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Se Berlusconi sbatte la testa contro Casini

11 Luglio 2010

Se la rompe.
Casini è peggio di Fini, che è tutto dire.

Vado in vacanza e mi dico che al mio ritorno le cose della politica si saranno messe a posto. Fini è stato espulso dal Pdl e la FNSI e l’Usigrai hanno preso le difese del quotidiano web Legno Storto, assalito da tre querele. Ho immaginato perfino che nel corteo del 9 luglio comparisse uno striscione portato da un lato da Franco Siddi e dall’altro da Carlo Verna con la scritta a caratteri cubitali: “La libertà di stampa vale anche per Legno Storto”. Invece nicse: nulla.

Ma forse i due segretari avranno scritto ai tre querelanti una lettera riservatissima, in cui li invitano a precisare e a chiedere eventualmente delle rettifiche da parte del quotidiano querelato. Insomma, di non montare una tragedia, quando tutto si può chiarire con un semplice scambio di lettere. Staremo a vedere.

Certo che i 100 mila euro chiesti da Pier Camillo Davigo sembrano puntare piuttosto alla chiusura del quotidiano. E non è un bell’agire, da parte di Pier Camillo Davigo. Se così non fosse, sarebbe potuto bastare uno scambio di lettere chiarificatrici, oppure, nel caso peggiore, una querela con la richiesta di un risarcimento simbolico.

Ma c’è un’altra faccenduola che non mi va giù. Leggo che la querela si presenta così: “Nell’atto di notifica del dr. Davigo c’è applicata un’etichetta con la scritta: “Urgente”. Chiaro il concetto: visto che si tratta di un “pezzo da novanta” della casta (la citazione del dr. Davigo comincia così: «L’odierno attore, attualmente in servizio presso la II sezione della Suprema Corte di Cassazione in qualità di Consigliere… »)” eccetera eccetera.

Confesso che nei pochi casi in cui ho avuto a che fare con la magistratura, negli atti da me firmati non mi è mai stato richiesto di far seguire, al mio nome e cognome,   i miei titoli e le cariche da me ricoperte. Sono state sempre bastevoli le consuete semplicissime generalità: Bartolomeo Di Monaco, nato a San Prisco (Caserta) il 14 gennaio 1942, residente eccetera eccetera.
I miei atti sono sempre stati considerati correttamente esposti e completi di ciò che necessita per un giudizio.

Si dice – lo si dice ad esempio nei confronti di Berlusconi – che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. E allora perché esibire titoli? Questi potrebbero ingenerare il sospetto che si voglia apparire meno uguali degli altri. A che serve, ad esempio, far sapere al giudice che io sono il   principe delle Isole Felici?
Fra l’altro Pier Camillo Davigo è conosciuto assai più di me, caspiterina! E tutti, o quasi, sanno che non è un Carneade.

Per quanto riguarda l’articolo da me scritto, sento parlare di Digos e di minacce che avrei avanzato. A chi? Mi domando se Luca Palamara lo abbia letto. Se lo ha letto mi dica dove ha trovato queste minacce, visto che io non sono uomo da farne a chicchessia.

Quanto sopra: per ciò che riguarda le querele.

Ma la mia delusione non è finita.
Nel Pdl pensavo di non trovare più Fini, e invece c’è ancora. Leggo che Fini vanta che tenerlo nel Pdl è conveniente per tutti, perché lui, alleandosi con gli altri del centro, metterebbe in piedi una forza di circa il 28%.

L’ha sparata grossa. Vi pare possibile che possano convivere nello stesso pollaio Rutelli, Fini e Casini?
Altro che l’armata brancaleone di prodiana memoria!

L’espulsione di Fini è necessaria, subito, perché altrimenti il corpo del Pdl resterà malato, e la malattia paralizzerà il Pdl e Berlusconi. Se si deve pagare un prezzo alto (caduta del governo, ma non credo proprio) lo si paghi. Gli elettori del Pdl non daranno la colpa a Berlusconi ma a Fini. Un governissimo non sarà in grado di varare alcuna manovra economica efficace e si troverà tutta l’Europa contro. Oltre agli italiani.

Berlusconi non mi pare convinto e, suppongo mal consigliato, sta rosolando al fuoco carne di puzzola convinto di arrostire una bistecca alla fiorentina. Casini è la carne di puzzola. Appesterà il Pdl.

Casini vuol fare il terzo polo. Ci ha questo nella testa. È la scommessa che ha fatto con i suoi elettori. Farselo alleato significherebbe sostituire una tarma con un formicaio.

Casini lo si lasci dov’è. Espulso Fini, dove mai si ritirerà costui per continuare a danneggiare Berlusconi? Non avrà la faccia di aderire al Pd, ma quella di andare a braccetto con Casini e Rutelli, caspita che ce l’avrà. Altrimenti sparirebbe dalla scena politica subito dopo l’espulsione, come un botto di fine d’anno.
E la fritta sarà fatta.

Berlusconi non indugi. Agisca affinché Fini e Casini si mettano insieme.
Sarebbe il più bel regalo ai propri elettori.

Articoli correlati

“Ma l’egemonia culturale è di Eco o della D’Addario?” di Marcello Veneziani. Qui.

“Casini al governo, la Lega dice no ma…” di Alessandro Sallusti. Qui.

“La Lega stoppa l’Udc e avvisa Berlusconi” di Ugo Magri. Qui.

“Il bavaglio (giusto) c’è già. Solo che non viene fatto valere” di Emilia Rossi. Qui (pag. 61).

“Schifani: i rapporti tra il Cavaliere e Fini? Pace strategica o c’è solo la rottura” di Francesco Verderami. Qui. Da cui estraggo:

“La riforma delle intercettazioni è stato uno dei temi che ha segnato lo scontro politico tra Berlusconi e Fini. Schifani riveste per un istante i panni del presidente del Senato, gli serve per dire al collega di Montecitorio che «come il magistrato dev’essere terzo nell’applicare la legge e nei suoi comportamenti pubblici, così deve essere e apparire anche il presidente di un ramo del Parlamento ».”

“Mastella: “Immunità, De Magistris rinunci”. Qui.

“De Magistris fa come Tonino, urla e protesta contro il Lodo Alfano poi pretende l’immunità” di Paolo Bracalini e Gian Marco Chiocci. Qui.


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1 commento

  1. Commento by Ambra Biagioni — 11 Luglio 2010 @ 13:23

    Riprenditi Bart siamo sempre all’antipasto.

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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart