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Nemmeno lo scemo del villaggio

14 Ottobre 2010

Nemmeno lo scemo del villaggio crederebbe che un casa a Montecarlo, anche se fatiscente, posta in una posizione centrale, possa essere venduta per la ridicola somma di 300 mila euro.

La domanda è, vista l’ipotesi di archiviazione che sta circolando: Se lo scemo del villaggio non ci crederebbe, ci crederebbero i pm di Roma?
La risposta non può essere che no, altrimenti saremmo allo sfascio dell’intelligenza in questo nostro sventurato Paese. Sarebbe come se una perizia sostenesse che Lucca, la mia città, si trovasse in Alto Adige anziché in Toscana, e il pm ci credesse. Saremmo alla follia.

Eppure Fini, dietro cui si mormora stiano, a spalleggiarlo, i cosiddetti poteri forti, ci crede e ha fatto intendere che la questione di Montecarlo andrà presto in soffitta: archiviata. Conosce dunque la sua forza, che non è certo quella della verità, stando alle prove emerse sullo scandalo.

Dovesse succedere una cosa del genere, ci vorrebbe una rivoluzione. Sarebbe un’altra dimostrazione che la magistratura detiene un potere eccessivo, che non risponde più nemmeno al buon senso, oltre che alla giustizia.

Tutte le perizie di esperti, anche monegaschi, valutano al 2008 la casa di Montecarlo non meno di un milione di euro, anzi, di più. Come potrebbe esistere una valutazione che possa ritenere congruo un prezzo di vendita di 300 mila euro nel 2008?

Se fosse stata trovata con un lanternino un’agenzia così disponibile ad esporsi al ridicolo, i pm dovrebbe stare attenti a non giocarsi l’onorabilità e la credibilità della magistratura.

Non può esistere a Montecarlo un appartamento, anche fatiscente, situato in una zona centrale della città, che possa valere solo 300 mila euro! È bene che i pm, posto che ne abbiano seriamente l’intenzione, si levino dalla testa di avvalorare una cretinata simile.

Siccome poi, quando scrivono una sentenza, questa agisce nei rapporti tra privati e provoca dei danni (ecco perché i giudici dovrebbero rispondere dei danni che provocano), occorre che i pm abbiano senso logico, senso della realtà e senso della giustizia.

Il fatto che sia coinvolto nello scandalo il presidente della Camera (che non si è limitato a combinare la vendita a società off-shore, ma ha anche raccomandato lavoro in Rai ai familiari) non deve far perdere la bussola ai pm.

Fini è un cittadino e uomo delle Istituzioni, allo stesso modo di Berlusconi. Con in più l’aggravante che Fini le ha combinate, le sue magagne, sedendo sullo scranno più alto di Montecitorio, mentre le colpe che si imputano a Berlusconi si riferiscono ad anni lontani, quando era fuori dalla politica e un semplice imprenditore.

Per l’esperienza personale che ho raccontato qualche giorno fa, tremo al pensiero che i pm di Roma aderiscano ad una eventuale stima dell’alloggio intorno ai 300 mila euro nel 2008.

Se faranno questo, occorrerà certamente indagare, non solo da parte degli attori in causa, come ha promesso Storace, ma anche da parte del Csm e del ministro della Giustizia.
Un’eventuale perizia del genere, infatti, sarebbe assai sospetta e nasconderebbe ulteriori reati.

Intanto mi chiedo: A quando le dimissioni di Fini? A quando l’intervento di Napolitano?

Articoli correlati

L’articolo di Feltri sulla De Gregorio. Qui (punto 3).

“Panorama contro la Marcegaglia”. Qui.

“Legge elettorale, Schifani stoppa Fini. “Meglio che l’esame continui al Senato”
Qui.


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Bart