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Voi ci credete alla Rosi Bindi?

27 Febbraio 2010

Confesso che non me la sono sentita di ascoltare il videochat che La Stampa dedica a Rosi Bindi.
È una donna a cui do poca affidabilità. La considero fragile, suggestionabile. Onesta, questo sì, e non è poco in politica. Ma capace di prendersi delle sbandate. E quella che ha preso per gli ex comunisti è davvero sonora, fragorosa. Un vero e proprio matrimonio. Da quando poi, con abile mossa, Bersani e D’Alema l’hanno fatta sedere sullo scranno più alto del Pd, la Bindi non ci vede più dalla soddisfazione. Ha sempre gongolato, accompagnandosi con quel suo passo che ondeggia ora a sinistra ora a destra (chi sa perché), ma ora gongola di più perché sa di avere sul capo una corona, quella di presidente del maggior partito di opposizione.

Sarà difficile smammarla di lì. Tiene più a quella corona che alla poltrona di ministro.

La immagino di carattere gioviale, ma anche un po’ ingenua, e ai marpioni del Pd non è stato difficile attirarla con il miele.

Ora poi che i vescovi italiani s’interrogano sul perché i cattolici militino in partiti i cui valori contrastano con quelli della Chiesa, e si sono fatti sentire, la mossa appare azzeccata. Col cavolo che la Bindi lascia la poltrona! La Chiesa blateri pure quanto vuole, ma a lei gliela offre una poltrona almeno dello stesso prestigio? No? E allora si taccia!

Io sono sempre stato convinto che dare posti così prestigiosi tanto alla Bindi quanto a Franceschini sia stata una mossa sbagliata. I due sono degli ostinati, degli incontentabili, dei bizzosi come i bambini. Vogliono essere sempre accontentati, altrimenti strillano e battono i piedi, o si rotolano sul pavimento.

La mia, forse, è una previsione a lungo termine. I fastidi verranno fra un po’. Aspettiamo. Ora la poltrona alla Bindi (e a Franceschini) si dimostra una mossa azzeccata: ha evitato in effetti altre fughe di cattolici dal Pd, e questo a Bersani per il momento basta.

Tuttavia la Bindi un po’ bugiardella lo è. Certo, questa è una mia personalissima, opinabilissima impressione. Ma guardate anche voi che cosa si legge su La Stampa che pubblica il videochat. Scorrete a sinistra i titoli e fermatevi su questo: “Alle Regionali voglio il tredici a zero”. Ma non indugiate sul titolo da strillone di gazzette, scendete alle due righe piccoline che stanno subito sotto:

“Il presidente Pd: «Non abbiamo sperato nella condanna di Berlusconi ma quel reato è stato commesso. Il processo non c’è, pensi al Paese ».

Se le avete trovate, esaminiamole insieme.

Intanto: finalmente anche la Bindi comincia a capire che assicurare la governabilità al Paese è un bene per tutti. Ci ha messo un po’ di tempo, ma – come dice il proverbio – meglio tardi che mai.

Ma è la prima parte a stupirmi e anche, lo confesso, a farmi sbellicare dalle risate.

Dice la Bindi: “Non abbiamo sperato nella condanna di Berlusconi”.

Birichina, birichina. Rosi, Rosuccia. Ti si è allungato il naso come a Pinocchio.

Ma se è proprio questa condanna che tutta l’opposizione sperava! E tu per prima. Vedere dietro le sbarre il presidente del Consiglio è stato il sogno del Pd, presidente e segretario compresi. Per anni.   Confidavate nel processo Mills, ci avevate puntato tutte le carte. Nelle cellule chi sa quante scommesse si sono fatte! Qualcuno sperava perfino di racimolare un bel gruzzoletto per   imbiancare la casa. E ora? Dovrà fare la fila davanti a uno sportello bancario e sperare che il direttore si commuova.

Rosi, Rosi, l’hai sparata grossa. Chi vuoi che ti creda?

Ogni volta che su Berlusconi stava per calare la mannaia, i tuoi occhi si accendevano di un piacere quasi luciferino. Gongolavi, come quando cammini.


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3 Comments

  1. Commento by Ambra Biagioni — 27 Febbraio 2010 @ 09:36

    Caro Bart, non so se prendere questo articolo sulla Bindi come un coacervo d’ironia e pertanto leggere i tuoi giudizi sulla Signora in questione esattamente all’incontrario, oppure prendere atto di una tua profonda e…pericolosa innocenza.

    La Bindi è onesta solo in quanto ha avuto il coraggio di dichiarare la sua vera essenza, che è quella di una donna di sinistra, la quale, allevata in Parrocchia, ha militato nella DC per un malinteso timor di Dio; è di quelle persone che sostengono essere Cristo un socilista più socialista di Marx, di quel socialismo reale che noi abbiamo chiamato comunismo.

    So quel che mi dico Bartolomeo, perché conosco dalle radici il Movimento Femminile della DC da cui viene la Bindi. Non voglio scrivere altro, nè voglio fare dei nomi(che ti sarebbero peraltro ben noti), perché non servirebbe ad altro che a rimuovere fango.

    E’ da quel fango che viene la Bindi ed è quindi comprensibile che si trovi a suo agio dalla parte di chi non sa fare altro   che spargere fango, invece di fare politica.

  2. Commento by Bartolomeo Di Monaco — 27 Febbraio 2010 @ 09:43

    Non dubito di quel che dici. Ho imparato da quando scrivi qui che hai una lunga esperienza delle cose politiche.

    Mi sono divertito, questo sì, a scrivere l’articolo, perché la bugia della Bindi a me pare di tutta evidenza.

  3. Commento by Ambra Biagioni — 27 Febbraio 2010 @ 20:51

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