Scusate, ma il laticlavio a Monti non mi va giù

Non riesco proprio a digerirlo. A leggere l’articolo di Andrea Indini mi viene il capogiro. Quanti soldi buttati! E in un momento in cui gli italiani sono chiamati a grandi sacrifici.

A Napolitano do la responsabilità di avere agito troppo frettolosamente e impulsivamente, senza ossia che si rendesse conto dello schiaffo che la sua decisione dava alla classe debole di questo Paese. Probabilmente sta tanto mai bene (economicamente, voglio dire, ma spero che sia anche in buona salute) che si è dimenticato di calarsi, almeno per un momento, nei panni di chi fatica ad arrivare alla fine del mese.

A costoro ha risposto offrendo ad una persona già ricca di suo, grazie a numerosi incarichi e prebende, una cifra da capogiro, quasi 25 mila euro al mese, e per tutta la vita! Un vitalizio da nababbi.
Mi domando che tipo di comunista deve essere statomai Napolitanose ha fatto così in fretta a dimenticare in quali condizioni versino le classi deboli del nostro Paese.

Pensate a quante opere di carità lo Stato avrebbe potuto sostenere con quella cifra esorbitante, che invece va a vantaggio di un solo uomo, già ricco per conto suo.
Quanti pasti, le varie associazioni caritative avrebbero potuto preparare, senza doversi arrampicare sugli specchi, a pro dei tanti sfortunati che bussano alla loro mensa. Quanti abiti, quante medicine, quanti letti per i dormitori.

Tutto questo fiume di denaro è stato dissipato, finirà ad adornare di maggior ricchezza una vita già ben remunerata dal destino e dalla fortuna.
Vorrei proprio sapere se a Napolitano è passata per la testa questa enorme ingiustizia che stava compiendo contro la classe operaia e contro i più deboli.

Sperperare il denaro del popolo è davvero cosa facile se anche un comunista come Napolitano vi si è lasciato trascinare.
Credo che questa sarà una macchia indelebile, difficile da dimenticare.
I suoi appelli alla responsabilità rischiano ormai di suonare a vuoto, giacché posso dire senza alcun timore che egli è stato il primo a violarli.

Ripeto: Monti poteva benissimo essere chiamato all’incarico senza che lo si facesse senatore a vita. Napolitano, in momenti come questi, avrebbe dovuto rinunciare ad esercitare la sua prerogativa costituzionale. Vi ha rinunciato per così tanto tempo, poteva benissimo continuare a farlo. Nessuno ne sentiva la mancanza. Il popolo aveva ed ha ben altro per la testa.

La nomina a senatore a vita è, dunque, un’altra dimostrazione che la politica è diventata davvero una casta a sé ed è molto lontana dal vedere e dal capire coloro che, deboli e dimenticati, non hanno, né hanno mai avuto, voce per farsi ascoltare.

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