di Marino Magliani
L’orrore. Si possono leggere libri che raccontano di una violenza ben più sanguinaria di quelle di Bolaí±o, ma solo nelle sue pagine ho trovato il vero orrore. La lettura diventa un viaggio sul battello che ci porta nel regno del colonnello Kurtz, la nostra missione, leggendo quelle pagine è conoscere l’orrore.
La veemenza che ho trovato in Bolaí±o ultimamente l’ho sentita in “Tutto deve crollare” (Perdisa pop, editore ) di Carlo Cannella.
Perché l’orrore, Cannella?
Perché per qualche ragione non molto ben definita penso che la letteratura serva proprio a quello: tirar fuori da noi i peggiori fantasmi, l’indecente, l’oltraggioso.
Dal punto di vista del contenuto il “romanzo della violenza” permette inoltre una complessa tipologia di simboli sociali la cui funzione è quella di servire da strumento di testimonianza e di denuncia. E per uno come me, che viene dall’attivismo anarchico, questo è importante.
Le atmosfere esotiche, il Brasile, non devono trarre in inganno, “Tutto deve crollare” ci appare come uno spietato romanzo politico italiano. Quanto ci andresti cauto con parole del genere?
Un po’ cauto. È vero che il libro ripercorre trent’anni della vita politica italiana, ma tenta di inserirli in un contesto più generale. L’intenzione, più che dar vita a un romanzo politico, era quella di mettere in scena il potere, ma un potere che non si limitasse a negare, vietare o censurare. Che ci piaccia o meno, invece, il potere fa, agisce.
È vitale e propositivo, economicamente razionale.
Direi dunque che il romanzo ruota intorno a questa idea del potere che utilizza i discorsi e l’agire razionale per giustificare o stabilire d’autorità la sua impronta sul mondo.
(dal “Corriere Nazionale”)
Commenti
Una risposta a “Letteratura: Carlo Cannella “Tutto deve crollare”, Perdisapop”
Anarchico ex-aspirante al Premio Strega. Carlo, questo si è comico.