Libri, leggende, informazioni sulla città di LuccaBenvenutoWelcome
 
Rivista d'arte Parliamone
La scampanata, il romanzo di Bartolomeo Di Monaco trasformato in testo teatrale, qui per chi volesse rappresentarlo.

Perché non divertirci un po’?

23 Settembre 2011

Quella frase intercettata secondo la quale Berlusconi si è fatto 8 escort, e in fila, in attesa, ne aveva ben altre 16 o 18 che aspettavano il loro turno, nei giorni scorsi è stata oggetto di analisi anche in Tv.

Mi raccontava mia moglie che ad un esperto è stata posta la domanda come sia possibile fare degli exploit quali quelli rivelati dall’intercettazione, e l’esperto rispondeva tutto compunto, elencando varie ipotesi.
Faceva altrettanto la stampa di sinistra, e i soliti caballeros, Bersani, Franceschini e Bindi, gongolavano di soddisfazione.

Se l’erano già goduta quando, in una intercettazione (non ricordo se la stessa), Berlusconi era stato sentito dire che lui fa il premier a tempo perso. Ed ora stava piovendo nientemeno che la manna dal cielo, giacché all’attenzione degli antiberlusconiani si aggiungeva la piccante storiella delle 8 escort passate sul lettone di Putin.

Insomma, i tre caballeros, ma non solo loro, se la sono bevuta la prima volta e pure la seconda, come succede ai proverbiali grulloni, che ci cascano sempre quando c’è uno che le spara grosse.

Basterebbe questo per giudicare il livello di preparazione politica dell’opposizione, ormai sbattuta in qua e in là dai marosi provocati dai continui successi sulla fiducia registrati dal governo, quel governo che si vorrebbe mandare a casa con qualche golpe di piazza.

Non era difficile capire che quella delle 8 escort era una battuta scherzosa.
E infatti, Berlusconi (che forse nei giorni scorsi ci avrà anche fatto una risata), ieri ha rivelato:

«Ma lo sapete, io sono un tipo a cui piace scherzare. Anche in quella telefonata in cui dicevo che me ne sono fatte otto, è ovvio che scherzavo. Nessuno potrebbe farlo ».

Se fossi Berlusconi, però, uno sfizio, a questo punto, me lo toglierei.
Quante volte abbiamo visto nei film una persona spiata prendersi gioco della spia? Una casistica infinita. E spesso anche di una comicità travolgente, quando lo spiato finge di compiere qualche azione che la spia si attendeva. A questo punto del film la spia, considerata chiusa la sua missione, rientra per riferire.

Bene, posto che ormai il cittadino sa come funziona la giustizia (male), e conosce le cantonate che prendono sempre più spesso certi pm in cerca di gloria, e quindi capirebbe se Berlusconi si decidesse a giocare qualche tiro burlone ai magistrati spioni, non sarebbe male se egli ci facesse sopra un pensierino.

Non ci vorrebbe mica una gran fantasia per imbastire il gioco.
Basterebbe che si mettesse d’accordo con alcuni suoi uomini fidati e intrattenesse, quando con l’uno, quando con l’altro, alcune telefonate, per esempio di questo tipo:

“Sai, l’altro giorno sono entrato in un supermercato e mi son messo in tasca una stecca di cioccolata. Avevo proprio voglia di rubarla. Mi son venute le vertigini dal piacere”; oppure “La tale me l’ha combinata grossa, mi aveva promesso di portare con sé due o tre amiche per fare una specie d’orgetta, e invece mi telefona e mi dice che ha preso l’influenza. Insomma, una serata andata in buca”; o anche “Hai mai fatto l’amore in aereo? No!? È un’esperienza che non ti devi perdere. L’altro giorno mentre mi recavo con un volo di Stato a far visita al tal dei tali, me ne sono chiusa una in bagno. Prova ad immaginarti cosa abbiamo fatto. No, di più, di più”; oppure: “Ci ho per le mani una ragazzetta ma così vispa, così vispa che bisogna che la piazzi in Rai; se lo merita. Con me è stata bravissima.”
Ancora: “Stai tranquillo, non parlerà. Gli ho messo in tasca una mazzetta di bigliettoni da 100 e gli ho promesso che sistemerò io i suoi debiti di famiglia.”
E via di questo passo.

Gli orecchi di certi pm si trasformerebbero in orecchioni per l’afflusso di sangue ai capillari dei padiglioni. Il naso diventerebbe color peperone, e gli occhi strabuzzerebbero dalle orbite. La lingua penzolerebbe fin sul petto.
Subito le intercettazioni uscirebbero dal riserbo e verrebbero pubblicate da Repubblica, con un fondo di Scalfari, dal Corriere con la penna di de Bortoli e dalla Stampa con il solerte Calabrese (avete notato come da qualche tempo la Stampa paia una copia di Repubblica?)

Farei correre la notizia per qualche giorno aspettando che fosse pubblicata anche da quei giornali stranieri che tanto amano Berlusconi, e poi, quando la torta fosse quasi cotta a puntino e pronta per essere mangiata, svelerei l’inganno e il divertimento.

Qualcuno dirà: Ma Berlusconi è il presidente del Consiglio! Non è dignitoso prendere in giro gli spioni, soprattutto se sono dei pm.
Ed io rispondo: E perché mai? Non gliele hanno combinate fin troppe, a Berlusconi, sputtanandolo in tutto il mondo con menzogne e calunnie? Dirò di più: sarebbe uno spasso se allo scherzo aderissero anche tanti altri italiani.

Intrappolarli in questo modo, vorrebbe dire ridicolizzarli, umiliarli, togliere loro la voglia di perseverare, scuoterli da quella smania che li fa credere i padroni del destino degli uomini.
Una tale presa in giro varrebbe forse più di una stretta (peraltro necessaria) sulle intercettazioni.

Altri articoli

“Milanese, Tremonti coniglio dei ministri va in fuga a Washington” di Mario Giordano. Qui.

“Guerra aperta sui nostri soldi” di Marlowe. Qui.

“Berlusconi condanna in contumacia Tremonti a una maggiore collegialità” di Salvatore Merlo. Qui.

“Chi gioca sporco sul peso del Cavaliere all’estero” di Lodovico Festa. Qui.


Letto 1351 volte.


Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post.

Sorry, the comment form is closed at this time.

A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart