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LETTERATURA: SCRITTORI LUCCHESI: Marco Martinelli: “Vivo per sempre”

7 Novembre 2021

di Bartolomeo Di Monaco

Dopo l’ottimo esordio del 2019 con “Piccolo loto giapponese”, l’autore ci presenta nel 2021 questo nuovo romanzo, “Vivo per sempre”, uscito anche questa volta con l’editore viareggino Giovane Holden.
Già dall’inizio si capisce che Martinelli non ha tradito l’attesa. Siamo in terra inglese e la scrittura, nitida e dall’andamento sicuro, richiama alla mente in queste prime pagine Robert Louis Stevenson, l’autore de “L’isola del tesoro”, del 1883. Il protagonista, un novello Highlander, ha conquistato la vita eterna e ci sta raccontando la sua avventura: “Svoltato l’angolo, davanti al Sunday chick, notai abbandonata sul marciapiede una sagoma nera. Mi avvicinai con passo incerto poi senza troppa sorpresa mi accorsi che si trattava di Old John, ubriaco come un irlandese che festeggia il compleanno il giorno di San Patrizio.”.
Old John ha regalato a Daniel, il protagonista, una mappa del tesoro; così si mette alla sua ricerca, traendone motivo, l’autore, per descriverci località che accendono la nostra fantasia.
Come per il Sacro Graal, anche qui a colui che troverà il tesoro sarà data una ricompensa, la vita eterna, da cui il titolo “Vivo per sempre”.
Allo stesso modo del nostro Salgari, l’autore si avvale di una immaginazione feconda e ci fa vivere la ricerca di Daniel, come fosse il viaggio da noi sempre sognato: “La smania di vivere mi sta attanagliando le viscere ultimamente e credo che la miglior medicina sia viaggiare.”.
Non v’è dubbio che nel romanzo siano presenti echi dei migliori narratori di avventure, a partire da quelli già citati. Martinelli, ancora giovane, nato nel 1985, e appena affacciatosi alla narrativa, dimostra di averne acquisito la lezione, ma anche di possedere delle doti sue particolari con le quali riesce a intridere la scrittura di una lucentezza e di una passione genuine.
Martinelli scrive così, perché a quel tipo di scrittura ci è portato. La prima parte del romanzo (sicuramente la migliore e la più esemplare) sta lì a dimostrarlo: “Scendendo a sud sotto le coste del Portogallo infatti ebbi il mio primo battesimo del fuoco, anzi dell’acqua. La Betty Blue fu investita da una violenta tempesta che mai potrò dimenticare: onde alte dieci metri facevano impennare la prua quasi in verticale per poi farla precipitare nell’abisso svuotato dalla risacca dell’onda. L’imbarcazione sembrava una foglia secca in mezzo alle rapide di un fiume in piena, venti di sessanta nodi sferzavano i ponti facendo gemere gli alberi, l’equipaggio saltava da una parte all’altra della nave aprendo e chiudendo le vele, mentre Gunnar, legato con una cima al piantone del timone se la rideva ubriaco fradicio illuminato dalle saette.”.
Non si poteva dire meglio.
Arriva in Cambogia e deve raggiungere un monastero. Si avvale di una guida e comincia a risalire “le rive del torbido Mekong”: “Attraversammo fitte giungle aprendoci varchi con il machete. Lungo gli affluenti del fiume principale i bufali dalle lunghe corna si abbeveravano e masticavano placidi, mentre i bambini gli nuotavano intorno come pesciolini. Più di una volta notai spuntare dalla superficie piatta dell’acqua gli occhi neri e le narici dei coccodrilli che scrutavano attenti il nostro passaggio per poi immergersi. Verdi colline coltivate a terrazzamenti si susseguivano l’una dopo l’altra e lungo i loro fianchi dense nuvole di umidità scendevano dalle cime come cascate. Alberi carichi di fiori nutrivano sciami di farfalle colorate, e le lucertole, lunghe anche un metro, se ne stavano sdraiate sulle rocce a scaldarsi sotto i caldi raggi del sole d’oriente.”.
Le qualità descrittive, come si può vedere, sono notevoli e rivelano una sensibilità raffinata.
Da godere la descrizione del monastero e della vita dei monaci buddisti.
Svoltiamo pagina e ci troviamo nel deserto della Palestina, dove è presente un altro degli obiettivi da raggiungere per conquistare la vita eterna: “Arrivai nel villaggio di A-Praac, ultimo avamposto prima delle sconfinate sabbie. Lì fui ospite gradito di una famiglia a dir poco numerosa, sorridenti e gentili. Prima della partenza barattai il mio cavallo con un loro asinello e ascoltai con attenzione tutte le istruzioni del caso per trovare il luogo che gli avevo indicato sulla mia mappa.”.
Effettivamente, in questa prima parte avventurosa del romanzo pare di trovarci di fronte ad autori redivivi, come appunto Stevenson e Salgari, ma anche un poco Kipling.
Chissà, potrebbe essere che ci troviamo in presenza di un narratore dello stesso stampo, destinato a migliorare sicuramente (la seconda parte ha ancora qualche debolezza) le sue ottime doti naturali: “Nel tardo pomeriggio invece la mia stupida superbia fu ripagata: si levò un fastidioso vento che ben presto divenne bufera e il cielo si chiuse sopra di me gonfiando a dismisura gigantesche nuvole grigie e viola. una violenta tempesta di sabbia iniziò a infuriare tingendo tutto di nero. Sembrava l’apocalisse, pregavo a voce alta ogni divinità dell’universo perché il mio stupido somaro non mi abbandonasse per la stanchezza o per la paura.”.
Raggiunta la meta e conquistata la ricchezza e l’eternità, Daniel comincia a girare il mondo.
Assisteremo a varie scene e a vari incontri anche di personaggi famosi, non citati con il loro nome e cognome, ma riconoscibilissimi. Spicca su tutti Henry de Toulouse-Lautrec. Lo incontra in un locale di Parigi con a fianco una ballerina: “Finii il resto del vino insieme a loro, poi ci alzammo. Li seguii fuori con la testa leggera che accennava alcuni capogiri. I due si tenevano per mano come madre e figlio, lui non superava il metro e cinquanta e zoppicava vistosamente appoggiandosi ad ogni passo destro al suo bastone. Mi trascinarono fino a un sobborgo vivace e colorito dove i cabaret di dubbia fama suonavano musica ad alto volume fino all’alba e dietro ogni angolo spuntava una casa di tolleranza con appese alle porte le spettanze da pagare alle signorine e la descrizione delle loro attività amorose.”.
Come nella storia di Highlander, egli vedrà morire la donna amata Marie Claire e capirà che l’immortalità sarà per lui un pesante fardello da sopportare.


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