di Gabriele Baldini
[da “Corriere della Sera”, 21 marzo 1968]
L’editore De Donato, fin qui specializzato in rivendicazio ni sovietiche (Babel, Sklovskij, Bulgakov, etc.) ha pub blicato ora i primi testi in glesi: una ristampa della Vio letta del Prater di Christopher Isherwood â— fresca mussante rievocazione dell’immediato anteguerra in Germania: del resto già nota da noi â— e Modern Love di George Me redith, che se non proprio inedito è una preziosa rarità anche in Inghilterra e che da noi, comunque, non era mai apparso.
Si tratta d’un testo diffi cile per eccesso d’intensità, ma il curatore italiano, Alessandro Serpieri, con una niti da traduzione a fronte del l’originale e una cordiale in troduzione critica semplifica parecchio il compito del let tore. Modern Love è un ro manzo in cinquanta sonetti, e può contare anche su una trama, per quanto sfuggente e allusiva, fatta più di silen zii che di parole, più di rinunzie che di scarti dell’azione: un matrimonio in crisi, un amore che si va decomponen do e lasciando dietro di sé una lussureggiante scia di rim pianti: il tradimento della donna, ramante di lei appena intravisto: la graduale dedi zione del protagonista a una Signora che s’indovina servi rà più da sfogo e confronto che da consolazione.
Il breve romanzo è auto biografico: Meredith prese a scriverlo nel 1861, dopo la morte della moglie Mary, fi glia del romanziere Thomas Love Peacock, separata da lui da tre anni e fuggita sul con tinente con il pittore Henry Wallis. La vicenda non è edi ficante: Meredith non volle rivedere la moglie nemmeno quando questa, abbandonata dall’amante, fece ritorno in patria gravemente malata. La Lady che risolve la solitudine del poeta per un curioso pro cesso è anche un po’ la figu razione del senso di colpa per il trattamento ingeneroso del la moglie.
Lo stile è preraffaellita â— Meredith era legato ai Ros setti â— e la data dell’opera lo giustifica: ma certo il mag gior interesse di questa è nel fatto di precorrere altri stili e altre mode: Henry James (Sonetto XXII) e Maeterlinck (XLII), Laforgue e Gozzano (XXXIV e XXXVII) e persino Aubrey Beardsley (VII) sono presentiti per lucidi trat ti annunciatori con l’anticipo anche di mezzo secolo. Eppu re l’idea del romanzo in so netti era tradizionale, e risa liva addirittura alle sequenze narrative cinquecentesche di Sir Philip Sidney (Astrophel and Stella) e Edmund Spenser (Amoretti) per non par lare di quelle spezzate e in terrotte (se per una difettosa trasmissione del testo o se per un presentimento della tecnica proustiana, non lo sa premo probabilmente mai) del canzoniere dei sonetti shake speariani. Ma Meredith pote va contare su esempii anche recenti, come i Sonetti dal portoghese della Barrett, e una parte almeno della Casa della vita di Dante Gabriele Rossetti. E io penso che aves se in mente anche Eugenio Onjeghin. Difatto i sonetti di Modern Love non sono veri e proprii sonetti, e così come ignorano lo schema italiano di due quartine e di due terzine, sfuggono anche a quello elisabettiano di tre quartine e di un distico, per concedersi a un ciclo chiuso di quattro quartine. Si capisce come lo schema elisabettiano non si prestasse per la sua incorni ciatura epigrammatica allo svolgersi d’un racconto psico logico impostato moderna mente e cioè con tutte le tec niche dello sfumato e le garanzie che esige la rappresen tazione dell’inconscio: la censura vittoriana dell’impulso erotico si scarica spesso in paesaggi che fanno pensare insistentemente al pittore norvegese Edward Munch. Un repertorio, insomma, tutta una letteratura a venire, e non solo in Inghilterra. La lingua elaboratissima e l’intensità e ambiguità delle immagini di Meredith non consentono sempre di farsi trasportare in italiano senza gravi perdite: cosicché il Serpieri deve contentarsi spesso d’una trascrizione di carattere esplicativo (in qualche ca so avrebbe potuto soccorrere qualche nota), che ha rari sbandamenti (per esempio le « bars » in XXXVII, 12 sono « battute » d’un pezzo di mu sica e non certamente « sbar re », e che, in sostanza, con sente di leggere un prezioso classico vittoriano cui i tem pi che volgono restituiscono un singolare sapore d’attua lità, con le opportune garan zie che il caso richiede.
Commenti
Una risposta a ““Amore moderno” di Meredith – Romanzo a sonetti”