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Vi ricordate il calciatore Garrincha?

5 Febbraio 2013

Brasiliano, il suo vero nome era Manoel Francisco dos Santos; è  considerato il più grande dribblatore della storia del  calcio. Chi ha la mia età, lo ha potuto veder giocare in diretta tv con la maglia color canarino dei campioni carioca.
Quando la palla gli arrivava ai piedi non ce n’era per nessuno. Faceva girare la testa ai difensori, parevano ubriachi.

Berlusconi lo ricorda in qualche modo. Domenica ha avanzato la proposta di abolire l’Imu e di restituire quella pagata dai cittadini nel 2012, e subito i difensori delle tasse sono andati in tilt. I loro interventi sono andati tutti a vuoto e ormai sono del tutto sgangherati. Il Garrincha-Berlusconi li ha mandati fuori di testa.

Colui che dà l’impressione di aver subito più duramente gli attacchi del nostro Garrincha politico è Mario Monti. Se n’è uscito dicendo una corbelleria, ossia che restituire l’Imu 2012 ai cittadini è un’operazione di usura. Sì, avete letto bene.   Se volete una conferma, leggete qui. Vale a dire: un partito che è sempre stato contrario alla tassazione della prima casa e, come ho già scritto, ha resistito finché ha potuto e poi ha dovuto ingoiarla per non essere accusato di far cadere il governo, ora che il governo è caduto, non può dire – secondo Monti – agli elettori: Ecco, poiché ora non posso essere accusato di far cadere il governo, visto che ne dobbiamo eleggere uno nuovo, io non solo abolirò la detestata tassa sulla prima casa, così come feci nel 2008, ma per dimostrarvi che per il 2012 sono stato costretto ad ingoiarla, ve la restituirò. E per farlo andrò a trovare i soldi anche tra gli enormi sprechi dell’amministrazione pubblica”.

È una dribblata alla Garrincha, e Monti – evidentemente strenuo difensore delle lobby annidate nella macchina pubblica – è caduto a terra, sbattendo perfino la testa. Rialzandosi ha perso i contatti con la partita. Immagino che gli spettatori stiano già urlando all’allenatore di sostituirlo con qualcuno meglio attrezzato per reggere le serpentine ubriacanti.

Il Pd, Casini e il moribondo (politicamente) Fini si sono limitati a dichiarare con un sorriso ironico sulle labbra che si tratta delle solite promesse di Berlusconi che non saranno mantenute, e dunque di populismo (esemplare Nicola Porro, qui). Dimenticando che nel 2008 Berlusconi mantenne quella dell’abolizione dell’Ici. Il sottoscritto, ad esempio, è arciconvinto che, se andrà al governo con una maggioranza degna di questo nome, anche questa volta terrà fede all’impegno. Ha spiegato pure come troverà i soldi, avvalendosi in sovrappiù di un accordo, ormai maturo, con la Svizzera.

A tal proposito, l’ex ministro Renato Brunetta ci fa sapere (qui):

“Alla faccia di Monti, Bersani e compagni vari, nonché di tutti i detrattori e di tutti gli scettici sulla praticabilità dell’accordo con la Svizzera, al fine di recuperare le risorse per finanziare la restituzione dell’Imu sulla prima casa, ecco quanto ha dichiarato il portavoce della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali svizzere (Ministero delle Finanze), Mario Tuor, all’indomani delle affermazioni di Silvio Berlusconi:

‘La Svizzera è pronta a siglare il più presto possibile, non appena sarà formato un nuovo governo, un accordo fiscale con l’Italia sulla regolarizzazione dei depositi detenuti da cittadini italiani nelle banche elvetiche, ma restano ancora dei nodi da sciogliere (per noi l’anonimato non è in discussione). E va messa in conto anche la possibilità di un referendum popolare, nel caso in cui vengano raccolte le 50.000 firme di cittadini svizzeri necessarie voluto dai cittadini svizzeri. Il modello di patto fiscale resta comunque quello siglato con Germania e Gran Bretagna‘.

Come si vede, l’impegno del presidente Berlusconi è ben più serio di quello che maliziosi e disinformati commentatori e leader politici vorrebbe far intendere. Al popolo italiano l’ultima parola”.”

Ad ogni modo, se davvero si ha intenzione di frugare nella grande montagna della spesa pubblica, non sarà difficile trovare le risorse necessarie non solo per abolire l’Imu e restituire quella pagata nel 2012, ma anche per altri interventi incentivanti l’economia.

Il grande serbatoio di denaro non è affatto nascosto nella cassaforte della Banca d’Italia, ma nella ciclopica macchina dello Stato, la quale somiglia a quelle grandi auto americane che negli anni ’50 (esagero un po’ ma il fenomeno era ben noto a tutti) facevano un chilometro con 10 litri di benzina.

Per invertire la rotta e fare in modo che la macchina dello Stato consumi soltanto un litro di benzina per percorrere 10 km, e magari anche 20, ci vuole una forte determinazione che, salvo il Pdl, gli altri partiti non hanno. E tuttavia essa da sola non basta. Occorre che gli elettori, come si fa quando si aggiunge al caffè un goccio di rhum, non sprechino il loro voto e lo diano a chi su questo obiettivo appare il più credibile.

A riguardo della soppressione dell’Imu, devo riconoscere che tra i tanti che balbettano o storcono il naso al solo sentirne parlare, e mostrano i segni evidenti dell’orticaria, il Pdl di Alfano e Berlusconi è il   più attendibile, sia perché lo ha già fatto quando è andato al governo nel 2008, sia perché è stato il solo a resistere prima di cedere all’imposizione dell’Imu da parte del governo dei tecnici. A chi finge di essere sordo e cieco ricordo, a tal proposito, le numerose dichiarazioni di allora di Angelino Alfano contro la tassa sulla prima casa.

Ma pur di contrastare questa proposta, siatene certi, ne combineranno di tutti i colori. Monti ha molti agganci tra le lobby mondiali, fa parte di organismi che possono, con il solo schioccare delle dita, decidere il bello e il cattivo tempo. Ultimamente non ha fatto altro che preparare il terreno con dichiarazioni dannose per il nostro Paese, quali quelle che dipingono di nero un’Italia governata senza di lui. Somiglia ad un untore. Già le prime scosse sullo spread cominciano a rispondere alle sue invocazioni d’aiuto. Insomma, i cittadini italiani non sono più liberi nell’esercizio del loro voto. Sono sottoposti a minacce e ricatti della finanza internazionale, molto spesso su fedifraghi input interni.
Fino a quando dovremo sopportare?

Infine: è giustissimo che Alfano e Berlusconi richiedano le dimissioni di Monti dalla carica di senatore a vita, regalatagli spregiudicatamente da Napolitano (anche questa una tassa a carico dei cittadini), che ha rappresentato un insulto per quei tanti senatori a vita che furono nominati nel rigoroso rispetto dei dettami costituzionali.


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Bart