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Nessuno dice grazie al governo Berlusconi

11 Maggio 2010

I brontosauri hanno il collo piegato all’indietro, verso il passato. Programmano nuove aggregazioni partitiche. Fanno a gara a inventarsi nomi di paglia e a fondare associazioni culturali e riviste. Vanno in qua e l√† ad esibirsi in convegni dove parlano del vuoto. E intanto l’Europa era infilzata da una crisi micidiale. Si parlava addirittura di capezzale dell’Europa, di effetto domino. Ma per i brontosauri era arabo, non ci capivano un’acca e a loro pareva che si stesse giocando a carte. Il collo sempre allungato all’indietro.

Soltanto Napolitano si è accorto di ciò che stava facendo il governo, e con onestà lo ha pubblicamente riconosciuto.

Duole ai brontosauri ogni volta che qualcuno loda il governo Berlusconi, e si sono guardati bene dal farlo. Ma il mal di pancia a sentire Napolitano, eccome se l’hanno avuto!
Se l’Europa non √® andata a capriole lo si deve anche, ed in modo speciale a Berlusconi e al suo governo.

Scrivevo qualche giorno fa che la fortuna degli italiani √® stata quella che nel 2008, quando √® scoppiata la crisi mondiale, al governo, al posto del nocivo Prodi, √® andato Silvio Berlusconi. Qualcuno lass√Ļ ci ama. Oggi i lavoratori, quei pochi che ancora lavorano, avrebbero potuto trovarsi dimezzato il salario, e il ceto medio avrebbe potuto vedere il proprio risparmio ridotto a carta straccia.

Ma i brontosauri questo non lo capiscono. √ą una lingua sconosciuta. Loro sono impegnati a fondare riviste e associazioni, a difendere i loro talk show, ad applaudire il pessimo lavoro di certa magistratura.

Meno male che Silvio c’√®, dice la canzone. E ieri notte c’√® voluta la sferzata di un uomo che ha fatto l’imprenditore e sa di che cosa si stava parlando e dei pericoli che correvano le economia europee, per far assumere una decisione all’Europa, che stava ancora cincischiando.

Dicevo l’altro giorno che non ricordo nei mie lunghi anni di vita una squadra di governo cos√¨ efficace, almeno nei suoi dicasteri pi√Ļ significativi. L’uomo imprenditore Berlusconi ha saputo scegliere. Tremonti √® diventato uno dei ministri pi√Ļ stimati e rispettati nel mondo. E il tanto dileggiato dall’opposizione Berlusconi gode di considerazione tanto fuori che dentro l’Europa per il suo dinamismo e la sua capacit√† di relazione.
Dove sono finiti i giornali stranieri che denigravano il governo italiano?

Se l’Europa si salver√† (il cammino da fare √® ancora lungo), essa lo dovr√†, in maniera importante, anche all’Italia e alla efficienza del suo governo.

Mai l’Italia ha avuto un tale prestigio in Europa. La si ascolta, e sempre pi√Ļ di frequente i suoi suggerimenti vengono adottati. Si ha finalmente fiducia nel nostro Paese, considerato da sempre parassitario, sprecone e superficiale. Ci si √® resi conto in Europa e nel mondo che l’Italia ha oggi un governo di qualit√†.

Non c’√® miglior modo di festeggiare l’Unit√† d’Italia di quello che abbiamo avuto sotto i nostri occhi l’altro giorno a Bruxelles con il nostro governo tra i grandi protagonisti.

Se ne ricordino tutti i brontosauri. Se ne ricordino specialmente Di Pietro, Bersani, Fini, Casini, Travaglio, Scalfari, Mauro. Se i loro cospicui risparmi si salveranno, dovranno dire grazie a Berlusconi. Cantare anche loro Meno male che Silvio c’√®. Avranno un po’ di mal di pancia.

Ma è la nemesi della Storia.

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“Perch√© una crisi di Governo ci metterebbe a rischio default” di Francesco Forte. Qui.


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11 Comments

  1. Pingback by Bartolomeo Di Monaco ¬Ľ Nessuno dice grazie al governo Berlusconi — 11 Maggio 2010 @ 05:55

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  2. Commento by Mario Di Monaco — 11 Maggio 2010 @ 10:08

    Le scene agghiaccianti della contestazione del popolo greco dovrebbero servire da monito e farci riflettere sulle conseguenze di ciò che potrebbe accadere anche da noi nel caso in cui non si riuscissero a realizzare le riforme necessarie al risanamento del nostro paese.

    Berlusconi ha fin qui svolto un ruolo determinante per scongiurare la crisi della moneta europea e le inevitabili ripercussioni negative sulla nostra economia. Un merito riconosciutogli da tutti i principali osservatori, con la sola eccezione, ovviamente, dei soliti incalliti oppositori.

    Ci√≤ che ha fatto, con il contributo fondamentale di Tremonti, √® indubbiamente importante ma non basta. Occorre che dia corso al pi√Ļ presto ai provvedimenti annunciati che, presumibilmente, comporteranno, almeno in una prima fase, dolorosi sacrifici per tutti. ¬†

    Deve saper approfittare dell’occasione fornita dalla presa di coscienza dell’opinione pubblica della gravit√† della situazione ed affrontare con maggiore determinazione i prevedibili attacchi strumentali di un’opposizione ¬†pi√Ļ attenta ai propri interessi che al bene del paese.

  3. Commento by Ambra Biagioni — 11 Maggio 2010 @ 12:13

    Da Libero del 10.5 per correlare all’artiolo

  4. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Maggio 2010 @ 12:21

    Ottimo il link, Ambra, che rintuzza tante falsit√† dell’opposizione.

  5. Commento by Carlo Capone — 11 Maggio 2010 @ 14:11

    Bart, a proposito delle feste per l’Unit√† di Italia, se ne ricordi anche Bossi.

     

    saluti

     

     

  6. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Maggio 2010 @ 14:39

    E se ne ricordi, Carlo, anche Scalfaro, che fece crescere la Lega Nord, e non disse niente quando minacciava la secessione e costituiva il parlamento padano a Mantova.
    Disse che erano ragazzate.

  7. Commento by Ambra Biagioni — 11 Maggio 2010 @ 14:41

    Dal Legno

  8. Commento by Carlo Capone — 11 Maggio 2010 @ 18:00

    Scalfaro ¬†in soccorso leghista? ¬†ma Bart, ¬†√® tempo che tu deponga tale ¬†convinzione. ¬† ¬†I fatti del ¬†95, ¬† narrati in Cencio Ognissanti, esulano da un discorso di largo respiro, l’unico che conferir√† dignit√† storica ai fatti che abbiamo vissuto. L’unit√† di Italia, per costruire ¬†l’esempio, si sar√† pure originata con lo sbarco a Marsala, ¬†ma senza un’analisi che ne abbracci nascita e sviluppo, almeno centrata sul periodo ¬† 1792 – 1860, si rischia di attribuirla per intero ai siciliani. Cosa ovviamente falsa, come lo sarebbe se la dovessimo ¬†unicamente ai napoletani, ai milanesi, ai veneziani, ai torinesi, ai bolognesi, ai baresi. eccetera.

    Ma veniamo a noi.

    Prima della campagna elettorale del 96 Prodi offr√¨ con franchezza il suo appoggio alla Lega, purch√© Bossi chiudesse il Parlamento di Mantova, cui per altro prest√≤ attenzione lo 0,000001 delle popolazione padana. Bossi ¬†rifiut√≤ con sdegno (per carit√†, forse ancor l’abbruciava), ma imprecando contro Roma Polo e Roma Ulivo ( rammenti?), ¬†e l’Ulivo vinse. Primo.

    Poi. La Lega io l’ho vista nascere e crescere da vicino, partita come tutti sappiamo col solo Bossi senatore, ¬† divenne da fiume carsico ¬†letto in piena tra il 91 e l’Aprile 92, quando alle politiche di quella primavera spezz√≤ la signoria del pentapartito. I cappi ¬†di Formentini e di Luca Leoni Orsenigo sono datati 92, prima della famosa cena delle sardine, direi.

    Seguirono le elezioni del Sindaco di Milano del Giugno 93. ¬†Formentini stravinse contro Dalla Chiesa ponendo la Lega alla testa del movimento di Mani Pulite. Una stagione appena e si giunse ¬†alla campagna per l’elezione dei Sindaci di Genova, Torino, Roma, Napoli e Palermo, durante la quale Berlusconi sdogan√≤ il postfascista Fini, oggi da voi detestato. Con quel responso, a detta ¬†unanime dei commentatori, la posta in gioco era l’intero ¬†Nord Italia, mare incluso. ¬†Ma la Lega non sfond√≤, e qui penso influ√¨ ¬† l’imputazione di Bossi per tangenti, e le 6 grandi citt√† andarono alla Sinistra. ¬†Cosa c’entri Scalfaro in ¬†tutto questo francamente non capisco.

    Di sicuro c’entr√≤ Berlusconi, che temendo una vittoria di Occhetto a fine 93, si risolse a scendere in campo, non esitando ¬†a stringere accordi, quelli s√¨ ben chiari, con ¬†Bossi ¬†il secessionista ¬† ¬†e ¬†Fini ¬†il post fascista. Di fatti vinse le elezioni, alle quali la Lega contribu√¨ con un suo 9% e Fini con il 12. Forza Italia prese il 28. Cosa c’entri ancora Scalfaro mi √® oscuro.

    Di sicuro non fu lui, con le supposte manovre ¬†anti Berlusconi di fine 94, a lanciare in orbita la Lega, che come ho dimostrato era gi√† ben vegeta e forte. Tanto √® vero che alle elezioni di Aprile 96 il partito di Bossi decise di andare da solo, dopo il rifiuto di chiudere il Palazzo di Mantova, e raccolse il 9%, esattamente quanto e forse pi√Ļ aveva prima delle mene scalfariane.

    Procediamo. In quell’inverno 96/97 seguii con attenzione le mosse sia di Bossi che dei suoi oppositori. La Lega incendiava le piazze del Nord, controllate dalla Polizia di Giorgio Napolitano, e l√¨ accanto, spesso a distanza di cento metri, ¬†c’era il controcomizio del Presidente Costituzionale. Lui, lui solo, questo mi colp√¨, si opponeva agli schiamazzi, spesso sfidando i fischi di folle incerte e disperate. Anche qui non vedo cosa c’entri Scalfaro, o meglio c’entra e come, ¬†ma in quanto fedele esecutore ¬†del dettato di quella Carta ¬†– l’unica che in 150 anni questo sciagurato Paese ha saputo darsi – di cui era insieme Custode e ¬†Padre fondatore. Altro che sardine. Il custode lo fece sino in fondo, a costo di subire oscuri ricatti. Se li ordiva da solo?

    A quel punto ¬†Bossi e Berlusconi compresero l’importanza strategica dello stare insieme. Andarono dal Notaio, fatto pittoresco, e sancirono il patto, scordandosi che il Senat√Ļr aveva omaggiato il Berlusconi di epiteti quali ¬†‘il mafioso di Arcore’ e ‘Berluskaz’. Vinsero e stavolta la Lega prese il 6-7%, cio√® meno di quando Scalfaro, secondo i tuoi scritti, tramava. E ¬†va a capire ancora una volta cosa c’entri lui con questa flessione. ¬†Ma cosa mai ¬†c’entrasse, me lo chiedo sbigottito, quando in seguito all’ictus di Bossi la Lega si ritrov√≤ al 4%, questo √® mistero. ¬†Che ¬†dire, avr√† tramato al posto di Dio e del Ciampi ¬† ¬†subentrato.

    Una cosa √® certa, documentata e non falsificabile: la Lega ha conosciuto una lenta ma sicura ripresa, fino all’attuale 12 %, giusto durante il terzo governo Berlusconi e l’effimero Prodi II. ¬†Sempre colpa di Scalfaro? ¬†o sintomo vajontiano di un disastro imminente? e se s√¨, a chi la Storia assegner√† il titolo ¬†di mallevadore della frantumazione italiana? a Scalfaro, a Prodi,a Scalfari, ¬†a Di Pietro e compagnia bella? ¬†o piuttosto a un qualcuno che quella Costituzione la vuole cambiare a sua immagine e volere? ¬†Per carit√†, faccia pure, ha la maggioranza, agisca.

     

    Carlo Capone

  9. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Maggio 2010 @ 19:38

    Carlo, ci sono momenti in cui un intervento puntuale e fermo può arrestare il fenomeno. Scalfaro non lo fece per opportunismo. Oggi forse saremmo davanti ad un altro scenario politico.
    I fatti ¬†pi√Ļ gravi accaddero nell’estate del 1995 e proseguirono fino almeno al 1997 (il Polo non c’entra nulla, anzi protestava. C’entrava il Pds che stava zitto, e soprattutto Scalfaro, il garante della Costituzione che sorvolava dicendo che si trattava di ragazzate).

    1994: dopo l’avviso di garanzia ¬† a Berlusconi, il garante della costituzione Scalfaro chiam√≤ Bossi e gli disse che Berlusconi era finito e che lui, per non fare la stessa fine, avrebbe dovuto abbandonarlo. Ci√≤ che Bossi fece. E’ stato documentato e lo stesso Bossi lo ha confermato. Dunque il garante della costituzione, il pessimo Scalfaro, l’inventore dei ribaltoni, si intromette e congiura. Nasce il governo Dini con il sostegno del Pds e della Lega Nord, che diventa essenziale per il sostegno del governo.
    Bossi lo sa, ed √® in questo momento che si rende conto della sua forza e di poter spingere sull’acceleratore. Urla e sbraiata, essendo forza determinante della maggioranza, e sapendo che pu√≤ ricattare Scalfaro che protegge il governo Dini. Ci√≤ che non aveva fatto con tale violenza nei pochi mesi che aveva governato con Berlusconi.
    Ho in soffitta   i quotidiani del tempo, che  hanno contribuito a documentare il mio Cencio Ognissanti.
    Il Polo invocava continuamente l’intervento di Scalfaro per richiamare Bossi che stava esagerando.
    Tutte queste ¬†cose, non successero nei pochi mesi del 1994, ¬†le pi√Ļ gravi successero a partire dal 1995 sotto Scalfaro.

    Qualche stralcio dal mio libro:
    “A Milano, il 27 ottobre 1995, al processo Enimont, venivano condannati tutti i 22 imputati, tra cui Bossi, il quale subiva una condanna a 8 mesi con la condizionale, accusato, insieme al suo tesoriere Alessandro Patelli, di aver intascato 200 milioni. Bossi reagiva dicendo che per lui si trattava di una medaglia, perch√© nel Nord non valgono tutte le leggi dello Stato. Ecco qualche stralcio dell’intervista rilasciata a La Stampa del 28 ottobre: “Ma che condanna… Per me, per uno del parlamento del Nord, questa √® una medaglia per ferita di guerra. Sono il primo condannato della Repubblica del Nord.”; “Le leggi sbagliate nella Nord Nazione non valgono. Ho gi√† detto ai miei di non pagare pi√Ļ nessuna tassa per l’affissione dei manifesti. E poi apriremo un contenzioso con le Nazioni Unite”, e ancora: “sono qui, al parlamento di Mantova, nel Palazzo dell’Indipendenza, pronto a partire dalle sorgenti al delta del Po alla testa dell’esercito del Nord”. Di nuovo una dichiarazione sovversiva, dunque, ma nessuno interveniva, ancora una volta, a censurare Bossi, soprattutto Scalfaro, che rappresentava l’unit√† della Nazione.”

    ________

    In vista della manifestazione secessionistica della Lega Nord programmata da venerd√¨ 13 a domenica 15 settembre 1996, un interessante editoriale compare su La Stampa dell’11 settembre con il titolo: “Sulla Padania un silenzio colpevole”, a firma di Gian Enrico Rusconi. E il 12 settembre √® un’intervista su Il Tempo a destare clamore. L’intervistato √® il presidente del CNEL Giuseppe De Rita, il quale dichiara che, sulla scia di tangentopoli, si √® formata in Italia una struttura di potere che sfugge ad ogni controllo, costituita da parti della magistratura, delle forze di polizia e, forse, dei servizi segreti. Cita alcuni nomi di magistrati, tra i quali spiccano Borrelli, D’Ambrosio e Caselli. Il giorno dopo solo La Repubblica e soprattutto il Giornale mettono nel dovuto rilievo la clamorosa dichiarazione. Il 13 Bossi sale sul Monviso, al Pian del Re, dove, alla sorgente del Po, riempie l’ampolla che il 15, attraverso la marcia della Lega, reca a Venezia, dove dichiara nata la repubblica della Padania.”

    __________

    Nelle prime ore del 9 maggio 1997, un commando separatista, costituito da otto giovani equipaggiati con armi da guerra, occupa piazza San Marco, a Venezia, con uno strano automezzo blindato e issa sul campanile della basilica la bandiera del “Veneto Serenissimo Governo”. Questo episodio segue numerosi altri di interferenze nei programmi RAI con ripetuti proclami di indipendenza.”

    No, Carlo, se la Lega Nord è cresciuta, è perché Scalfaro ha lasciato correre ed ha consacrato la Lega Nord e il suo linguaggio anticostituzionale.

    Almeno finora, invece, Berlusconi è riuscito a fermare questo processo, guidandolo in un alveo democratico.
    Lo ha fatto anche per Fini, che addirittura oggi √® pi√Ļ vicino all’opposizione che alla sua maggioranza.

    E’ forse un taumaturgo Berlusconi? Non lo so, ma questi sono fatti.
    Chi ha lavorato con Berlusconi si è sottomesso alle regole  democratiche .
    E ci√≤ potrebbe anche continuare se l’opposizione non metter√† i bastoni fra le ruote per ottenere il tanto peggio tanto meglio, come fece, attraverso il pessimo Scalfaro, nel 1994 e anni seguenti.

  10. Commento by Carlo Capone — 11 Maggio 2010 @ 20:18

    Bart, non discuto ma da qui a giustificare il successo leghista con l’appoggio ricevuto da Scalfaro, questo no. Sono i ¬†fatti che parlano, non io. E prendere in considerazione il biennio 95-96 per analizzare un fenomeno che si origina dall’89 e e dopo alti e bassi oggi ritrova robustezza ( ¬†il motivo va studiato con attenzione, la Lega presenta una classe di amministratori locali di rispetto, almeno per ci√≤ che vedo io) ¬†mi sembra un errore di prospettiva.

    Il Parlamento di Mantova fu una trovata, nulla di pi√Ļ, ¬†una specie di pistola puntata contro il governo Prodi. All’epoca, questo √® certo, l’ingresso dell’Italia nell’euro non era ¬†poi tanto ben visto, ¬†e le ragioni le ¬†riscontriamo ¬†adesso. Ma in ogni caso, minacce o non minacce ¬†l’esecutivo tir√≤ diritto, ¬†mentre non sappiamo chi finanziasse ¬†i cortei e le manifestazioni e i gazebo leghisti. Le casalinghe di Voghera? non ne sono sicuro.

    Se poi vogliamo fare a chi la spara pi√Ļ grossa ci fu anche la stampa della Lira padana, con l’effigie di Bossi, e il matrimonio celtico di non ricordo chi, oppure le scritte ¬†sui ¬†cartelli di ingresso ¬†ai paesi della padana ¬†che recitavano ¬†Repubblica del Nord (manifesti ¬† ¬†scomparsi con ¬†l’avvento del Berlusconi II). ¬† ¬†Ma allora, ¬†perch√© non ricordare l’assalto col tanko al campanile di San Marco? uno Stato complice nella persona della sua pi√Ļ alta carica ¬†avrebbe ¬†tollerato, insabbiato, ¬†zittito. Invece la risposta ¬†fu decisa, ¬†trattandosi ¬† di un attentato questo s√¨ alla sovranit√† nazionale. Spedirono i ROS e buonanotte ai patrioti di San Marco, oggi ancora nelle patrie galere.

    Se le rodomontate fossero coincise coi sentimenti della gente , Bossi ne avrebbe tratto vantaggio cospicuo . E invece al contrario, la Lega ¬†si avvi√≤ ¬†a un declino inesorabile, culminato con la malattia del suo leader e con quel misero 4%, un fondo ¬†dal quale l’hanno tratta i vizi della Destra e le debolezze della Sinistra. ¬†Ma anche un’accorta politica del suo gruppo dirigente.

  11. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 11 Maggio 2010 @ 21:34

    L’assalto al campanile di san Marco, Carlo, ¬†l’ho ricordato sopra. Fino a qual punto la tolleranza di Scalfaro aveva trascinato i leghisti!
    Mi dispiace, Carlo, ma io sono convinto che la Lega si poteva fermare in quegli anni con un’azione decisa del Capo dello Stato.

    Ma siccome con i se non si fa un bel niente, restiamo convinti delle nostre posizioni: io che considero Scalfaro il peggior presidente della Repubblica. E tu che non condividi.

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