Marco Mandoli: “Villa Collemandina – Mirabilia di un territorio venuto dal mare”

Appassionato ammiratore della Garfagnana, una delle zone montuose più affascinanti della Lucchesia, Marco Mandoli si propone con i suoi libri di illustrarne i luoghi e le tradizioni. Dopo Sassorosso, appunti per la storia del paese, è uscito da poco questo nuovo e straordinario libro su Villa Collemandina e il suo territorio, ricco anche di bellissime e suggestive foto. Presentiamo la prefazione scritta dallo stesso autore.

La venuta alla luce del territorio di Villa Collemandina mi ha portato, sovente, a calarmi nell’immaginario, navigando in alcuni stadi dei tanti mi ­steriosi accadimenti geologici.

In una delle prime avventure ho fatto un gran bel tuffo nel passato più che remoto – nell’Era Paleozoica – e, fantasticando, mi sono trovato nel “mare primigenio”, non solo a vedere, ma anche a rincorrere, tra gli altri, quei curiosi animali marini denominati ammoniti, che altro non erano che molluschi cefalopodi. Il contatto con essi, seppur immaginario, ma quasi corpo a corpo, ha suscitato in me una vera e propria trepidazione, ma a quando mi sono reso conto che stavo vagando con la fantasia, ho comunque annotato: è vero che questi strani animali sono scomparsi da tempo (alla fine dell’Era Mesozoica), ma fortunatamente essi ci hanno lasciato, gentilmente, una bella testimonianza – attraverso le conchiglie fossili – proprio anche nel territorio di Villa Collemandina. A loro vada quindi il nostro più sentito ringraziamento!

In un successivo viaggio fantastico, riflettente situazioni più vicine (sic!) ai nostri giorni (Era Cenozoica, periodo Pliocenico), mi sono trovato, questa volta, quasi alla sommità della Pania di Corfino, addirittura nei momenti in la sua mirabile struttura calcarea aveva da poco terminato la interminabile ascesa dalle profondità marine: nella eccezionale circostanza ho esultato, perr aver potuto partecipare direttamente alla nascita del territorio in argo ­mento.

A prescindere dalle suddette note, immaginarie nella descrizione, ma rea nelle epoche geologiche, ho voluto stendere alcuni appunti sulla storia dei paesi dell’intero territorio di Villa Collemandina, precisando che la presente pubblicazione fa seguito a quella relativa al borgo di Sassorosso da me curata.

La volontà di ampliare gli appunti a tutto il “nostro” Comune, ha comportato un notevole impegno, di gran lunga superiore alle mie conoscenze geologiche, archeologiche, storiche e letterarie: mi sono comunque posto, con coraggio, a questo nuovo lavoro, essendo fiducioso e consapevole che labor omnia vincit improbus e che, in definitiva, nella nostra vita, la forza della volontà può far fronte, non di rado, anche al sapere.

Su tali appunti il gentile lettore troverà conferma che Villa Collemandina, oltre ad essere un territorio preistorico – con ritrovamenti, a tutt’oggi, di manufatti dell’Età della Pietra riferibili al Paleolitico Medio: i più antichi al momento conosciuti nell’Alta Valle del Serchio -, vanta diverse testimonian ­ze delle epoche ligure e romana.

Ho passato poi in rassegna l’intero territorio in parola, sotto svariati aspetti, partendo dal capoluogo e venendo, in ordine alfabetico, alle singole frazioni, evidenziandone le caratteristiche.

Sono stato attirato dall’architettura borghigiana, in ispecie da quella ben conservata a Corfino, Massa Sassorosso e Sassorosso, dai diversi mo ­numenti, ed in particolare dalle chiese, fonti queste di tante storie secolari. La documentazione fotografica inserita nella pubblicazione potrà essere di stimolo per possibili approfondimenti sul patrimonio artistico e culturale del territorio in esame.

Mi auguro che questa mia nuova fatica possa contribuire – anche at ­traverso il concretizzarsi dei progetti riportati nell’Appendice II – ad una maggiore conoscenza ed alla valorizzazione della Garfagnana, splendida terra che, per la sua unicità, è punto di eccellenza del patrimonio culturale, paesaggistico e naturale italiano, e che merita quindi di essere inserita nella “Lista del Patrimonio Mondiale” posto sotto la tutela dell’U.N.E.S.C.O.

Lucca, 21 gennaio 2010, Santa Agnese

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Commenti

5 risposte a “Marco Mandoli: “Villa Collemandina – Mirabilia di un territorio venuto dal mare””

  1. Molto ma molto ben messo, belle le foto, espresse in maniera   ben capibile le storie e, molto importante, scritto con passione. A mia impressione :

    incute in colui che i luoghi descritti non li ha mai visitati o visitati per passaggio una sana curiosità che induce ad approfondirne la conoscenza. Mi auguro che il sig. Marco Mandoli continui il suo viaggio coinvolgente di scrittore dei luoghi della garfagnana :) :) :)

  2. Leggendo questo secondo libro di Marco Mandoli che descrive sotto svariati punti di vista luoghi e storia della Garfagnana – complice anche l’arrivo del buon tempo  – viene voglia di mollare tutto ed andare a visitare quei siti così ben descritti ed illustrati con splendide immagini.

    Non c’è due senza tre?

  3. Avatar Barbara Belli
    Barbara Belli

    Ancora una volta il Sig. Mandoli si è dimostrato un attento e acuto osservatore di una terra che a questo punto può davvero considerare “sua” a tutti gli effetti. Un augurio a proseguire in questa sua opera di instancabile viaggiatore nelle mie amate montagne della Garfagnana.

  4. Avatar cristina

    Marco con questo suo nuovo libro ci prende    per mano e ci accompagna in visita ad un mondo che per alcuni versi sembra far parte – scusate il gioco di parole – di un “altro mondo” fatto di verde, di monti e di picchi, di paesi arroccati, di silenzi e di tranquillità. Il posto ideale per ritrovare una volta tanto sé stessi e un po’ di pace interiore.
    I miei complimenti all’Autore cui porgo l’invito a continuare  il suo  splendido viaggio attraverso la Garfagnana e  a raccontarlo perchè anche altri siano contagiati da tanta passione e amore per questa terra.
    Se mi posso permettere: perchè non approfondire il tema delle storie e racconti della tradizione popolare che le nostre nonne conoscevano ma di cui con l’irreversibile passare del tempo se ne è quasi perduto  il ricordo?