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Napolitano e la sinistra

5 Maggio 2011

Deve aver sofferto molto il capo dello Stato a dire in buona sostanza che se la sinistra non è credibile, è molto meglio che se ne stia all’opposizione.

Lo ha detto in un convegno per ricordare la figura del socialista Antonio Giolitti, e chi sa che cosa ha pensato Eugenio Scalfari, presente alla cerimonia, quando ha sentito quelle parole che sono indubbiamente apparse come indigeste a chi da mesi auspica che la sinistra vada al governo, magari senza passare nemmeno dal corpo elettorale.

Che la sinistra sia inadeguata a governare lo hanno mostrato tanto i governi Prodi quanto i governi D’Alema e Dini, che fu sorretto dalla sinistra, oltre che dalla Lega Nord (fu il famoso governo del ribaltone del 1995 voluto da quel genio maligno della politica che fu Oscar Luigi Scalfaro).

Ma rispetto al passato, nel corso di questi anni, si è manifestata con sempre maggior vigore anche un’altra incapacità della sinistra: quella   di non essere una opposizione matura ed affidabile.

Basta riandare con la mente agli avvenimenti di questi tre anni trascorsi dalle elezioni del 2008.
È in questi anni che è nato l’antiberlusconismo più accesso, direi forcaiolo: una malattia che ha colpito la sinistra e le ha precluso ogni capacità di intendere e di volere.

Invece di affidarsi a progetti politici volti a rendere moderne ed efficienti la nostra democrazia e l’architettura dello Stato, si è lasciata trascinare da un odio personale verso il premier che l’ha resa insensibile ad ogni tentativo di riforma.

Il no preventivo ad ogni proposta di innovazione (perfino a quelle che ricalcavano le proposte della sinistra avanzate in passato con precisi disegni di legge) ha finito per escluderla dal processo democratico, e costringerla ad un arroccamento esclusivamente rivolto al passato.

Con la sinistra di oggi, perciò, non si va da nessuna parte. Una sinistra immobilista e miope, guidata da uomini le cui capacità di analisi e di proposta sono praticamente vicine allo zero.
Anzi, talvolta anche sotto lo zero, ove si pensi al golpe teorizzato poco tempo fa da un suo intellettuale di spicco, Asor Rosa, e fatto proprio da altri intellettuali.

Che rappresenta – al di là delle formali prese di distanza –   la sola proposta che oggi la sinistra è vogliosa di cavalcare, miscelata con quella giustizialista e mascherata con il ribaltone, qualsiasi esso sia.

Naturalmente Bersani, Franceschini, Bindi e compagnia bella tacciono, incassano il colpo e, ancora storditi dall’antiberlusconismo, vanno avanti.

Altri articoli

“Lo dice pure Napolitano: sinistra non è credibile “Così com’è non potrà mai vincere le elezioni…” di Massimiliano Scafi. Qui.

“Pd, dopo Napolitano tutti contro Bersani E ora rischia di cadere” di Andrea Indini. Qui.

“Repubblica attacca Marina B. “Mondadori presa con la frode”. Qui.

“Berlusconi l’erede ce l’ha in casa: si chiama Marina” di Francesco Borgonovo. Qui.

“Governo, strappo di Napolitano: “Sul rimpasto votino le Camere”. Qui.

“Occasione da sfruttare” di Mario Sechi. Qui.


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Bart