Anteprima – Io accuso

18 maggio, 2011

 

 Come ha risposto la scuola alla mutazione dei tempi? La domanda percorre questo esame di coscienza di un professore senza risparmiare nulla e nessuno, smascherando la ridondanza di parole e definizioni   che, lungi dal riqualificare la scuola, l’hanno sepolta sotto rituali insensati riducendola ad una sorta di cinico “mercato” da un lato e ad un parcheggio improduttivo dall’altro.
Il senso di disonestà diffusa che emerge da questa analisi di Marco Antonacci non può fare a meno di suscitare disagio o il sospetto di un radicale (e per questo condannabile) pessimismo, ma al lettore non sfugge la forza di verità della denuncia, la sofferenza di chi nella scuola è approdato credendoci e insiste a crederci ancora mantenendosi fedele a se stesso.

Anteprima – Il conto degli avanzi

18 maggio, 2011

 

 Ispirati da una sensibilità sostanzialmente fotografica – nella quale le immagini si fanno metafora dell’interiorità – questi “cammei” colgono l’essenza del vivere nei suoi momenti più nudi, in istantanee che parlano di verità scomode e di illuminazioni.
La solitudine degli universi individuali, la miseria della maschera, le ambizioni frustrate, le inquietudini che emergono quando la routine si spezza, i momenti di bilancio nel bazar di una vita… tra echi di poesia e duro realismo, Stefano Zuccalà riesce a rendere l’idea che gli esseri umani siano come «deserti in cerca di vicinanza », ma anche la certezza della preziosità di ogni esistenza.

Come lei mi insegna

4 maggio, 2011

Dora è un’insegnante appassionata, un modello di vita per i suoi alunni. Ciò che la contraddistingue è l’acutezza dell’osservazione,   la limpidezza di giudizio, il suo spessore affettivo e l’apertura mentale. La generosità con la quale si spende nella sua professione travalica spesso le sue forze obbligandola a “staccare la spina” e ad affrontare la propria interiorità per mettere ordine nelle sue consapevolezze e riprendere coscienza del proprio valore.
Loredana Ruffilli scrive un’antologia umana dal sorriso dolente, piena di amore per i giovani e intrisa di profonda onestà, quella della protagonista che sulla propria pelle affronta il dubbio dell’inganno, della reale capacità dell’istituzione scolastica di svolgere la sua funzione sociale.

 

 

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