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Ora si ricominci dal Processo breve

26 Febbraio 2010

Di farisei è pieno il mondo, ed in Italia è pieno di più e nel nostro parlamento di più ancora.
Ma oggi si presenta l’occasione per smascherarli. Infatti ricordiamo benissimo il dibattito che si svolse al Senato poco tempo fa sul disegno di legge che va sotto il nome di Processo breve e che già ha avuto l’approvazione di Palazzo Madama.  

Si vocifera che per il momento sia congelato, perché gli si preferisce il legittimo impedimento, che raccoglierebbe maggiori consensi, e così è stato alla Camera dove ha potuto contare anche sui voti dell’Udc.  

Entrambi i provvedimenti quindi sono stati approvati da un ramo del parlamento e sono in attesa dell’approvazione definitiva dell’altro ramo. In settimana prossima  andrà al Senato il legittimo impedimento, mentre per il processo breve si parla di giugno, e forse anche oltre. Qualcuno ne prevede addirittura l’affossamento.  

Non sono d’accordo. La necessità di stabilire tempi certi per la giustizia è divenuta ormai una priorità nazionale. Sappiamo che, ad esempio, i capitali stranieri rifuggono dall’investire in Italia a causa proprio dei tempi lunghi della magistratura, e sappiamo anche di colpevolezze e di innocenze riconosciute dopo anni e anni, tanto è vero che siamo tra i Paesi dove l’efficienza della giustizia è un colabrodo.  

Il processo breve è necessario. Addirittura tutte le modifiche che sono state apportate al Senato per compiacere l’opposizione, lo hanno perfino snaturato, portando i termini di prescrizione oltre il sopportabile.  

L’opposizione, sebbene in qualche modo accontentata, ha comunque respinto il disegno di legge facendo forza sulla famosa nota provvisoria che, a suo avviso, trasformava il disegno di legge in un provvedimento ad personam.  

Bene, dopo la sentenza di ieri sera della Cassazione sul caso Mills, visto che di quella nota non c’è affatto più bisogno per assicurare la governabilità del Paese, togliamola, e riportiamo i tempi di durata dei processi a quelli originariamente previsti, che altro non erano che gli stessi contemplati dai due disegni di Legge (del 2004 e del 2006) presentati dal Pd.  

Di fronte ad un disegno di legge che ad essi somiglia, ed anzi è riconosciuto migliore nei riguardi dei processi per mafia, sarà interessante vedere come l’opposizione cercherà di ostacolare il provvedimento.  

Se il pretesto della nota provvisoria poteva anche reggere e avere una sua presa sul pubblico, quale altra trovata s’inventerà il Pd per non mettere ordine nel nostro sistema giustizia?  

Di Di Pietro l’atteggiamento è scontato, lui e il suo partito si sono fatti mallevadori dei poteri e dei privilegi della magistratura (ma non so fino a quando potranno reggere; gli italiani non sono scemi come Di Pietro li immagina, e prima o poi si accorgeranno del suo gioco), ma l’atteggiamento dei Ds sarà tutto da godere. Immagino certe elucubrazioni e certi arrampicamenti sugli specchi da far rabbrividire.

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«Pm talebani, voglio assoluzione piena ». Qui.

“Ma a sinistra la prescrizione diventa una mezza condanna” di Claudio Borghi. Qui.


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2 Comments

  1. Pingback by Processo Breve »  Bartolomeo Di Monaco » Ora si ricominci dal Processo breve — 26 Febbraio 2010 @ 16:36

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  2. Commento by Ambra Biagioni — 26 Febbraio 2010 @ 18:48

    I comenti sul Legno

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