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Quando l’opposizione diventera’ grande?

14 Luglio 2011

Sono a Malta, dove posso trovare solo due giornali, la Repubblica e il Corriere della Sera. Naturalmente non acquisto Repubblica in quanto, a mio avviso, poco affidabile. Il suo viscerale antiberlusconismo rende i suoi contenuti molto sospetti. Mi affido dunque al Corriere anche se alcuni suoi giornalisti come Pierluigi Battista e Massimo Franco sembrano sempre poggiare il piede su due staffe e commentare i fatti con rassicurante ambiguita’, dando un colpo al cerchio e un colpo alla botte. Naturalmente, cosi’ la vedo io. Altra stoffa quella di Angelo Panebianco che, ad esempio oggi, senza mezzi termini, chiede alla politica di fare i conti con i propri irragionevoli costi. Una richiesta ambiziosa a cui lo stesso Panebianco pare non credere, tanto la nostra classe politica e’ interessata a conservare i propri ingiuriosi (nei confronti dei cittadini) privilegi.

Prima di partire, nella notte tra venerdi’ e sabato scorsi, avevo preparato un articolo per chiedere alla politica una forte coesione per fronteggiare l’attacco della speculazione internazionale, che era, come e’ stato, un primo assaggio sulla nostra capacita’ di resistenza. Ma internet mi ha fatto lo scherzo di non funzionare e cosi’ al mattino sono dovuto partire rinunciando alla pubblicazione.

Devo riconoscere che questa volta Napolitano si e’ mosso tempestivamente e nell’esclusivo interesse della Nazione, non guardando in faccia ne’ destra ne’ sinistra. Cosi’ a Malta mi sono un po’ rassicurato, tirando un sospiro di sollievo. L’opposizione (a dimostrazione che Napolitano e’ il suo vero leader) non si e’ tirata indietro ed e’ pronta ad approvare in fretta la manovra, a condizione che siano accolti alcuni emendamenti. Mi pare una condizine ragionevole.

Ma stamani leggo che Bersani dichiara che una volta approvata la manovra, il governo se ne dovra’ andare a casa.

Ancora l’antiberlusconismo, dunque, annebbia la mente dell’opposizione, almeno nel suo partito di maggiore consistenza.

Mi domando come si possa valutare gravissima la situazione in cui il Paese si trova, e chiedere contestualmente le dimissioni del governo, un governo – occorre ricordarlo – eletto dai cittadini.

Non si riesce a capire la logica del ragionamento, se non con il solito metro che caratterizza da tempo la filosofia dell’opposizione: mandare a casa Berlusconi, costi quel che costi.

Come si fa a pensare che la manovra finanziaria possa bastare da sola a rassicurare i mercati e a far arretrare la minaccia speculativa? Come si fa a non pensare che una crisi di governo e’ la soluzione peggiore che si possa trovare oggi quando si deve mostrare agli speculatori un Paese ben saldo e pronto a difendersi con risolutezza e orgoglio?
Altra dimostrazione di forza sarebbe quella che vedesse l’opposizione stringersi attorno al governo legittimo – in quanto eletto dai cittadini – per aiutarlo a respingere la speculazione. Questa sarebbe la politica con la P maiuscola, la politica che e’ servizio al Paese, a costo anche di rimetterci qualcosa. Questo sarebbe un comportamento che potrebbe anche essere premiato poi dall’elettorato.
Quale triste miseria sarebbe quella invece di aiutare il governo a respingere il nemico invisibile,chiedendone poi, per mercimonio, la testa.
Ma l’opposizizone pare capire le cose a meta’, incapace di liberarsi dall’odio e dall’ambizione di potere.
Peccato, peccato davvero, che Bersani abbia perso una buona occasione per tacere.

Altri articoli

“I governi tecnici sanno solo aumentare le tasse” di Giancarlo Perna. Qui.

“La D’Addario non si ferma: Denucio chi mi ha usata” di Cristiana Lodi. Qui.

“Attenti, cari politici furbetti: qua tira l’aria del 92” di Antonio Socci. Qui.

“D’Alema: certa sinistra mi odia” di Elisa Calessi. Qui. Da cui estraggo:

“Perché succede? «Perché l’odio è un ingrediente della lotta politica della sinistra, che si accompagna con una delegittimazione dell’avversario. Soprattutto se è della tua parte ».”

“Uno scenario peggiore del ’92” di Mario Sechi. Qui. Da cui estraggo:

“Sembra di stare sul set di un remake di “Tutti dentro”, il film con Alberto Sordi magistrato che non risparmia a nessuno le manette. Solo che la situazione mi sembra peggiore di vent’anni fa: allora da Mani Pulite venne fuori un’alternativa, Silvio Berlusconi. Nonostante tutto, continua ad essere l’unico collante di una maggioranza, perché dall’altra parte non c’è niente. Ma non basta. E ci ha deluso. Oggi la via d’uscita al caos, alla liquidazione della politica attraverso la tecnocrazia non si vede. È in questi frangenti che emergono le soluzioni peggiori: governicchi, papocchi, oligarchie irresponsabili che assumono la guida di un Paese e si dimenticano di una cosa fondamentale: il popolo sovrano.”

“italia oggi – flash! “Ieri il capo del governo Napolitano e il capo dell’opposizione Napolitano sono stati ricevuti dal capo dello stato Napolitano” (Jena su “la stampa”)…” Qui.


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Bart