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Veltroni se ne va

18 Febbraio 2009

Nel mio lungo romanzo “Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile” (che si può scaricare gratuitamenete qui), scrivevo:

Una lettera significativa appariva su il Giornale del 17 settembre (1995, nda), scritta da un comunista autentico, fiorentino, che prendeva posizione nei confronti di Veltroni a proposito di affittopoli. Vale la pena di riportarla per intero, dato il suo valore di testimonianza:

“Chi sono: Carlo Portesani. Toscano, sessantottino e comunista vero, lettore del Manifesto, ma ultimamente anche degli altri giornali (ai quali indirizzo questa mia lettera), per vedere come affrontano lo scandalo INPS. Vacanze estive passate presso il campeggio di Santa Pomata in località Rocchette di Castiglione della Pescaia. Sposato civilmente, con moglie ed un figlio abito in un appartamento di 3 locali e servizi, di circa 90 mq in un paese dell’hinterland di Firenze, pago di affitto 400.000 al mese + le spese condominiali. Sono laureato in chimica e sono dirigente presso un centro di ricerca. Chi è lui: Walter Veltroni. Direttore dell’Unità, ex comunista (ma lo è mai stato?). Vacanze estive presso Hotel Roccamare località Rocchette di Castiglione della Pescaia a circa 400.000 (diconsi quattrocentomila) lire al giorno a persona. Ha in locazione un appartamento di proprietà di un ente pubblico, in una zona certamente più bella di quella in cui io abito, con una metratura certamente superiore e ad un prezzo quasi uguale a quello che verso io al mio padrone di casa! Cosa abbiamo in comune: la località dove trascorriamo le vacanze e la cifra che spendiamo per l’affitto! Adesso lui dice «mi incazzo! »; e no, se permettete adesso m’incazzo io! Abbia almeno la faccia tosta di lasciare la sua casa a chi ne ha bisogno visto che è grande, magari a 2 o 3 famiglie, oppure paghi, ma paghi il giusto prezzo di mercato e non il prezzo di regime che gli fa comodo! Ognuno ha il diritto, in base alle proprie entrate finanziarie, di fare le ferie dove vuole e negli alberghi più belli e più cari del mondo, ma almeno non parli dei diritti dei lavoratori o delle vessazioni dei padroni borghesi comportandosi poi da parassita e mantenuto statale! Continuerò a passare le mie vacanze in campeggio, andrò alle manifestazioni di Rifondazione, resterò un idealista, ma spero di non essere accostato mai ad una persona che dirige un giornale letto da tanti comunisti ai quali fa credere di essere uno come loro! »

E’ una lettera di più di 13 anni fa e contiene in nuce il problema di Veltroni e della sinistra italiana, la quale, come Veltroni, non rappresenta per niente i cittadini che dice di rappresentare.   La discesa in campo di Berlusconi ha prodotto un tale shock – giacché nel 1994, dopo Mani Pulite, la sinistra era sicura di andare al governo del Paese – che ancora oggi si preferisce combattere l’uomo protagonista di quella discesa in campo – una specie di continua ricerca della vendetta – piuttosto che delineare un programma di riforme necessarie al nostro Paese.
L’odio per Berlusconi è diventato così antiberlusconismo, cioè una precisa linea politica, che ha messi in ombra e vanificati altri obiettivi. Far fuori polticamente il personaggio Berlusconi, con o senza l’aiuto della magistratura, è diventata una parola d’ordine.
Veltroni, partito in un modo tutto diverso, è arrivato a segnarne l’apice. La sua politica si è ridotta al solo antiberlusconismo. Per il resto, vuoto assoluto.

Ebbene, dobbiamo imparare da questa ennesima lezione della Storia che la democrazia in Italia deve ancora fare tanta strada. La politica non ha ancora capito che, quando ci troviamo di fronte a elezioni libere, e dunque i cittadini hanno avuto la possibilità di esprimere il loro voto senza costrizioni, tutti dobbiamo rispettare il risultato che scaturisce dalle urne.
Una volta chiarito questo, occorre che l’opposizione assuma il suo ruolo di controllo e di proposta. Ossia dovrà agire concretamente, e non attraverso vuote chiacchiere.   Le elezioni successive sanciranno con il libero voto, se chi ha governato merita di restare o se sia meglio voltare pagina passando il testimone all’opposizione.

La caduta di Veltroni è lo smacco evidente che subisce chi si limita a dire cose vuote  e generiche, preferendo scegliere, nei fatti, una campagna di attacchi personali, che ormai   i cittadini considerano l’escamatage con cui nascondere un vuoto di idee e di proposte.
Sarà bene, perciò, che d’ora in avanti, la sinistra si scelga un leader che provenga dal basso, dalla gente comune, non compromessa da quell’atmosfera salottiera che fa perdere la cognizione della realtà. L’opposizione è importante in una democrazia. E’ importante anche per chi ha votato la maggioranza che governa, giacchè, spesso distratto dalla difficile quotidianità, è solo dalla voce dell’opposizione che potrà scoprire se chi ha eletto con il proprio voto sta governando nell’interesse del Paese. Un’opposizione astratta e vuota è sempre complice degli errori del governo e responsabile di essi di fronte a tutti, non solo di fronte a chi l’ha votata.


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Bart