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Ma Ferrara ci crede a quel che scrive?

13 Novembre 2010

È ancora lui, Ferrara, a dare un aiutino a Fini. È rimasto tra i pochi che sostengono, pur alla luce di quanto sta accadendo, la tesi che Berlusconi ha sbagliato a “cacciare” Fini.

Ma come si fa a sostenere che è stato Berlusconi a cacciare Fini? Intanto, formalmente, il documento della direzione del Pdl non fa mai accenno ad una espulsione, piuttosto è incentrato su una durissima requisitoria contro i comportamenti tenuti da Fini in pubblico contro il governo, il famoso controcanto, e in più tenuti nella sua veste di presidente della Camera.

Poi, non viene in mente a Ferrara che tutto ciò che sta accadendo oggi, la nascita del Fli, e l’ambizione di porsi alla testa di un nuovo movimento di centrodestra stia alla base di quei comportamenti?
Fini a questo e solo a questo pensava. E a questo, in un modo o nell’altro, sarebbe arrivato comunque.

Crede davvero, Ferrara, che se Berlusconi si fosse mostrato più tollerante, Fini avrebbe mutato quei comportamenti? Se ci crede è uno stupido. Perché l’obiettivo di Fini era semplice e chiaro: distinguersi da Berlusconi e ricostruire una propria casa dove avrebbe tornato a fare, come faceva in An, il bello e il cattivo tempo (lo scandalo di Montecarlo insegna).

Se Ferrara nei mesi scorsi aveva preso una bella cantonata a sottolineare come errore la “cacciata” di Fini, il suo insistervi oggi, quando il disegno è uscito allo scoperto ed è sotto gli occhi di tutti, dimostra che Ferrara di questa crisi ancora non ha capito niente.

Fini odia Berlusconi più di Di Pietro. La sua amicizia con Berlusconi era pura finzione, come può mascherarla chi ha tradito molte volte.

Perché Ferrara, invece di dare una mano a Fini, non gli chiede di dimettersi da presidente della Camera, visto che il conflitto tra il suo ruolo istituzionale e quello di capopartito si sta aggravando in vista delle elezioni, in cui lui sarà chiamato, come terza carica dello Stato, a proporre a Napolitano una via d’uscita?
Questo conflitto è ben più esasperato del conflitto d’interessi tanto sbandierato contro Berlusconi.

Ferrara finge di non capire che questa resa dei conti è necessaria alla democrazia. Non per colpa di Berlusconi, ma perché un uomo della maggioranza, roso dall’ambizione, ha voluto intraprendere una propria strada, anziché per avviare una nuova politica (a chi vuole raccontarla?), piuttosto per far fuori il suo compagno di viaggio. Una pugnalata alle spalle, insomma, per mere ragioni personali.

Ferrara invecchia, come tutti, ovviamente, ma invecchia male. Al punto in cui siamo arrivati, solo il voto può sciogliere tutti gli interrogativi. Perfino un voto sterile, ossia un voto che portasse all’ingovernabilità. Gli uomini e le idee che sono entrate in conflitto devono misurarsi con gli elettori.

Ha fatto bene il Pdl ad accelerare i tempi per l’approvazione della finanziaria, cominciando dal Senato.
L’accelerazione che invece il Pd e l’Idv hanno dato alla mozione di sfiducia presentata ieri alla Camera, dimostra che essi sono interessati a far cadere il governo prima dell’approvazione della finanziaria.

Le ragioni le ho esposte nel precedente articolo. La mancata approvazione della legge finanziaria, più della legge elettorale, è l’argomento che darebbe a Napolitano una giustificazione spendibile davanti all’opinione pubblica per costruire un governo di palazzo. Direbbe a tutti: Vedete, devo fare un governo di emergenza allo scopo di non far mancare al Paese la sua legge più importante.
Insomma, Napolitano avrebbe una carta vincente per il suo disegno ribaltonista.

Questa carta non gli deve arrivare. Si faccia in fretta ad approvare la finanziaria e solo ad avvenuta approvazione si calendarizzino la mozione di sfiducia presentata alla Camera e  la verifica al Senato chiesta dal governo.

La direzione intrapresa dal Pdl è giusta. Il partito sta giocando bene le sue carte, che sono tutte vincenti (al contrario di quanto scrive Ferrara), salvo che qualche colomba non si metta di traverso.
Se Berlusconi smaschererà Fini, gli elettori del centrodestra, oltre che essergliene grati, gli confermeranno la loro fiducia.

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