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Quell’immagine del generale Custer

21 Maggio 2010

Rivive il generale Custer e rivivono gli indiani che, dopo avergli fatto fuori quelli attorno a lui, gli danno il colpo mortale.

Si è avvalso di questa immagine storica anche Michele Santoro in apertura, ieri sera, di Anno Zero. A sorpresa, non se l’è presa tanto con Berlusconi quanto con i suoi compagni di sinistra che in otto anni non gli hanno dato alcun sostegno.

È stato un discorso che aveva una sua logica, anche in certi punti condivisibile (il programma va, fa guadagnare, e nessuno mi aiuta a migliorarlo – ha detto – vincolato come sono dalla sentenza che mi ha ridato il posto in Rai), ma Santoro ha dimenticato che la sinistra a cui si è votato è camaleontica. Oggi Santoro non le fa più comodo, e allora vada al diavolo.

Quanti sono coloro che, dopo aver aiutato la sinistra a denigrare Berlusconi, si sono visti abiurati per aver qualche volta indirizzato gli strali dalla parte sbagliata. La sinistra prende e lascia con assoluta disinvoltura e indifferenza. Vi dice nulla il caso Marrazzo, liquidato in quattro e quattr’otto per paura di perdere qualche consenso? O il caso Del Turco?

Michele Serra, che Santoro ha ricordato come amico, se n’è bellamente fregato dell’amicizia, e ha seguito la linea del partito.

Ho sostenuto altre volte che Santoro, che parla sempre di classe operaia, con quest’ultima non ha nulla da spartire. È un incantatore della classe operaia. Come ci sono quelli che incantano i serpenti, Santoro incanta gli operai. Lui è un uomo ricco, fa parte dell’establishment. È uno che conta. Se va via dalla Rai, non rimarrà disoccupato, come succede agli operai. E forse lo pagheranno anche di più. I soldi chiamano i soldi.

Ma ciò che conta in questa vicenda è che Santoro, convinto com’era che tutto sia nato da quello che è stato chiamato l’editto bulgaro di Berlusconi, oggi può rendersi conto che Berlusconi avrebbe potuto fare ben poco per mandarlo a casa. C’è voluta una saldatura che certamente non ha le sue origini nell’editto bulgaro, ma nella volontà della sinistra di mollarlo.

L’antiberlusconismo sta cambiando strategia. Il potere mafioso che regge le sorti del nostro Paese ha deciso di fare di tutti coloro che non servono più tanti generali Custer da isolare e far fuori con un colpo definitivo.

Contrariamente a quanto scrive Marcello Veneziani, attento editorialista (“Santoro è stato un formidabile sponsor del Cavaliere”), Berlusconi sarà contento dell’uscita (se ci sarà davvero) di Santoro dalla Rai, ma la saldatura di due movimenti in un obiettivo comune induce a pensare che ci sono altri che saranno assai più contenti di Berlusconi.

Non so se qualcuno all’ultimo momento, per non apparire troppo scoperto, getterà un salvagente a Santoro, ma Santoro deve capire che l’editto bulgaro in realtà non è affatto quello emanato da Berlusconi. Si vada a cercare un altro mandante.

Gli interrogativi che si è posto e che ha fatto conoscere a tutti i telespettatori, li approfondisca. Lui è un giornalista professionista, può fare assai meglio di me. Io sento solo puzza di bruciato. Sento che il potere mafioso vuole abbattere una pedina che non serve più, che ha fatto il suo tempo.

Probabilmente, alla fine della sua ricerca, Santoro concluderà che Berlusconi le sue critiche almeno le esprime (e le ha espresse) a viso aperto, e non usa mai mezzi termini, e nei suoi confronti si è comportato meglio di tanti altri. Lo ha combattuto allo scoperto, e se ai più potrà apparire lui il vincitore, il vero vincitore va trovato altrove: è la stessa mano che alimenta l’antiberlusconismo. Essa ha indossato il guanto per non lasciare impronte e con calma e in tutta sicurezza ha diretto la canna della pistola contro di lui.

Non so se Santoro reggerà il colpo. Non so se avrà la fibra e la resistenza di Berlusconi, ma ieri sera il suo discorso ha lasciato intendere che qualcosa nella sua mente va chiarendosi. Il sospetto di essere stato l’utile idiota in un gioco assai più grande di lui sta diventando certezza.

L’opposizione da cui si aspettava aiuto è strumento consapevole di questo gioco più grande. Santoro conta oggi meno del due di briscola. Il gioco si è fatto pesante. Oggi l’opposizione ha un obiettivo ben preciso: mandare sul lastrico il nostro Paese. Si è venduta per un piatto di lenticchie. Tra lei e la speculazione internazionale non c’è differenza. Come la speculazione internazionale, anche l’opposizione gioca al ribasso. Più l’Italia si deteriora più aumentano le sue possibilità di incassare la taglia.

Ereditare un Paese ridotto in macerie non fa specie alla sinistra, purché gli sia consegnato il piatto di lenticchie.

Però se questo va bene a lei, non va bene agli italiani.
Ecco perché dobbiamo augurarci che Berlusconi resista e sappia mantenere le promesse.

Se manterrà le promesse e avremo un nuovo Stato più efficiente e moderno, qualche speranza ci sarà che i cittadini possano contare e dire la loro. Altrimenti, avremo notte fonda per molti anni.  

Ma se Berlusconi riuscirà, come gli auguro, di vincere una tale sfida, immane (uno contro tutti), dovremo ricordarci in futuro il comportamento distruttivo, vile e antitaliano assunto dall’opposizione.

E non sarebbe male che gli italiani fischiassero sia il Pd sia l’Idv ogni volta che si presenteranno alle cerimonie che ricordano e festeggiano l’unità d’Italia.

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“Annozero, Santoro contro tutti. Il monologo di Masaniello” di Aldo Grasso. Qui.


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4 Comments

  1. Commento by Mario Di Monaco — 21 Maggio 2010 @ 11:47

    Santoro è un uomo di spettacolo che ha sempre messo in scena ciò che piace al pubblico. Lo si avverte dalla cura che dedica alla preparazione delle sue commedie sia per quanto attiene alla redazione del copione sia per la scelta dei protagonisti, alcuni dei quali riesce sapientemente a mimetizzarli fra il pubblico.

    Ho sempre pensato che i suoi attacchi a Berlusconi fossero diretti più ad assecondare e sfruttare i livori dei simpatizzanti della sinistra piuttosto che a condurre una convinta opposizione politica.

    Dopo i successi  del premier ed il disorientamento del popolo della sinistra, si è accorto che la critica feroce  a Berlusconi  è un prodotto che non tira più e da astuto uomo d’affari qual è  ha deciso di cambiare copione e teatro.
    L’ostentazione della sua rabbia per essere stato abbandonato dalla sinistra è stato un altro dei suoi innumerevoli apprezzati show.
    In realtà è lui che ha deciso di mollare la sinistra.

  2. Commento by Ambra Biagioni — 21 Maggio 2010 @ 13:10

    Dal Legno

  3. Commento by Ambra Biagioni — 21 Maggio 2010 @ 20:44

    Da IL FOGLIO su Santoro

  4. Commento by Mario Di Monaco — 22 Maggio 2010 @ 10:50

    Grazie per la segnalazione.

    E’ un po’ tardi per accorgersi che Santoro non è mai stato il campione della vera sinistra italiana.

    Da buon professionista della tv ha solo saputo sfruttare il clima di antiberlusconismo alimentato dai giornalisti, scrittori e così detti intellettuali di tale area.

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