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Nasce un nuovo giornale di opposizione. Quel ridicolo appello di Repubblica

24 Settembre 2009

Ogni volta che apro in questi giorni il quotidiano web di Repubblica e leggo i nuovi nomi altisonanti che si aggiungono alla lista di coloro che invocano la libert√† di stampa in Italia, mi domando che cosa mai sia stato raccontato a costoro. Possibile, mi chiedo, che Wim Wenders, ad esempio, creda a queste sciocchezze? E cos√¨ altri personaggi stranieri? Molti dei sottoscrittori sono italiani e autentici sconosciuti e posso capire che siano stati indotti a questa farsa dalla suggestione di partecipare, che so, ad una sorta di nuova impresa dei Mille, ma gli altri, quelli che si sono fatti un nome nel campo dell’arte, e che dovrebbero verificare prima di mettere la propria firma su un appello che denuncia una grave minaccia alla libert√† di stampa, non hanno provato a metter il naso fuori della finestra e vedere quanti giornali circolano liberi di dire ci√≤ che vogliono?
Da quale sorta di menzogna sono stati soggiogati?
E’ una lista che fa pena! E’ una lista di raggirati che si sono messi in fila in buona fede convinti che ad attenderli ci fosse una qualche consacrazione di immortalit√†.
Ieri √® nato un nuovo giornale, per giunta di sinistra, che quasi certamente, visti i fondatori, parler√† male del governo (un saggio gi√† dal primo numero). Antonio Padellaro, uno di essi (un altro √® Marco Travaglio), a chi gli domandava se crede che in Italia manchi la libert√† di stampa, ha risposto che la libert√† di stampa c’√®, e sono soltanto i giornalisti che non sanno approfittarne. Si pu√≤ ascoltare l’intervista qui.

Mi domando quale senso del ridicolo sorregga ancora l’iniziativa di Repubblica nel momento in cui in Italia nasce un nuovo quotidiano, e per giunta, avverso al governo. Chi si vuole prendere in giro?

E’ evidente che la partita intrapresa da Repubblica non riguarda affatto la minaccia alla libert√† di stampa, minaccia che, come si √® visto, non c’√®, ma una faccenda del tutto privata che vede di fronte un quotidiano che ha scritto certe cose sulla vita del premier e quest’ultimo che si √® rivolto legittimamente alla magistratura ritenendosi diffamato. Toccher√†, dunque, alla magistratura dirimere la quaestio, e un tale appello non ha alcuna ragione d’essere; non solo √® fuorviante, ma rischia ogni giorno di pi√Ļ di apparire pretestuoso.

Articoli correlati:
“Firmano contro Silvio ma assolvono il pedofilo”, di Giancarlo Perna. Qui.
“A proposito di bavagli”, di Bruno Tinti. Qui.
“Manifestazione assurda” di Augusto Minzolini. Qui.
Per un parallelo con la sottoscrizione per il caso Polanski cercare “Niente firme per Polanski” di Roberto Cotroneo. Qui.
“La faccia tosta di chi mi oscurava” di Giampaolo Pansa. Qui.

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6 Comments

  1. Commento by giuliomozzi — 25 Settembre 2009 @ 11:32

    Pi√Ļ che un giornale d’opposizione, peraltro, sembra – al momento – un giornale di autopubblicit√†. Vedi la coincidenza dell’uscita in edicola con l’avvio di “Anno zero”; vedi l’incastro con la casa editrice Chiarelettere (il cui titolare, Lorenzo Fazio, √® nel consiglio d’amministrazione della societ√† che dita il “Fatto”); vedi le manchette in prima pagina che pubblicizzano i libri di Travaglio e Padellaro. Un’interessante convergenza di interessi.

    Dal punto di vista editoriale, si pu√≤ dire che √® un’operazione del tutto nuova, e quindi da guardare con attenzione. (Anche per la singolare bruttezza della grafica, mi vien da dire).

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 25 Settembre 2009 @ 13:02

    Condivido, Giulio. Nondimeno è un nuovo giornale che nasce (e comunque non certo a pro di Berlusconi) in un paese in cui Repubblica sostiene con il suo appello che la libertà di stampa è minacciata.

  3. Commento by giuliomozzi — 27 Settembre 2009 @ 11:02

    Tizio, agitando in aria una spranga, si rivolge a Caio: “Ora ti picchio”.
    Caio: “Guardia, Tizio mi vuole picchiare”.
    Guardia: “Ma ti ha picchiato o no?”.
    Caio: “Non ancora”.
    Guardia: “Quindi la tua integrit√† fisica non √® minacciata”.
    Caio: “Ma Tizio ha formalmente dicharata la sua intenzione di picchiarmi”.
    Guardia: “Queste sono solo parole. Sei stato picchiato o no?”.
    Caio: “No”.
    Guardia: “Il tuo √® dunque un falso allarme”.
    Caio: “Signora Guardia, ma non vede quanto Tizio √® grosso? Non vede che ha una spranga tra le mani? Non ha sentite le sue parole”.
    Guardia: “Ho visto e ho sentito. Il punto √®, caro mio, che tu non sei stato picchiato da nessuno”.
    Tizio: “Scusate”.
    Guardia: “Prego”.
    Tizio: “Se ne avete ancora per molto, io intanto andrei a prendermi un caff√®”.
    Guardia: “Non si preoccupi. Vigiler√≤ affinch√© il signore non si allontani, e voi possiate proseguire la vostra civile discussione”.
    Tizio: “Grazie” (entra nel bar).
    Caio: “Ora scappo” (fa per scappare).
    Guardia (trattenendo Caio): “Eh no, caro mio. Avevi iniziata una discussione con quel signore l√¨, e per buona educazione devi concluderla”.
    Caio: “Ma che fa, sta con lui? Con quello che mi vuole picchiare?”.
    Guardia: “Senti, mi sono stufato. Se continui ad accusare quell’onest’uomo di volerti picchiare, ti denuncio io per calunnia”.

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 27 Settembre 2009 @ 23:40

    Se Tizio è il Fatto, lui le sprangate le sta già tirando:
    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578

    E se la Guardia √® tutto il can can che si fa sulla presunta minaccia della libert√† di stampa, questa Guardia √® proprio l’appello di Repubblica che vorrebbe convincere Caio che, siccome non c’√® libert√† di stampa, non deve temere di Tizio che non potr√† che essergli ossequiente (ma sa bene che Tizio gli dar√† di spranga, ci√≤ che ha gi√† cominciato a fare).

  5. Commento by giuliomozzi — 10 Ottobre 2009 @ 19:02

    Non è questo il punto, Bartolomeo.

    Il punto √®: se io dico che “la libert√† di stampa √® minacciata”, dico forse che “non c’√® libert√† di stampa”?

    No.

    Se io sospetto che la libert√† di stampa sia “minacciata”, ci sono due possibilit√†:
    Рè vero,
    Рè falso.

    Per sapere se √® vero o falso, c’√® un solo sistema: aspettare.

    Purtroppo, nel caso sia vero, a forza di aspettare mi trover√≤ nella condizione di non poter pi√Ļ nemmeno dire: “Non c’√® libert√† di stampa”, perch√© appunto non ci sar√† pi√Ļ libert√† di stampa.

    Se Tizio mi si avvicina con una spranga in mano, che cosa faccio? Aspetto che mi spranghi per poter offrire la prova provata che la sua intenzione era quella di sprangarmi, oppure applico il principio di precauzione e chiamo subito una guardia?

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 10 Ottobre 2009 @ 22:14

    Vedi, Giulio, a parte che si parla spesso proprio di mancanza di libertà di stampa in Italia, non da oggi, la tua osservazione non sposta di una virgola quella che io ho avvertito come una palese e ridicola contraddizione.

    Dimmi tu come fa ad essere minacciata la libertà di stampa dal momento che nasce un nuovo quotidiano, che ancora gode di piena salute nonostante siano passati molti giorni dal 23 settembre?

    La verit√† √® che oggi non solo c’√® in Italia una invidiabile libert√† di stampa, ma in giro non c’√® alcuna minaccia. Nessuno sprangatore in agguato, insomma.

    Io sono d’accordo invece che i quotidiani devono dare informazioni corrette, e mai diffamare. Berlusconi si √® rivolto alla magistratura perch√© si √® sentito diffamato. Ha fatto una cosa giusta, se ha creduto di essere colpito con la diffamazione. Non ha mandato dei sicari a punire i colpevoli. Ha chiamato a giudicare le sue ragioni la magistratura. Il teorema di chi afferma che essendo presidente del consiglio non avrebbe dovuto querelare i quotidiani, non funziona se si √® sentito diffamato (ossia offeso in violazione della legge).

    Se si tratterà davvero di diffamazione, allora i giornalisti Рspero Рavranno capito la lezione che parlare di libertà di stampa non significa che iessi siano liberi di fare ciò che vogliono, compreso violare la legge.

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