La lezione di ciò che sta succedendo in Grecia riuscirà a raddrizzare qualche mente balorda in Italia? Spero di sì.
È come se fossimo in guerra. Il vertice straordinario tenutosi ieri a Bruxelles ha fatto capire anche ai ciechi e ai sordi che la situazione è grave. L’effetto domino non è scongiurato. Spagna, Portogallo, Irlanda stanno soffrendo. La speculazione cerca di trarne vantaggio. Ci sono in giro degli sciacalli pronti ad approfittare. Si è tentato di trascinare nel baratro anche l’Italia. Ma la reazione del governo, conti alla mano, ha fatto retrocedere la manovra speculativa. Ma per quanto tempo ancora?
Una volta fu George Soros a sconvolgere i mercati mondiali e ad arricchirsi ancora di più. Oggi chi vuole approfittare del momento favorevole?
Se vogliamo che in Italia i cittadini non si trovino, come in Grecia, a scendere in piazza urlanti ed impotenti contro un disastro che lascerà comunque segni indelebili su quel Paese, occorre che la nostra politica metta giudizio.
Siamo in guerra contro gli sciacalli. Sono potenti. Guai a sottovalutarli. All’opposizione si deve richiedere di dimostrare coi fatti di avere giudizio e amor patrio. A che serve festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia, se non comprendiamo che in questi momenti c’è bisogno di mettere da parte le divisioni per aiutare il governo a fare la sua parte? L’opposizione non può continuare a gridare che tutto va male e che questo governo non fa nulla. È una bugia colossale, smentita dai mercati. L’Italia sta resistendo, fa fatica ma resiste.
E allora si abbia il coraggio di riconoscere le cose buone che si sono fatte e si dia una mano a proseguire per le altre che ancora restano da fare. Anche le riforme. Uno Stato vecchio come il nostro non può reggere il futuro. Deve essere snellito e modernizzato. Possibile non capirlo? Facciamo in fretta le riforme. Diciamo addio per sempre alla prima Repubblica. Essa non può reggere la sfida dell’oggi e del domani.
I Bersani, i Di Pietro, i Fini, i Casini, se continueranno a praticare la politica del tanto peggio tanto meglio, saranno i primi responsabili della caduta del nostro Paese.
Usino il cervello. Riconoscano che attualmente abbiamo un governo che sa operare bene; ci sono ministri all’altezza della situazione. Non mettiamo loro i bastoni tra le ruote.
Supereremo questo momento difficile se i partiti rinunceranno a pensare alla conquista del potere, per mettersi invece, e subito, al servizio dei cittadini.
Per non vederli correre e gridare per le strade, avvolti da disperazione e follia.
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Commenti
4 risposte a “È il momento di unire le forze”
Se la classe politica fosse capace e responsabile avrebbe dovuto già da tempo fare fronte comune per ammodernare il paese e dotarlo di strumenti più idonei a fronteggiare le difficili sfide della globalizzazione.
Oggi, purtroppo, la politica è debole e nell’intricato sistema di classe dirigente che decide le sorti del nostro paese, essa svolge ormai un ruolo del tutto marginale.
Sono ben altri i poteri che influiscono sulle vicende italiane, e gli avvenimenti di questi giorni ce ne danno piena testimonianza.
Affinchè la politica possa tornare a rivestire il ruolo che le compete, occorre un ricambio generazionale che immetta risorse vitali non compromesse e decise a lottare per un effettivo cambiamento.
L’era dei dinosauri dev’essere solo un ricordo.
La nostra classe politica è ancora in larga parte rappresentata dai dinosauri impegnati più a celebrare il passato che a progettare il futuro, e con i tempi che corrono è una vera sciagura.
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