di Costanza Caredio
L’episodio di aggressione a Mons.Betori nella persona del suo segretario, è particolarmente offensivo e pericoloso e va letto insieme alla distruzione della statua della Vergine a seguito delle devastazioni di Roma del 15 ottobre scorso, ad opera degli indignados, o desperados , o descamisados, o black bloc o chiunque fossero.
L’ icona della Vergine si può criticare dal punto di vista femminista perché sacralizza solo alcuni aspetti della donna e in modo contradittorio: la verginità e la maternità. Giustamente è onorata la maternità, purché non si risolva in una trappola e salvaguardi non solo il figlio, ma anche la persona fisica e psichica della madre . La verginità va ricondotta al suo significato originario di sovranità e autonomia.
Astrea è vergine: ha governato l’età dell’oro e dal cielo dell’astronomia sorveglia l’alternanza delle costellazioni e l’andamento dei cicli umani: ritornerà sulla terra insieme al Regno della Giustizia .
Non è lecito monetizzare la verginità di Astrea , o quella di Diana cacciatrice o di Ifigenia o della figlia di Jefte, riducendola a particolarità fisica come accade in situazioni orientali , ma anche nel nostro passato.
Occorre ricordare anche che le Religioni sono creazioni popolari complesse e simboliche, all’origine di quel linguaggio del quale ci serviamo per criticarle.
Fortuna, Concordia, Libertas sono esempi di antiche divinità scese dal loro piedistallo, transitate sulle monete imperiali romane e divenute parte dei nostri schemi mentali.
Auguri a Mons. Betori e al suo segretario e complimenti agli Anarchici di Carrara che regaleranno alla chiesa di Roma una nuova statua della Vergine, in marmo.