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Stato-mafia, i pm: «Mancino occultò reato »

1 Giugno 2013

di Redazione
(da “Lettera 43”, 1 giugno 2013)

Una nuova accusa in arrivo per Nicola Mancino.
Secondo il pm Vittorio Teresi, avrebbe negato l’esistenza di una trattativa Stato-mafia «non solo per assicurare l’impunità agli altri esponenti delle istituzioni », ma anche «per occultare il reato » di cui sono accusati tutti gli imputati, tranne l’ex ministro dell’Interno che, invece, è chiamato a rispondere di falsa testimonianza.
DECIMATE LE PARTI CIVILI. Questo è solo un passaggio del processo che, alla seconda udienza, ha riservato ben altre sorprese: il malore di Totò Riina, collegato in teleconferenza dal carcere di Opera, e la decimazione delle parti civili. Ne sono state escluse 21: alcune perché costituite dopo i fatti, altre perché da quei fatti non hanno subito un danno dimostrabile. La Corte ha detto no anche alle Agende Rosse e a Salvatore Borsellino, promotore dell’associazione e fratello del magistrato ucciso nella strage di via D’Amelio.
BORSELLINO AMAREGGIATO. Lo stesso pm non aveva riconosciuto un legame tra il «danno » (la strage) e il «fatto » (la trattativa). Borsellino non ha nascosto la sua «amarezza » per avere sempre sostenuto, ha detto, l’esistenza della trattativa. E comunque, ha assicurato, il suo impegno proseguirà anche «fuori da quest’aula ».
CONFRONTO ACCESO TRA ACCUSA E DIFESA. Sono stati, invece, ammessi l’ex capo della polizia Gianni De Gennaro, la presidenza del Consiglio dei ministri e altre associazioni tra cui Libera, il centro Pio La Torre e i familiari delle vittime di via dei Georgofili. Assente Massimo Ciancimino, tornato in carcere per una maxi evasione fiscale, l’udienza ha poi vissuto il suo momento più vivace nel confronto tra l’accusa e la difesa di Mancino. I legali del senatore si erano opposti alla nuova contestazione di aggravante, chiedendo che fosse differita all’inizio del dibattimento e quindi solo dopo l’esaurimento delle questioni preliminari, che comprendono pure la richiesta di stralcio della posizione di Mancino. Il presidente Alfredo Montalto, invece, l’ha ammessa, ma siccome il senatore non era in aula ha dovuto scegliere la strada della notifica del verbale.


Ruby, Fede e il senso della misura. Se sette anni vi sembrano pochi
di Pierluigi Battista
(dal “Corriere della Sera”, 1 giugno 2013)

Che pericolosi malfattori, da condannare a sette anni di galera e da interdire in modo perpetuo dai pubblici uffici. La requisitoria dei magistrati di Milano vuole spedire Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti all’inferno. L’inferno giudiziario, per ora. Ma per una tale tempesta di indignazione morale, la pena dovrebbe essere l’espiazione spietata di un peccato, di una condotta abominevole, di uno stile di vita infamato ed infamante. Sette anni di galera e interdizione perpetua: ecco il prezzo per aver fatto da protagonisti delle spregevoli notti nell’antro di Arcore.

E che linguaggio, nella requisitoria del pubblico ministero. Il terzetto viene equiparato nientemeno che a «un apparato militare che si scatena per salvare e accudire il soldato Ryan che è Ruby ». Lele Mora un «segugio ». Lui e Fede come «assaggiatori di vini pregiati » chiamati a valutare la gradevolezza e l’adeguatezza delle povere vittime di un «sistema complesso » di prostituzione prima di concederle al «drago ». Un complesso sistema mirante al «soddisfacimento del piacere di una persona », che poi sarebbe il padrone di casa, il beneficiario ultimo del peccaminoso bunga bunga. E la Minetti, solo una procuratrice di giovani e minorenni prostitute? No, viene detto sempre con il linguaggio della più viva riprovazione etica, «partecipava attivamente compiendo atti sessuali retribuiti ».

Il linguaggio è importante. Il tono con cui viene richiesta una condanna esemplare è ancora più decisivo della misura concreta di una condanna. L’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il divieto di avvicinarsi a tutti i luoghi, primi fra tutti le scuole, dove possano concentrarsi minorenni, configurano una definitiva degradazione morale di tre persone dipinte come la sentina di ogni vizio, l’espressione di ogni nefandezza. Si smarrisce ogni senso delle proporzioni, e la condanna morale sembra simbolicamente preminente rispetto a quella giudiziaria in senso stretto. L’immagine degli «assaggiatori » fa premio su ogni altra circostanza fattuale. Il verdetto morale si fa piedistallo di una richiesta di condanna severissima. Esemplare. Ma le condanne devono essere giuste, non esemplari.


State vivendo tempi eccezionali
di Marcello Veneziani
(da “il Giornale”, 1 giugno 2013)

Vedete il lato positivo, state vivendo tempi eccezionali. L’anno corrente non è ancora a metà e già sono accadute le seguenti cose straordinarie.

Un papa si è dimesso per la prima volta nella storia moderna e abbiamo per la prima volta due papi, anzi li vediamo insieme a pregare con un effetto ottico-mistico da ebbrezza.

Lascia o raddoppia in senso inverso: per la prima volta nella nostra storia il presidente della Repubblica ha fatto il bis; sai, la prima volta era ancora immaturo.

Ma non basta. Tutti credevamo all’immortalità di Andreotti e in quest’anno eccezionale siamo stati smentiti (al confronto, robetta la scomparsa simultanea di Fini, Casini, Di Pietro, Monti, ecc).

E non solo. Nessuno avrebbe mai scommesso che la sinistra sarebbe andata al governo insieme a Berlusconi. Invece c’è andata.

Non era mai accaduto che tutte le cariche istituzionali andassero a un partito, come nella Bulgaria d’un tempo: ora è accaduto e la stessa beneficiaria, la sinistra, denuncia questo trionfo come una sconfitta vergognosa.

Era impensabile ma quest’anno un comico è diventato il leader del maggior partito; in compenso, al leader politico più votato negli ultimi vent’anni vogliono interdire la politica per puttanate.

Dacché sono nato, non ricordo un anno come questo. Cosa volete che sia la crisi di fronte alla fortuna di vivere questi eventi eccezionali? Che altro accadrà nel restante 2013? Napolitano che scappa con Ruby, Letta che uccide suo zio, Berlusconi che si confessa gay e sposa un pm, Ratzinger che fonda la Chiesa 5 stelle?


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart