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Referendum. Un cappuccino e una brioche

11 Giugno 2011

È il premio che qualcuno dell’opposizione darà a chi andrà a votare ed esibirà la tessera elettorale con tanto di timbro che attesti che ha depositato le schede nell’urna.
Altri offrono in premio quando due quando tre libri a chi farà la stessa cosa.
Mai vista tanta generosità e tanto spreco di portafoglio.

Lo scopo   è evidente: indurre anche gli elettori del centrodestra a votare. Non importa se voteranno Sì oppure No, importante è che contribuiscano a raggiungere il quorum. Una volta raggiunto il quorum il gioco è fatto. Sì, perché gli elettori dell’opposizione andranno tutti a votare, cappuccino o non cappuccino, e i Sì pertanto supereranno facilmente e di molto i No.

In realtà, si può dire che il cappuccino e la brioche sono offerti soprattutto agli elettori di centrodestra. Quelli della opposizione non ne hanno bisogno. Sono irreggimentati e obbediscono agli ordini. Più liberi e disinvolti quelli del centrodestra, i quali sono talmente stimati dall’opposizione che è sicura di comprarseli con un   cappuccino e una brioche. Li considera dei poveracci e degli idioti, ai quali è facile dare in pasto una polpetta avvelenata.

Corrado Guzzanti fa qui una simpatica parodia del voto, mettendo in risalto che cosa si è disposti a fare purché l’elettore voti. Non occorre neppure votare sull’apposita scheda, dice, basterà che l’elettore voti anche su un pezzo di carta qualunque. Se ha dimenticato la tessera elettorale, non fa nulla, basterà che esprima con chiarezza e determinazione le sue generalità. E così via.
Il comportamento dell’opposizione è talmente ridicolo che ha suggerito perfino ad un comico, certamente non schierato con il centrodestra, di mettere in risalto le sconcezze di questa campagna referendaria.

Ho letto che alcuni personaggi politici del centrodestra andranno a votare. Considero che non hanno capito nulla della posta in gioco. L’ottenimento del quorum e la vittoria del Sì, se è vero che non porteranno immediate conseguenze sul governo, è certo che ne indeboliranno la forza, avviando una lenta consunzione della sua capacità di tenere ben saldo il timone. Forse è ciò che vogliono. Non c’è altra spiegazione. Perché non è possibile che non abbiano capito il gioco di Bersani & C., chiaro perfino ad uno come me, che mastico poco di politica.

Nessuno di costoro si è domandato del perché questa campagna è talmente anomala e forzata al punto che l’opposizione non si è sottratta a lusingare l’elettore, soprattutto di centrodestra, convinta di poterlo comprare con un cappuccino e una brioche?
Valiamo davvero così poco?
Davvero siamo disponibili e pronti a portare il cervello all’ammasso?
Davvero non abbiamo capito che il contenuto di questi referendum non interessa a nessuno, compresa l’opposizione?
Non induce a riflettere il voltafaccia del Pd che nel 2003 invitava a disertare le urne, nel 2006 era favorevole al nucleare e nel novembre del 2010 proponeva un disegno di legge per la privatizzazione dell’acqua?

Se andranno al potere costoro, la prima cosa che faranno sarà quella di tornare alle loro idee originarie, ripetendo disinvoltamente il voltafaccia, infischiandosene dei contenuti referendari e trovando qualche bizzarra giustificazione per arrampicarsi sugli specchi.
Oggi, infatti, si vuole solo abbattere il governo Berlusconi, e tutto fa brodo.

Altri articoli

“Per fermare i poteri forti non andiamo alle urne…” di Marcello Veneziani. Qui.”


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart