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STORIA: I MAESTRI: Risorgimento senza eroi

3 Novembre 2015

di Ferdinando Vegas
[da ‚ÄúLa fiera letteraria‚ÄĚ, numero 42, gioved√¨, 17 ottobre 1968]

DENIS MACK SMITH
Il Risorgimento italiano
Laterza, pagine XXIV/702, lire 6000.

Denis Mack Smith, lo storico inglese che in Italia si √® procurata, non del tutto a torto, la fama di enfant terrible della storiografia risorgimentale, si ripresenta con un nuovo volume, cer ¬≠tamente destinato anch’esso ad agitare le acque. Il Risorgimento italiano, co ¬≠me semplicemente s’intitola l’opera, esce da Laterza, nella collana ¬ę Storia e societ√† ¬Ľ, complementare nella so ¬≠stanza e identica nella ¬ę confezione ¬Ľ editoriale alla ¬ę Collezione storica ¬Ľ, nella quale era apparsa, nel 1959, la Storia d’Italia dal 1861 al 1958: dati esteriori, che potrebbero indurre, a colpo d’occhio, a pensare a una recidi ¬≠va dell’autore. In realt√† le due opere sono molto diverse, sia per il periodo che ciascuna copre sia per la differen ¬≠te struttura interna: il Risorgimento, infatti, tratta gli anni dal 1790 al 1861 ed √® una raccolta di testi dell’epoca, mentre la Storia √® una compatta nar ¬≠razione del Mack Smith.

Abbiamo cos√¨, nell’opera pi√Ļ recen ¬≠te, la documentazione delle premesse dalle quali parte e sulle quali √® co ¬≠struita l’opera pi√Ļ antica; in un certo senso, quindi, l’una completa l’altra, offrendoci globalmente una storia del ¬≠l’Italia moderna e contemporanea dal ¬≠la fine del secolo XVIII alla met√† del secolo XX. Un unico filo conduttore guida il Mack Smith, stringendosi nel nodo del 1860-61 (rispettivamente, ter ¬≠mine di arrivo e di partenza dei due lavori), intorno a quei problemi della costruzione del nuovo Stato unitario, che giustamente l’autore reputa cen ¬≠trali alla storia della nuova Italia. Da Garibaldi e Cavour. L’insurrezione dei contadini siciliani nel 1860 ai saggi e articoli ora raccolti nel volume Da Ca ¬≠vour a Mussolini (ed. Bonanno) que ¬≠sta √® il terreno sul quale lo storico in ¬≠glese si muove meglio, con sue parti ¬≠colari predilezioni e con interpretazio ¬≠ni anche discutibili, ma certamente con innegabile competenza.

Ora, appunto riguardo a questo pun ¬≠to nodale e quindi alla valutazione dell’opera di Cavour, ci sembra che stia la vera differenza, nel merito, tra la Storia e il Risorgimento. Lo scanda ¬≠lo suscitato in Italia dalla Storia deri ¬≠vava, come si ricorder√†, dalla sua ¬ę te ¬≠si centrale ¬Ľ, cos√¨ sintetizzata dallo stesso Mack Smith: ¬ę Se a un grande successo politico conseguito nel secolo decimonono fecero seguito nel vente ¬≠simo la crisi e la disfatta, ci√≤ fu dovu ¬≠to in larga misura a errori di politica estera risalenti a loro volta a vizi con ¬≠geniti della costituzione politica inter ¬≠na ¬Ľ. Primo responsabile di tali vizi, e non solo in ordine cronologico, era fat ¬≠to, precisamente, Cavour, al quale in sostanza si addebitava il perenne tra ¬≠sformismo della vita politica italiana, sfociato infine nel fascismo. Il vizio congenito, anzi, continuava ancora do ¬≠po la restaurazione della libert√†, tanto che il Mack Smith riteneva di poter concludere la Storia con queste paro ¬≠le: ¬ę A dieci anni dalla Costituzione re ¬≠pubblicana nessuna certezza c’era an ¬≠cora che fosse possibile trovare una soluzione entro il sistema politico tra ¬≠dizionale risalente a Cavour ¬Ľ.

Il giudizio cos√¨ ingiusto e inaccetta ¬≠bile sullo statista piemontese √® profon ¬≠damente rivisto nel Risorgimento: for ¬≠se perch√©, come ha gi√† osservato A. Galante Garrone, ¬ę l’autore, con gran ¬≠de onest√†, ha tenuto conto delle criti ¬≠che mossegli e ha cercato di penetrare pi√Ļ a fondo, e con maggiore equanimi ¬≠t√†, nei difficili meandri della politica cavouriana ¬Ľ; forse perch√© la formula antologica del lavoro ha portato il Mack Smith, di necessit√†, a uno studio molto pi√Ļ ampio e quindi a una cono ¬≠scenza molto pi√Ļ accurata dei testi e dei documenti. Ne risulta una valuta ¬≠zione complessivamente positiva del ruolo svolto da Cavour nel Risorgi ¬≠mento; si potrebbe dire che nell’¬ę odi et amo ¬Ľ dell’autore verso Cavour ora l’accento cade, sia pure con riserva, sull’¬ę amo ¬Ľ. Cos√¨, nell’introduzione premessa alla raccolta dei testi, dopo il riconoscimento dell’abilit√† di Ca ¬≠vour quale finanziere, parlamentare e organizzatore politico, ¬ę quasi altret ¬≠tanto notevole ¬Ľ della ¬ę sua intuitiva comprensione della scena diplomatica europea ¬Ľ, il Mack Smith giunge a questo giudizio conclusivo: ¬ę Cavour imbrigli√≤ con successo la forza del pa ¬≠triottismo italiano che Mazzini si era tanto prodigato a promuovere; e, im ¬≠brigliando anche le spinte aggressive del Piemonte e del suo sovrano, fu in ¬≠fine capace di sfruttare il gioco degli equilibri di forze in Europa e di crea ¬≠re, pochi mesi prima della sua morte, il Regno d’Italia ¬Ľ.

Pu√≤ sembrare un giudizio non pere ¬≠grino, ma l’importante √® il modo come l’autore vi giunge, facendo emergere la sintesi cavouriana da un processo quanto mai complesso e contradditto ¬≠rio, il cui esito finale non era affatto scontato e nemmeno prevedibile. Il merito maggiore di questo Risorgi ¬≠mento del Mack Smith, infatti, consi ¬≠ste nel restituirci finalmente un Risor ¬≠gimento fuori da ogni consunta oleo ¬≠grafia e agiografia, ma invece come si √® effettivamente svolto: sconsacrando miti ed eroi, sostituendoli con fatti realmente accaduti e uomini in carne e ossa. L’impostazione dell’autore, democratico-radicale nella linea portan ¬≠te, √®, metodologicamente, tipica della storiografia anglossassone, eminente ¬≠mente pragmatica; si iscrive, cio√®, in una concezione della storia affatto di ¬≠versa da quella prevalente nella cultu ¬≠ra storica italiana.

Applicata al Risorgimento, siffatta concezione significa mettere risoluta- mente da parte non solo la visione or ¬≠ganica complessiva (il Risorgimento come una trama nascosta, che infine rivela il disegno unitario preordina ¬≠to), ma anche ogni privilegiamento aprioristico d’un determinato signifi ¬≠cato o aspetto. Per esempio, al Mack Smith √® indubbiamente molto pi√Ļ con ¬≠geniale Garibaldi (il suo ¬ę eroe ¬Ľ, sul quale sta scrivendo un’attesa biografia completa) che non Gioberti; ma la to ¬≠tale estraneit√† allo spirito del neoguelfismo e la caratterizzazione dell’abate come ¬ę enfatico, egocentrico e astio ¬≠so ¬Ľ non gli impediscono di riconosce ¬≠re l’importanza che ebbe il ¬ę Primato ¬Ľ e di riportarne un lungo brano. Nel 1843, quando nessuno poteva prevedere l’intervento rivoluzionario di Garibal ¬≠di nel ’60 e la conclusione unitaria, il federalismo moderato di Gioberti rap ¬≠presentava un elemento positivo; e questo, sul concreto terreno storico, conta per il Mack Smith, non l’enu ¬≠cleazione d’un astratto neoguelf√¨smo, ancora oggi politicamente esaltato o combattuto.

Il metodo dell’autore, di collocare nel loro preciso contesto i fatti e le idee, indipendentemente dalla diversa luce che su di essi sarebbe poi stata ri ¬≠flessa dagli avvenimenti successivi, trova la migliore applicazione in una raccolta antologica, qual √®, come si √® detto, il Risorgimento. Cos√¨ il lettore pu√≤ ascoltare, autentiche, le voci pi√Ļ diverse, degli attori maggiori e mino ¬≠ri, degli artefici del Risorgimento, de ¬≠gli avversari, dei vinti, anche degli os ¬≠servatori pi√Ļ o meno interessati, francesi e inglesi; voci che provengo ¬≠no dalle fonti pi√Ļ disparate, private e pubbliche, lettere, articoli, opuscoli e libri, documenti diplomatici, resoconti parlamentari, atti di governo, rapporti, corrispondenze fra autorit√† centrali e periferiche: il tutto sicuramente domi ¬≠nato dall’autore, che ha collegato e il ¬≠lustrato, mediante suoi ¬ę cappelli ¬Ľ, i vari argomenti e i testi prescelti.

Ne viene fuori un Risorgimento vi ¬≠vo e mosso, veramente inedito, anche quando si tratta di testi editi e noti agli studiosi. Cos√¨ il garibaldino Alber ¬≠to Mario descrive l’incontro di Teano in maniera tanto realistica quanto irri ¬≠verente, altro che il quadro di manie ¬≠ra tramandatoci dalla ¬ę storia patria ¬Ľ ufficiale: nel momento solenne, scam ¬≠biato il saluto, il re ¬ę favell√≤ del buon tempo e delle strade cattive ¬Ľ, mentre Garibaldi era ¬ę alla tortura ¬Ľ perch√© i paesani si ostinavano a gridare ¬ę Viva Galibardo! ¬Ľ e non ¬ęViva il re d’Ita ¬≠lia: ¬Ľ, da ¬ę villani antipolitici ¬Ľ, e il mi ¬≠nistro Parini, dal canto suo, aveva non poca pena e difficolt√† a stare a ca ¬≠vallo (¬ę le brache aggroppavansigli al ¬≠la volta delle ginocchia ¬Ľ). Segue im ¬≠mediatamente la descrizione dell’en ¬≠trata di Vittorio Emanuele II a Napo ¬≠li, affidata alla penna avvelenata del borbonico De Sivo: i trofei di cartape ¬≠sta rovinati dalla pioggia, il re ¬ę tapi ¬≠no, sgradevole… Faccia scura, occhi gonfi, baffoni, tozzo, sporco… ¬Ľ, i ¬ę lazza ¬≠roni scamiciati ¬Ľ, e i ¬ę camorristi plau ¬≠denti e saltellanti ¬Ľ che gli facevano corteggio. Certo, per questa via si scende sino al pettegolezzo e al livore impotente dei vinti; ma qualche tocco del genere pu√≤ essere un utile corret ¬≠tivo alla visione aulica.

Ben pi√Ļ importante, per comprende ¬≠re il Risorgimento anche attraverso l’antirisorgimento, √® che il Mack Smi ¬≠th faccia parlare Metternich e Radetzky, presenti la giustificazione del prop ¬≠rio operato dell’inquisitore Salvotti, lasci esporre a Solaro della Margheri ¬≠ta le sue idee politiche, soprattutto dia il dovuto rilievo a quell’antagonista assiduo che fu, di massima, il mondo cattolico. Un tutt’altro aspetto, quello relativo alle condizioni e ai problemi sociali ed economici, ci sembra pure che sia convenientemente illustrato: dall’aneddotica sull’inaugurazione del ¬≠l’illuminazione a gas a Torino o sull’a ¬≠pertura della prima ferrovia a Napoli agli scritti impegnativi d’un Cavour o d’un Cattaneo, ai capitoli sulle condi ¬≠zioni delle diverse regioni.

Esplorato sotto ogni angolo, il Ri ¬≠sorgimento rivive dunque nei pensie ¬≠ri, negli intendimenti, nel concreto operare, di volta in volta, degli uomini che allora lo vissero e, per l’una o l’al ¬≠tra via, infine lo realizzarono. Che l’accadimento finale e totale sia riuscito come riusc√¨, alla creazione dell’Italia unita, il Mack Smith c’insegna che de ¬≠ve attribuirsi, molto semplicemente, al corso umano della storia, non a mira ¬≠coli o ad arcane confluenze provviden ¬≠ziali.


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