzialità della forma
Andrea Pazienza angelo della ribellione
Per Fabio Pellicano
Lino Piccoli a Montagnana
Gennaro Picinni: una passione inquieta ed estetizzante
Mario Piergiovanni e la ricerca del dinamismo
Pittori lucani di oggi
Gaetano Pompa: l’ombra lunga della storia
Prato e il Salento come memoria
Q
Andrea Quarto e l’esotismo
R
Nino Regina e le sue storie di panni stesi e di rigatteria
Nicola Roberto e la passione
Michele Roccotelli in una tempesta di solarità
Gustavo Rodella e la dolcezza della ferinità
S
Nino Salamida e il suo mondo naïf
Edgardo Sambo e la tragicità
Pino Santulli o l’elogio della serenità
Ruggero Savinio perso nelle ombre
Salvatore Sebaste e la passione popolare
La Scuola di Grottaglie
Lino Sivilli e le finzioni sceniche
Pino Spagnulo come Vulcano
Francesco Speranza: il naufragio nell’incantamento
Raffaele Spizzico pittore e ceramista
Alberto Sughi, la controinformazione come impegno
Anna Suriano contro la geometria della vita
T
Emilio Tadini surreale e ironico
Cosimo Tamborra paesaggista
Antonio Tamburro dal grigio al blu
Giuseppe Tangaro e l’apocalisse
Franco Tarantino e i fantasmi mediterranei
Ernesto Terlizzi, l’uomo che parlava alle pietre
Saverio Terruso e le baccanti
Gianni Testa e gli eroici furori
Gino Trame: con il fumo negli occhi
Nicola Tullo: una solitudine titanica
U
Un castello e una quadreria, il caso Palazzo San Gervasio
V
Virgilio Vairo: trabucchi color pastello
Michele Vallarelli dalla natura alla razionalità
Michele Volpicella: donne e Sassi
Z
Spartaco Zianna un metropolitano pentito
L’autore
Raffaele Nigro (Melfi 1947) è caporedattore Rai e vive e lavora a Bari. E’ autore di: I fuochi del Basento (1987, Premio Supercampiello), La baronessa dell’Olivento (1990), Ombre sull’Ofanto (1992, Premio Grizane Cavour), Dio di Levante (1994), Adriatico (1998), Francesco Berni (1999), Burchiello e Burleschi (2000), Diario mediterraneo (2001) e Viaggio a Salamanca (2001). Per Rizzoli ha pubblicato la raccolta di racconti Il piantatore di Lune (1991) e il romanzo Malvarosa (2005, Premi Mondello e Campiello). I suoi libri sono tradotti in molte lingue. L’ultimo suo lavoro, apparso per Rizzoli, si intitola Giustiziateli sul campo.
Commenti
2 risposte a “Ettore Catalano e Raffaele Nigro in autunno”
Tripudio d’amore
Ti ricordi giovinezza
Quel tripudio d’amore
Che spesso arrossiva
Tra le ginestre in fiore
Negli angoli felici del viale
Sospiravi davanti ad una madonnina.
E l’odore del mare ancheggiava
La pelle ambrata sotto la luna
Miriadi di stelle ora contemplano
L’unione felice ..
E tra le onde del grano
Ricamo ancora quel tripudio d’amore.
Credere d’Autunno
Credere d’Autunno
Quando le foglie cadono..
“Aspettano un tempo
Della Primavera”.
Credere nel silenzio
Dei nostri giorni
Che battono il sentiero
Solitario del plasma
E’ credere
Al freddo dell’Inverno,
Alle nostre tribolazioni
Che avranno una fine.
E’ credere
Che senza l’Autunno
Non verrà mai la “Primavera”.
Ti parlerò d’amore e di poesia
Ti parlerò d’amore e di poesia Omero
“Padre universale del verso”
Ti citerò nel tempo
Con simili ricordi
Di donna..
E del naufrago
Che soggiace alle grazie di “Nausicaa”
Ne parlerò con voce di mistero.
Ora che il tempo ..
Ha deturpato le mie grazie di donna
Mi sovviene
Che non sono mai stata
Per “l’uomo”
Una dolce ancella..
E nel mio cuore imperativo
Alberga da sempre
Una “Circe” di amore maturo.
Il muschio nel viale
Come si fa
A credere che
La casa nel bosco
È una magica Cattedrale
Riempita di muschio.
Come si fa quando
Arriva l’Inverno
A togliere il muschio
Dai propri giorni
Come si fa
A sorridere quando
Hai compreso
Che la vita è
Un presepe vivente.
La tazza di latte di Proust
Seduta in un angolo sperduta
La tazza di latte di Proust
Mi consola
Senza maschere ritorna
E vuota o piena mi gioca
Nei momenti del destino.
Quanta pace avrebbe dato
Se le maschere
Fossero cadute per sempre
E ciò che mi rimane
È l’origine del tempo.
Parlerò di Paradiso
Parlerò di Paradiso
Al mio animo affranto
Parlerò di un fiume
Della Bibbia
Che molti già conoscono
Quando le giare saranno antiche
E l’umano trasparente.
Saranno rose e spine
Le visioni dello spirito
Lungo il fiume.
E mi corrode
Il tarlo del mio sangue
Senza amore.
Davanzale senza Luce
È il bisogno dei miei giorni..
E per vivere parlerò di poesia
Dei Santi e dei Profeti
Senza mai stancarmi
Fino alle porte della morte
In Paradiso.
Sui piani del mentale la poesia
E il mare regna sovrano
Sui piani del mentale
Come vulcano
Ti rapisce la poesia.
Cadono sui monti
Parole di fuoco
E il Se brucia
Nel sacrificio del sapere.
Cade anche l’amore
Che si apre
Al volere Spirituale:-
E Dio che fa luce!
E sotto i piedi vacilla
Per incanto
La struttura del reale.
E’ magico e fanatico
Il potere della Luce
E’ visione illuminata
dell’Amare Universale.
E’ già mattina
Forse Dio
Mi riconosce
Quando è già mattina
Quando si accendono
Sul mio viso i sorrisi
Della luce del sole
E la visione struggente
Delle rosse camelie;
Non parlo di visioni
Ma d’amore emozionale
E il rosso che mi inganna
Uccide il fisico anormale.
Parlerò di Paradiso
Quando il sole
È già tramonto
E l’alba mare oceano
Che gia regna
Nei fondali
Della mia sconosciuta ombra
Ed il cuore sarà già “l’anima”.
L’epilogo del verso sonante
Penetra l’ombra dell’uomo,
L’epilogo del verso sonante
Che fugace
Trasfigura l’umano.
Penetra nel verso di fede
L’orbita del vedere
Sotto le ciglia socchiuse
Distese di nebbia.
Penetra nel fuoco sacro
La silloge
Che accarezza l’essere
E simultaneo diventa
Presente nel metafisico
Come suono
D’epilogo pregnante della vita.
La sigla dell’eterno
Quante volte siamo rimasti
Con le spalle al muro
Dove l’eterno
Ha inebriato di spirito
La natura;
Quante volte
Ci siamo rivolti al Signore
Per siglare la nostra vita
Quante volte
Abbiano visto nascere il sole
E declinare il tramonto
Credo che a Itaca
Ci andremo tutti
Ora che l’eterno ha bussato
Nelle nostre case
Per siglare le nostre radici.
Poesia dell’algida luna
Poesia dell’algida luna
Dormi come una barca
Nel porto oscuro del divenire,
Quante risposte diventano
Figlie del tempo
Quanti sonetti sopiti
Riposano nell’abisso dell’anima;
Crudele fu quel tono pacato dell’amore
Che diventò centurione mortale
Dell’Universo
E “donna” fu il” sole”
Che dischiuse inconsapevole il dolore
E la conchiglia con l’uomo blasfemo..
A una certezza
E un patto con Dio.
Quel soffio d’Autunno
Quel soffio d’autunno
Spira leggero
Dentro l’arca incantata.
Quel soffio di vento
Armonico e secolare
Non smuove la “vecchia quercia”
Nutre il suo arrivo in Paradiso.
Marmorea e plateale
L’oceano si tinge di blu
Combatte
Nello Spirito
Il verbo del male .
Ora quando l’oceano tace
La vecchia (quercia risorge).
Gardenia fiore d’Autunno
Anche d’Autunno
Quel uomo blasfemo
Guardava la Sposa
E tirato ubriaco d’illusioni
Pensava alla sua gardenia perduta
Avrebbe voluto essere galante
Ma il sogno amava il potere
E un giorno decise di andare.
La casa vissuta spuntava di erbacce..
E spuntavano ancora
Gardenie nella neve d’Inverno.
Nel tempo la sposa
Viveva nel suo giardino
Di gardenie in fiore.
Era l’Inverno un giorno..
Vicino al sapore dell’uomo vecchio
E spuntò una gardenia graziosa
Nel giardino dei mancati sposi.
L’Autunno antico
D’Autunno l’antico..
Ha ancora il sapore
Dell’Estate negli occhi
E la gardenia sogna
I colori della verde età.
Conta molto ..il tepore
Dell’anima che canta
Come usignolo
Davanti alla finestra del tempo,
Davanti ad uno sguardo pacato
Rivolto al cielo blasfemo.
Conta molto sapere
Che d’Autunno
Cadono i giorni
Nella terra Eterna del ritorno.
Dei ricordi
Mi consola
L’isola felice
Del presente vissuto.
L’autunno di parole
Non conta l’ultimo tramonto
D’autunno.
Di parole l’eterno
Ti chiama.
È un sogno
Destare la mente
Che non tradisce
La comparsa di una rosa
Nella tua anima.
Non conta che il mare
Riposa.
Ai sensi l’autunno
Descrive la vita dell’uomo
Di parole coniate nel tempo..
Con versi di pianto
Che diventano musica
L’inno di Dio.
Lacrime e poesia
E’ un mazzo di mughetto
Intriso di lacrime e poesia
La mia vita consumata.
E’ un mughetto Stanco
Il mio germoglio di madre
Feconda.
Ha il tarlo
Di una rete di pescatore,
Si agita nell’oceano
E sulla battigia stanca
Si adagia il mio corpo lunare.
Di incanto
Che meraviglia
Questo mazzo di mughetto..
Aspetta ancora che lei sia
“La Sposa più bella”
Aspetta ancora
Il Messia Sposo come
La Donna di fiori.
Lungimiranti floreali di turchino
Penso a te
Vita lungimirante e floreale
Nell’azzurro turchino
Penso ai fiori
Dell’Essere
Nei coralli dell’abisso
Cerco l’edera del mondo
Sotto gli alberi dei pini
Ma una quercia spunta bella
E mi sorride..
“Secolare e appagante”
E’ la sua chioma
Mi richiama
Ai giorni del destino
E ancora ..e ancora
Cosi radiosa
Spunta la mia alba.
Cerco l’ alba del ritorno
Cerco l’alba del ritorno
Nel volto della gente emarginata
Quando l’anima soffre
Per donare agli altri la mia vita..
Cerco il fiume della fonte
E mi disseta il limo
La tua Presenza;
Cerco il fiume che purifica
Quando il vento
Spira piano e l’azzurro
Irrompe l’alba
Con raggi immacolati
E un verde incantato.
Cerco l’alba di Maria
Quando sono in pace
Con me stessa
E dono agli altri
Il mio respiro
Di pensieri
E mi accordo di sognare
Quando cerco la mia vita
come esempio dell’Esistere.
Pergole amare di profumi
Pergole amare di profumi
Si sono guadagnate le essenze;
Non sono i tannini
Il profumo di mio padre
E le vecchie foglie di pergole
Del vigneto
Era la sua presenza l’essenza
Dei tannini
E il ritorno del ricordo
Nei miei giorni di vita.
Si consuma la nostalgia..
Pare sia poesia dell’esistere
O il ritorno al ricordo del passato
O la fanciullezza andata..
Volano le farfalle
Volano le lucciole
E avvolte anche le libellule
Nei pensieri tristi
Del presente.
Tornerò a casa
Alla destra di Dio Padre
Insieme
A mia madre e mio padre
Sotto pergole di glicine in fiore.
Vibra il grano nel grembo della Madre
Vibra il grano
Nel ventre della Madre
E nessuno può pensare
Che sia il miracolo della vita.
Vibra il seme dell’Altissimo
Conta i chicchi
Davanti all’altare del suo tempio
E Gesù ancora non è nato.
Conta il grano
Nello Spirito
La Colomba nella chiesa
E il Messia si incanta
Quando aspetta
Tutti alla sua mensa..
Soprattutto i peccatori
E gli affamati.
Prende tempo Maria
A insegnare che il Signore ci l’istruisce
E cerca sempre la visione dell’umanità
Sotto il seme del buon Dio.
Il giunco fiorito
Il giunco fiorito
E’ comparso
Sull’arida collina
Vicino al camposanto
Dove i giorni..
Non hanno mai smesso
Di esistere;
Il giunco della giovinezza
Lussureggiante
Pullula nell’anima
Come dolce poesia
Mentre l’Essere
E’ Ubriaco..
E umiliato
Sotto la verga
Dell’uomo.
Il giunco ora mormora
E tace per non perdere
La Consapevolezza
Del suo Essere.
Il mughetto e il codice della lunga vita
Nel mio mazzo di Sposa
Il mughetto è scomparso
E la mimosa trionfante
Ha bruciato le sue essenze
E il codice della lunga vita;
Povero Sposo
Si è dimenticato
Della fede nuziale!
Ora ramingo
Cerca la Sposa.
Peccato che non si è accorto
Del tetto rovinato
Della sua casa!
Ora ..dormono accovacciati
I suoi spermatozoi in fiore.
La finestra dentro nuvole
È un cielo il mare
E la finestra dentro
Le nuvole
E’ una nube
Di desideri speciali
E di ombre che si dissipano
Al sapore di un brivido
Di Eternità.
Quel bocciolo di rosa…
Quel bocciolo di rosa
Sudava di brina
Era ombre dentro
Il porto inquinato.
Quel bocciolo avvizzito
Restava ingabbiato
Nel fumo delle ciminiere..
E lontana come una vaporiera
Tornava al passato.
Quel bocciolo stanco
Restava immobile:-
Nelle gelide acque
Bloccava il dolore
Della nostalgia:-
“Erano solamente i ricordi
Che tornavano invadenti
Nel porto di Taranto.”
Ho gettato il mio cuore in mare…
Ho gettato il mio cuore in mare
E le onde hanno lievitato
Il tramonto del sole.
Ho gettato i remi
Della mia barca
E la vita ha cercato
Un porto sicuro.
Era bello quel rosso
E quel viola
Sapeva di passione.
Ho cancellato gli anni
E gli attimi del mio presente
E la gioia dentro il mio cuore
Ha ripreso a nuotare
“Ero viva ero salva”…
I fiori di Ofelia
Sulle orme di Ofelia
Brizzolati
Tremuli fiori cascano
Nel mare di grano.
Nei campi di girasoli
Un paese lucano
Muore di nostalgie
E “Ofelia”grida
Disperata
Senza una madre e padre..
I ritmi del silenzio di filari Settembrini
I ritmi del silenzio di filari settembrini
Pullulano nei vigneti dei ricordi
E un padre già cenere negli anni
“Sbiadito nei ricordi “..
Torna a vendemmiare.
E un ciclo di ritorno
Ai luoghi dell’infanzia
Dove asini lungo le mulattiere
Segnano la via della vendemmia.
Sono acini e tannini che fermentano
Nei tini e l’acqua alla fontana
Porta un vino corposo
E di annata
Che scompare piano ,piano
con il ritorno
Alla ricchezza e del progresso.
Le stelle di San Lorenzo
Molte stelle brillano
In cielo
E il mare immenso
Respira lucciole amanti
Come bagliori
Di mistero.
Poche sono le stelle
Che cadono.. e “una”
Perde tutto..
Anche il desiderio
Della Rinascita.
Improvvisa e silenziosa
Quasi furtiva “Eva”
Innalza la sua preghiera al Signore
E San Lorenzo brilla nell’Universo.
L’Eternità
Si sciolgono i colori
Della mente
E limpidi come ruscelli
Cascano i “raggi del sole”
Dell’Archetipo-
Piano, piano
Tornano i pensieri
Del cuore
Come pezzi d’argento
A conquistare
L’armonia feconda
Dell’Essere..
E libera la “donna”
Si allontana dalla terra
Al cielo .
L ungo il sentiero
Immobile la serpe
Si accovaccia
E la notte ti rimbomba
Come tamburo battente
Di un Capolinea..
Poi si accendono
I colori consumati
Di una “lacrima”
E su di essa
Brilla solitaria l’Eternità.
L’Infinito amore del Creatore
In San Francesco da Paola
Ho amato il Creatore
Le piccole rondini
Nella Cattedrale
E i colombi arrampicati
Sul pendolo di foucault
Sento già l’inno della festa
Della madonna di Anglona
Tra l’Agri e il Sinni
E i rossi calanchi.
Sento già la Sposa
Che si innalza al Creatore
Tra i resti del tempio di Demetra
E sua figlia Persefone,
E vedo i raccolti abbondanti di spighe
Portati in dono alla Vergine
Madre di DIO
Nelle mura radiose
Della vecchia Pandosia.