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L’ottimo lavoro della stampa di centrodestra contro la casta

20 Luglio 2011

Nessuno riuscirà a togliere una sola briciola dei privilegi di cui godono certe caste. Abbiamo visto nei giorni scorsi la rivolta degli avvocati, attraverso i loro numerosi rappresentanti in parlamento. Da tempo osserviamo le inviperite reazioni di certa magistratura ogni qualvolta si tenta di mettere mano alla riforma della giustizia. Ieri abbiamo appreso che a causa di una vignetta, peraltro irriverente non più di quella ad esempio che l’Espresso (giornale di sinistra) dedicò al povero Giovanni Leone, il direttore di Libero Maurizio Belpietro è stato iscritto sul registro degli indagati dalla procura di Milano, sempre così solerte e vigile ogni volta che si tratta di dare una bottarella al centrodestra e alla sua stampa amica.

Sono sicuro che Napolitano non solo non si è sentito offeso, ma che neppure considera quella vignetta un vilipendio alla carica che ricopre. Ci avrà fatto una bella risata.

Ma ciò che emerge (e non è la prima volta) da questa vicenda è la straordinaria ed efficace tutela che le più potenti caste che dominano e soggiogano il Paese fanno di se stesse, mettendo in atto un fuoco incrociato a difesa solidale dei loro privilegi.

Dobbiamo combatterle e smantellarle.

L’esempio più eclatante è rappresentato dalla denuncia che Piercamillo Davigo ha presentato contro un articolo assolutamente moderato e casto pubblicato dal quotidiano web Legno Storto.

Chiunque rilegga l’articolo può rendersi conto che si trattava e si tratta di un articolo che non ha niente di eccezionale in rapporto alle critiche che vengono avanzate a certa magistratura ogni giorno, e in special modo a quella che è passata alla storia con il nome di Mani Pulite.

Nell’articolo erano citati in sequenza altri nomi, ma nessuno si è sentito leso, salvo Piercamillo Davigo, che chissà cosa abbia mai letto che leda e offenda la sua persona, e non quella degli altri citati con lui.

Sono sicuro che Napolitano si mostrerà più accorto e liberale (sì liberale, sembra un assurdo) di Davigo.

Ma questi segnali, quasi sempre provenienti dalla magistratura, non possono che rafforzare in me e negli italiani il convincimento che stiamo assistendo all’impianto in Italia di una nuova Inquisizione, come ho già scritto.

Vedremo presto a chi davvero toccherà di difendere la libertà. Se non lo farà la politica con la P maiuscola, dovremo farlo noi cittadini.

Altri articoli

“Cari onorevoli, oggi non fatevi arrestare” di Alessandro Sallusti. Qui.

“L’autopsia smentisce il mito del martire Allende” di Paolo Granzotto. Qui.

“Nel 2006 bastava un Sì per tagliare i parlamentari” di Mario Giordano. Qui.

“Dieci mosse per abbattere la casta” di Vittorio Macioce. Qui.

“Intercettazioni illegali: le toghe come Murdoch. Il Parlamento si ribelli” di Vittorio Sgrabi. Qui.

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“Una lezione da Londra” di Mario Sechi. Qui.


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Bart