Pare che al Festival di Cannes abbiano invitato la Bindi

Sembra, a detta di Sabina Guzzanti, che un alto esponente del Festival di Cannes, allorché il ministro Bondi dichiarò che non sarebbe andato ad assistere agli spettacoli, abbia bisbigliato alla stessa che nessuno aveva mai pensato di invitare il nostro ministro.

Squallido connubio, questo della Guzzanti e dell’esponente francese, quest’ultimo con la foia di rivelare quasi dei particolari piccanti, l’altra a dimostrare quanto sappia mantenere riservate le confidenze altrui.

Ma la Francia ha subito rimediato, e si è premurata di colmare il vuoto lasciato da Bondi con un altro politico, la nostra Rosi Bindi. Almeno così si mormora da quelle parti.

Tutto è stato deciso, sembra, dopo che qualcuno ha montato insieme le dichiarazioni antiberlusconiane che la presidente del Pd ha collezionato in tutti questi anni. Pare che ne sia venuto fuori qualcosa di talmente esilarante da meritare l’invito. Naturalmente, come accade ai capolavori, sarà proiettato fuori concorso, per non mettere in difficoltà i concorrenti che sono andati lì per aggiudicarsi la Palma d’oro.

Ciò che ha fatto decidere gli organizzatori francesi è stata l’ultima dichiarazione resa in tv dalla nostra, e che Vittorio Feltri non si è lasciato sfuggire.

In sostanza la Bindi sostiene che Berlusconi ha sempre detto che l’Italia era una Nazione dall’economia solida e che la buriana che stava travolgendo Usa, Europa, e tutto il mondo occidentale, sarebbe passata in volo sull’Italia, mandando baci a tutti, come per dire: State tranquilli, mi piacete tanto che non mi fermerò qui da voi.

La Bindi interpreta le rassicurazioni opportune rilasciate di volta in volta dal presidente del Consiglio, come se il nostro governo non avesse mai saputo e non sapesse come stanno le cose, e come se i nostri ministri fossero andati in vacanza alle Seychelles.

Da quando, nel 2008, è iniziata la terribile crisi, non si è mai accorta, la Bindi, delle misure adottate dal governo, tutte all’opposto di quelle proposte dall’opposizione, che ora finge di essersele dimenticate. Ma tutti ricordiamo quando addirittura chiedeva, quasi si fosse trasformata in Berlusconi (nemesi anche questa), la riduzione delle tasse e l’allentamento dei cordoni della borsa. Se avessimo fatto secondo quei suggerimenti, oggi saremmo andati a gambe all’aria, come la Grecia.

Vorrei che gli elettori di sinistra pensassero a questo. Immaginassero cosa sarebbe successo se ad amministrarci ci fosse stata l’opposizione, miope e incapace, come lo è sempre stata quando ha avuto la ventura di salire al governo.

Scrive Feltri stamani: “Se Tremonti avesse allargato anziché stringere i cordoni della borsa oggi saremmo lì a far compagnia alla Grecia in fondo al burrone.”

Insomma, la Bindi – se è vero ciò che ho sentito dire – si è meritata l’invito a Cannes, ed ora i francesi, dopo che – creduloni quali sono e di bocca buona – si son fatti risate a crepapelle pensando che la Guzzanti l’abbia raccontata giusta, avranno modo di ricredersi guardando le esibizioni della nostra simpatica ex ministro della Sanità (settore che Feltri definisce: “madre di tutte le porcherie”).

Ma, dopo averci fatto su le incontenibili risate, tireranno pure un sospiro di sollievo pensando che se ci fosse stata l’opposizione al governo dell’Italia, l’Ue, e loro in prima fila insieme con la Germania, avrebbero dovuto cacciare fuori una montagna ancora più alta di soldi.

Meno male che Berlusconi c’è, sembra che qualcuno degli organizzatori abbia canticchiato non appena ha visionato il montaggio.

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Commenti

4 risposte a “Pare che al Festival di Cannes abbiano invitato la Bindi”

  1. La nostra politica   è così piena di contraddizioni ed assurdità  che se davvero mandassero  al Festival di  Cannes proprio  la Bindi,   a rappresentare  la cultura del nostro paese, non mi meraviglierei affatto.
    Berlusconi, in questo momento, ha   problemi ben più importanti di cui deve occuparsi.
    Mentre Tremonti sta lavorando alla messa a punto della manovra economica imposta dalla grave crisi della moneta europea, Berlusconi è costretto agli straordinari per rimediare ai guasti provocati nella maggioranza dalle intempestive e scellerate iniziative di Fini.
    In questo momento, gli sforzi del premier sono diretti a ricercare in parlamento una  larga intesa  per far approvare sia i tagli impopolari che  le riforme.
    Come dicevo ieri, lo scenario politico in cui è costretto a muoversi non è dei migliori.
    Con i parlamentari dell’ammucchiata di quel grande centro sociale che è diventato la sinistra, capace solo di protestare e di opporsi a qualsiasi proposta, non può esserci dialogo. Il collante che li tiene insieme è rappresentato  dall’invidia per i   successi del premier e dall’ossessione compulsiva di riuscire ad estrometterlo dalla politica. Proprio ieri, Franceschini, pronunciandosi su una proposta di Casini, ha sostenuto che un eventuale governo di unità nazionale sarebbe possibile solo con l’esclusione di Berlusconi.
    Nessuna intesa, ovviamente, può trovare con gli esponenti del partito degli ex magistrati che nutrono per lui un odio viscerale.
    Restano perciò i personaggi sciolti in cerca di autore per i quali Berlusconi sta cercando di ritagliare un apposito copione.
    Con Casini starebbe tentando un’ intesa che non prevede il suo ritorno organico nella maggioranza, assolutamente sconsigliato da Bossi, ma piuttosto un appoggio esterno necessario ad approvare l’imminente rigorosa manovra economica e a raggiungere   il quorum   sufficiente a far passare   le riforme senza dover ricorrere ad un rischioso referendum confermativo.
    E mentre Berlusconi lavora duramente,  i suoi oppositori continuano a divertirsi con le  buffonate dei loro adorati  idoli della comicità.

  2. Avatar Ambra Biagioni
    Ambra Biagioni

    Ma gli Italiani si renderanno conto che questa pletora di detrattori non sono altro che dei fantocci incapaci di sconfiggere un solo uomo, verso il quale non sanno far altro che cantare canzonette scurrili e senza senso ?

  3. Avatar Ambra Biagioni
    Ambra Biagioni

    Dal Legno

    Ciao Mario !