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Se anche Feltri non ci si raccapezza più

13 Settembre 2010

Figuriamoci il sottoscritto! Feltri domanda a Berlusconi: “Ora ci dica cosa succede”.

In attesa del suo discorso in Parlamento, la politica è a mollo. Non so di che cosa potremo occuparci nei prossimi giorni, se non di chiacchiericci di corridoio. L’attesa è per il 28 settembre (qualcuno anticipa al 27). In quel giorno ci saranno la sostanza e una prima verifica sugli esiti della tempesta che si è scatenata questa estate. Fino ad allora lavoreremo sulle congetture. Tutte inutili.

Una cosa però è certa, a mio avviso: se Berlusconi ha sbagliato i calcoli e la sua maggioranza avrà bisogno ancora dei voti dei finiani, la partita tra Fini e Berlusconi l’avrà vinta il primo. E ciò gli procurerà ulteriori consensi, come sempre accade alla parte vincitrice.
Fini farà la sua aziendina e a poco a poco ne amplierà le dimensioni.

Berlusconi non deve commettere l’errore di credere che siamo ancora alla fase delle scaramucce. La guerra tra i due cofondatori è giunta allo scontro finale. Fra qualche settimana vedremo avviarsi due percorsi contrari: uno in ascesa ed uno sulla via della disfatta. Chi guiderà l’uno o l’altro dei percorsi dipenderà dalla incidenza dei finiani sulle sorti del governo. Se i finiani incideranno, Fini avrà intrapreso il percorso del vincitore e sul suo carro saranno pronti a salire in molti.

Berlusconi è sicuro della maggioranza, ma non ci ha mai spiegato se essa troverà i finiani ancora in posizione determinante. Feltri, che di politica se ne intende più del sottoscritto, pare intuire che il gruppo cosiddetto di responsabilità è di là da venire e soprattutto sarà come una minuscola armata Brancaleone, sulla quale sarà difficile poter contare anche in futuro.

Qualche movimento nel senso auspicato dal premier pare di vederlo, ma non è ancora ben delineato e sembra che muova piccoli passi, incerti e altalenanti: quando sembra di sì, che appoggeranno il governo, quando sembra di no, che sono stati male interpretati.

Spero che Berlusconi abbia fatto bene i suoi conti. Solo una maggioranza che possa permettergli stabilmente di fare a meno dei finiani è quella che lo condurrà fino al termine della legislatura. E ve lo condurrebbe vincitore e osannato perfino dagli elettori, giacché avrebbe dimostrato di essere lungimirante più di tanti commentatori, compreso il sottoscritto.

Glielo auguro, poiché la vittoria di Fini significherebbe la vittoria della prima Repubblica e la fine del processo di modernizzazione dello Stato.

Fini resta e resterà sempre un politico inaffidabile a causa della sua ambiguità e delle influenze nefaste che si sono accumulate su di lui. È diventato come l’asino che sente approssimarsi la stalla e aumenta il passo. Fini è smanioso della sua stalla, che è la sua aziendina con prospettive di ampliamento e di ampio potere.

Chi gli suona questa musica, fosse anche Elisabetta, la compagna, lo stordisce e lo incanta, come succede al serpente che esce fuori dal cesto al semplice suono del pifferaio.

Sono molto scettico sul fatto che Berlusconi e il Pdl riescano a fare centro per ridurre le ambizioni spericolate di Fini. Sulle sue dimissioni dalla carica di presidente della Camera, non mi affiderei né a Berlusconi né al Pdl, rivelatisi forse troppo incostanti. Piuttosto mi affiderei, come infatti mi affido, alla serietà dell’inchiesta giornalistica condotta dal Giornale e da Libero.

Sembra un’assurdità, ma la modernizzazione dello Stato potrebbe dipendere dalla sconfitta della terza carica istituzionale e da un’inchiesta giornalistica.

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Ernesto Galli Della Loggia su Fini. Qui e l’originale qui.

Casa di Montecarlo ed altro. Rassegna stampa del 14 settembre 2010. Qui.

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1 commento

  1. Commento by Felice Muolo — 15 Settembre 2010 @ 09:35

    Come in passato, il partito di maggioranza relativa che governa finisce immancabilmente ostaggio di un partito di minoranza che governa, sia a destra che a sinistra.  Falla che non bisogna tamponare ma eliminare.  

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