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L’Ordine dei giornalisti e la censura

16 Giugno 2011

Ieri sera avevo due ospiti a cena, uno dei quali straniero.
Il primo – della mia città -, quando è arrivato, dopo i primi convenevoli, mi ha detto che alcuni sono rimasti stupiti della mia decisione di non andare al voto. La mia risposta è stata che anch’io sono rimasto meravigliato che certi amici siano andati a votare. Ne discutiamo?
Vediamo stasera di non parlare di politica, mi ha risposto. Così ci siamo seduti e abbiamo parlato di un sacco di temi, presenti alla discussione, fra l’altro, anche mia moglie e mio figlio, pure loro non votanti.
Sebbene avessero il desiderio di esprimere almeno un Sì, i miei familiari hanno deciso di non votare a causa della carica antigovernativa e antiberlusconiana che avevano assunto i referendum.

Arrivati però all’una di notte, e pressoché esauriti i temi dibattuti, ho chiesto se potevamo approfondire per un attimo la storia dei referendum e del voto e non voto. In realtà, la discussione ci ha portato via almeno un’altra oretta.

Ho chiarito temi e comportamenti, e soprattutto mi sono reso conto della enorme ignoranza sui contenuti referendari del mio interlocutore, uomo molto colto, peraltro.
Alla fine mi ha detto di aver capito solo ora, a voto ormai archiviato.

Da qui la mia indignazione nei confronti suoi e di tutti coloro che si sono lasciati trascinare da una abietta campagna di disinformazione. Gliel’ho cantata, ovviamente, portando a mia giustificazione il fatto che chiunque voti ha in mano almeno una parte del destino degli altri, e quindi anche della mia vita. Da ciò il dovere di tutti di recarsi alle urne, ogni volta, consapevoli di ciò che si va a fare.

Ho raccontato questo fatto appena consumatosi qualche ora fa, giacché si collega alla impreparazione e ai silenzi che il centrodestra dimostra nei confronti degli attacchi alle libertà tutelate nientemeno che dalla Costituzione e fondamentali in una autentica democrazia, portati avanti con frequenza sempre maggiore sia da una parte della magistratura (invadente perfino nella camera da letto e con lo strumento abusato delle intercettazioni) sia da uno degli Ordini più obsoleti presenti in Italia e risalente ai tempi del fascismo. Esso permane allo stesso modo che permangono alcune norme del vecchio codice penale Rocco.

Però, si dà il caso che a quest’Ordine è stata affidato un potere, quello della censura (che è appunto un potere fascista) che si scontra con le libertà tutelate dalla nostra Carta fondante.

Come avviene per certa parte della magistratura, è da qualche tempo che un tale potere (a mio avviso illegittimo) viene utilizzato a fini politici e a senso unico. Il senso unico è, ovviamente, nella direzione di comprimere il diritto alla libertà di pensiero e di espressione nei riguardi di giornalisti e di giornali di centrodestra.

Basterà vedere quante volte l’intervento dell’Ordine ha censurato giornali e giornalisti del centrosinistra, i quali ne hanno combinate di assai più pesanti, gettando palate di fango, ad esempio contro Berlusconi, quarta carica istituzionale del nostro debolissimo Stato.

Invece, per il centrodestra non vale alcuna minima tolleranza e subito, senza alcun riguardo per le libertà costituzionali, viene applicata o la perquisizione delle redazioni (da parte della magistratura, senza poi rinvenire alcun riscontro alle accuse) oppure viene impedito a uomini del centrodestra di esprimersi. È il caso del Legno Storto, verso cui sta agendo Piercamillo Davigo, approfittando nientemeno di una bazzecola per richiedere una sanzione pecuniaria rilevante e tale da far chiudere, se accolta, il quotidiano on-line. È il caso della perquisizione della redazione del Giornale. È il caso della sospensione di Feltri, è il caso, oggi, della sospensione di Sallusti, il direttore del Giornale.
Questi ultimi provvedimenti attengono all’esercizio dei poteri affidati all’Ordine dei giornalisti.

Così accade che Sallusti, il quale ha dato la sua disponibilità ad ospitare sulle colonne del quotidiano da lui diretto una firma, quella di Renato Farina, radiato tempo fa dall’Ordine, deve scontare per questa ragione una sospensione di tre mesi, durante i quali gli è fatto divieto di scrivere.

Il potere di soffocare le libertà di pensiero e di espressione, la Costituzione non lo riconosce a nessuno, e nessuno può arrogarselo. Chi pretende questo, a mio avviso, viola la Costituzione e dovrebbe essere sanzionato dalla magistratura. Il secondo comma dell’art. 21 recita esplicitamente:

“La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.

Dunque: dovrebbe immediatamente intervenire una qualche procura per sopprimere la censura e restituire le libertà negate a Sallusti. Lo stesso Farina ha il diritto di scrivere, di esprimersi e di essere pubblicato, allo stesso modo che stanno facendo brigatisti rossi o in prigione o in giro per il mondo, con sulle spalle condanne penali che arrivano talvolta fino all’ergastolo.

Se la libertà di pensiero e di espressione è concessa a costoro, colpevoli perfino di assassinio, per quale ragione un Ordine professionale può disporre la censura a carico di persone, come ad esempio Feltri ed oggi Sallusti, che non hanno niente di cui possono essere penalmente accusati.

Questi sono i gravi fatti che stanno correndo sul filo di una dittatura di sinistra nei confronti delle libertà che l’art.21 garantisce anche a uomini e giornali che appartengono al versante opposto.

Mentre questi fatti accadono, assistiamo stupiti ad un centrodestra che, come è successo nel caso dei recenti referendum, si nasconde e lascia fare, mostrando con ciò una debolezza che non solo non le fa onore, ma che non è assolutamente più tollerabile per la posta altissima che è in gioco. Se in una democrazia, si vieta a qualcuno, sia pure temporaneamente, di esprimersi, mi domando se davvero si possa parlare di democrazia.

Napolitano, pronto a distribuire pillole della sua saggezza democratica, perché non interviene? Perché consente che un Ordine professionale abbia il potere, che nessun altro possiede, di censurare, e quindi impedire, l’esercizio di una delle libertà fondamentali e irrinunciabili di una democrazia?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Altri articoli

“E’ il momento dei corvi. Svolazzano attorno al governo Berlusconi” di Vittorio Feltri. Qui.

“L’acqua è pubblica ma le inneficienze le pagheranno gli italiani” di Leonardo Damiani. Qui.

“Adesso la Cassazione dà ragione a Farina: “Errato radiarlo dall’ordine dei giornalisti” di Stefano Filippi. Qui.


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Bart