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MUSICA: Pietro Nardini

15 Dicembre 2008

di Stelvio Mestrovich

Pietro Nardini nacque a Livorno il 12 aprile dell’anno 1722.

Fu allievo di Giuseppe Tartini a Padova, dal 1740 violinista e insegnante nella sua città natale, vent’anni dopo si recò a Vienna e, dopo un breve soggiorno a Dresda, fu nominato violinista della Corte di Stoccarda, dove rimase sino al 1765, prima come Musico da camera, poi con la carica di Konzertmeister. Si distinse come primo violino di quella celebre orchestra, diretta da Jommelli e formata dai più valenti suonatori dell’epoca.

Dopo un soggiorno a Braunschweig, tornò a Livorno per ripartire poi alla volta di Napoli e di Roma.

Nel 1770 fu a Padova, dove, si dice, assistette Tartini sul letto di morte, cosa però non certa, dal momento che il maestro di Pirano d’Istria morì quasi un anno dopo quella data.

 Maestro della Cappella Granducale di Firenze, Nardini aumentò le sue responsabilità musicali, ma si dedicò a quell’incarico con passione, insegnando e fondando una scuola violinistica che porta il suo nome   e che fu frequentata da Campagnoli, Manfredi, Pollani, Cambini, Giuliani e Moriani. Il violinista livornese rifiutò persino un invito a San Pietroburgo nel 1778.

‘Sia come compositore sia come esecutore si deve considerare Nardini il più fedele e autentico continuatore della scuola tartiniana: aveva dominio completo della tecnica violinistica, che impiegò per la realizzazione di una profonda espressività, soprattutto negli adagi e nei passaggi cantabili. Si sa che Leopold Mozart disse di non conoscere niente di più bello del suono e del gusto cantabile di Nardini.

Burney lo ritenne il più completo violinista italiano del tempo, infatti nel suo “Viaggio Musicale in Italia”, nel suo soggiorno a Firenze dal 9 al 15 settembre dell’anno 1790, scrisse:

Domenica 9 settembre 1790:

Nel pomeriggio ebbi il piacere di ascoltare il signor Nardini e il suo piccolo allievo Linley in un grande concerto in casa di un inglese Mr. Hempson, dove era riunita molta gente. Questo signore suona il flauto in un modo tutto particolare che ne migliora assai il suono, inserendo un pezzetto di spugna nell’imboccatura in cui soffia l’aria. Eseguì assai bene due o tre difficili concerti di Hasse e di Nardini.   C’era anche un tale da Perugia che suonò un assolo sulla viola d’amore in modo assai gradevole; il signor Nardini suonò un assolo e un concerto, da lui composti, in modo perfetto; il suo suono è dolce ed uniforme, non molto forte ma chiaro e preciso, molto espressivo nei movimenti lenti, e simile

in questo al suo grande maestro Tartini. Quanto all’esecuzione tende ad appagare e piacere piuttosto che a sorprendere: insomma penso che sia il violinista più perfetto che esista in Italia e, secondo il mio giudizio e la mia impressione, trovo il suo stile delicato, misurato ed assai raffinato. Chiunque abbia ascoltato la celebre signora Sirmen nelle sue eleganti esecuzioni può formarsi un’idea abbastanza esatta del modo di suonare del signor Nardini.” (1)

Vicinissimo al primo Mozart è il linguaggio che Nardini utilizzò nei Quartetti.

Nel 1784   Nardini fu a Pisa e suonò davanti all’Imperatore Giuseppe II.

Morì a Firenze il 7 maggio dell’anno 1793.

Pubblicò:   6 Concerti a 5 stromenti con Vl. principale a solo, Vl. I e II di Conceto, Alto Viola, organo e Violoncello e 2 corni da caccia ad libitum op. 1 (Amsterdam, 1770),   6 Quartetti (Firenze, 1782), 6 Sonatas or Duets for 2 vl. op. 2 (Londra, 1765),   6 Sonates for 2 german Flutes or 2 Vl. and a B. (Londra, 1770),   14 New Italian Minuets for 2 Vl. and B. (Londra, 1770), 6 Duets for 2 Tenors (viole, 1775), 6 Solos for a Vl. with a B. op. 5 (1769),   6 Sonates à Vl. et B. op. 2 (sic), Amsterdam, 1770, 6 Solos for   a Vl. with a B. for the Harpsichord (Londra, 1790), 7 Sonates avec les Adogios brodés, in L’Art du Violon di J.B.Cartier (Paris, 1801), Sonate énigmatique pour un Violon seul attribué (sic) a N. in ‘Oeuvres completes’ di Cartier (Paris, 1803), 2 Lessons (sonate) per clavicembalo, in The Harpsichord Miscellany Book II (Londra, 1765).

In   MSS: 2 Ouvertures per archi e 2 corni; 4 Concerti per violino, 6 Trii per 2 flauti e continuo, 2 Trio-Sonate, Sonata per clavicembalo con violino e violoncello obbligato, 12 Sonate a violino solo col suo Basso, 11 Sonate per violino e continuo, 2 Sonate per clavicembalo, 2 Capricci (opera dubbia).

(1) Da “www. Haendel.it\compositori\nardini.htm”.


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3 Comments

  1. Commento by Carlo Capone — 15 Dicembre 2008 @ 17:14

    Io non sono un esperto di musica sinfonica ma questa rubrica di Mestrovich mi affascina. Leggo le vite di tanti musicisti, per lo più a me sconosciuti, e mi immergo in quel clima di spostamenti, opportunità, dolori, intrighi, corti settecentesche. E’ un appuntamento fisso.

  2. Commento by Rodolfo Debicke — 15 Dicembre 2008 @ 19:02

    Da questo articolo riaffiora tutta l’ammirazione e il legame particolare di Mestrovich per Tartini! E così Nardini rivive sopratutto come l’Allievo fedele di Tartini.
    Bello vedere come nei secoli passati la scrittura riuscisse in qualche modo a sopperire alla mancanza di registrazioni.
    Leggendo questi commenti ci si fa un’idea del suono, anche senza percepirlo !!

  3. Commento by Titti — 18 Dicembre 2008 @ 13:21

    Sono d’accordo col commento lasciato da Rodolfo Debicke riguardo alla percezione del suono attraverso le parole di Stelvio e non essendo nemmeno io un’esperta, ma solo un’appassionata di sinfonica e lirica, traggo dagli articoli di Stelvio moltissimi preziosi insegnamenti sui musicisti, sull’ambiente in cui operavano, sulle loro vite.

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