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Un parlamento strabico

20 Luglio 2011

Ci mancava anche questa. Nella stessa giornata, per due richieste d’arresto di parlamentari, legate a situazioni pressoché simili, la Camera ha votato il sì all’arresto e il Senato lo ha negato.
La differenza però non è di poco conto. Chi è stato consegnato agli arresti con il voto della Camera è un deputato del Pdl, Alfonso Papa, quello che l’ha scampata è un senatore del Pd, Alberto Tedesco.

Poiché in entrambi i casi il voto è stato segreto, risulta difficile decifrare i comportamenti dei singoli partiti. Quello che è certo è che alcuni di essi si sono comportati in un modo alla Camera e hanno agito diversamente nell’altra.
Può essere che abbia pesato il fatto che uno dei due, quello salvato, appartiene al Pd?
Il sospetto è molto forte. Come è molto forte lo sconcerto per un uso spregiudicato della coscienza.

Ammettiamo pure che al Senato come alla Camera, il Pdl abbia votato con coerenza il no all’arresto degli accusati, difendendo la sua linea garantista. Ma ciò significa che, scontato il sì della Lega all’arresto (come alla Camera, difficile infatti immaginarla votare no   a favore del senatore Pd), qualcuno dell’opposizione (appartenente forse allo stesso Pd, schierato invece graniticamente per il sì alla Camera) ha votato per il no. Si può dubitare che lo stesso Pd abbia suggerito questa strategia approfittando del voto segreto al Senato? Certo che sì. La stessa ipotesi vale ovviamente per Udc, per Fli e per l’Italia dei Valori.

I quali, dunque, alla Camera hanno predicato per l’arresto di Papa, e al Senato hanno razzolato per il non arresto di Tedesco.
Un parlamento strabico. Dunque inaffidabile. E non tanto per il comportamento del Pdl, coerente con il no espresso sia alla Camera che al Senato, ma per quello dell’opposizione che ha pensato bene di cambiare passo al Senato, dove in gioco c’era la libertà di uno dei suoi.

Davvero costoro vorrebbero andare al governo?
Dio ce ne scampi e liberi!

Altri articoli

“La febbre è alta” di Pierluigi Battista. Qui. Da cui estraggo:

“Perciò ieri è stata una giornata nera della storia repubblicana. Una data di svolta dove, tra trappole e agguati, vendette consumate all’ombra del voto segreto e acrobazie di furbi e doppiogiochisti, la maggioranza si è sgretolata in una battaglia decisiva. Ma ne esce anche macchiata la reputazione delle istituzioni, compromessa l’immagine di credibilità del Pd, minata la stessa leadership di Bossi in una Lega da ieri molto più maroniana che bossiana.”

“E il premier scopre che la maggioranza era solo numerica” di Massimo Franco. Qui.

“Tra Bossi e Berlusconi adesso cosa succede” di Alessandro Sallusti. Qui.

“Sceneggiata per salvare Tedesco. I voti arriverebbero dalla sinistra.” di Antonio Signorini. Qui.

“La Lega ora è irrequieta. La svolta di Maroni: vota con il metodo Pd” di Paolo Bracalini. Qui.

“La vendetta del Cav furioso. ‘Voglio la testa di Maroni'” di Salvatore Dama. Qui.

“Carroccio, il vincitore è Bobo. E scoppia la grana Castelli” di Giuliano Zulin. Qui.

“Forca e forcone” di Mario Sechi. Qui.

“Su Papa (in galera) e Tedesco (salvo) si giocano i destini del Cav. e di Bossi” di Salvatore Merlo. Qui.


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A chi dovesse inviarmi propri libri, non ne assicuro la lettura e la recensione, anche per mancanza di tempo. Così pure vi prego di non invitarmi a convegni o presentazioni di libri. Ho problemi di sordità. Chiedo scusa.
Bart