PITTURA: Dal quadro al racconto: Pensare è sconvolgersi13 Novembre 2007
Un sogno di Francis Bacon  Bacon smise di gettare sul cavalletto i colori, stremato. Si addormentò e fece un sogno. Era in una grande chiesa, molto buia. Davanti ai suoi occhi la scultura in legno di un Cristo: ma i piedi non apparivano crocefissi al legno, erano prodigiosamente liberi, e tutto il Cristo sembrava proteso fuori dalla croce, nello slancio di una caduta violenta o nella volontà di un’ascensione estatica. Fu allora che gli venne in mente un verso: «la materia oscura l’assilla… ». Sapeva che non ci può essere nessuna geometria nel mondo. Anche Klee lo sapeva da sempre, nascondeva i suoi piccoli angeli armoniosi dietro scritte enigmatiche o disegnandoli discretamente su carta da pacchi. «È tutto disgustoso… » ripeté Bacon fumando per le strade. La città gli sembrava fatta di una materia strana: gli uomini ci camminavano ma non riuscivano ad avanzare bene; faticavano, i piedi incollati all’asfalto. Uno di loro oscillava, braccia e gambe fluttuavano da un lato e dall’altro. Una voce disse: «Ha un coltello nella schiena ». L’uomo, che continuava a oscillare senza nessuna lama visibile, finì con lo stramazzare a terra. Francis non si avvicinò al drappello pietoso che stava soccorrendo il morto. Continuò a camminare sperando di potersi svegliare. Adesso era come dentro un’erba altissima e sentiva di non odiare più i paesaggi ma di appartenere al crescere stesso dell’erba. Se avesse dipinto tutto questo non avrebbe potuto fare che come Monet semicieco: tracciare il sentiero del suo giardino, con il ponte e le piante, come un intrico rosso e verde, una macchia inestricabile. D’un tratto si sentì, dentro l’erba, come se fosse chiuso dentro una gabbia. In che modo ne sarebbe uscito? Ricordò due quadri di Pollock esposti al Guggenheim di Venezia: uno si chiamava Foresta incantata, l’altro Alchimia. Li rivide, esatti e grigi come li ricordava, turbolenti ma regolati da un ordine misterioso, che rammentava tanto le leggi oscure della foresta quanto i rigorosi processi alchemici. Capì che non sarebbe mai uscito da quell’erba senza pensare a una figura. Di nuovo gli affiorò alla mente il verso – «La materia oscura l’assilla » – e capì che doveva cedere all’ordine. Ricordò il secondo quartetto di Shostakovic, lo riascoltò mentalmente in pochi secondi. Rammentò simultaneamente che, in qualche pagina di taccuino, Cioran aveva scritto: «Pensare è sconvolgersi ».Bacon si svegliò alle cinque di mattina, osservando la scimmia fissa sul suo tavolo di legno. Sorrise e cominciò a lavorare alla sua Crocefissione. NotaTre studi per una crocefissione, di Francis Bacon, è esposto alla galleria Solomon Guggenheim di New York. Nota biobibliograficaMarco Ercolani è nato a Genova nel 1954, dove vive e lavora come psichiatra. Scrive racconti fantastici, vite immaginarie e saggi creativi. Si interessa in particolare al rapporto tra arte e follia. Ha pubblicato diversi libri, tra cui: Col favore delle tenebre, Il ritardo della caduta, Vite dettate, Lezioni di eresia, Il mese dopo l’ultimo, Carte false, Il demone accanto, Taala e Il tempo di Perseo. È autore di Fuoricanto, una raccolta di saggi critici su alcuni poeti contemporanei. Ha curato il volume collettivo Tra follia e salute: l’arte come evento. In coppia con Lucetta Frisa ha scritto L’atelier e altri racconti e Nodi del cuore. Cura la collana «I libri dell’Arca » per le edizioni Joker. Letto 1505 volte.  Nessun commentoNo comments yet. RSS feed for comments on this post. Sorry, the comment form is closed at this time. | ![]() | ||||||||||