Giovanni Agnoloni: “Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori” – Galaad edizioni

di Giuseppe Panella

“Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori” (Galaad edizioni) è il nuovo saggio di Giovanni Agnoloni dedicato alla letteratura fantastica. Ma stavolta attraversa il territorio della medicina olistica, e in particolare dei Fiori di Bach. La floriterapia è tecnica terapeutica ormai consolidata anche in Italia, ma la novità del libro nasce dalla volontà di collegarla alle atmosfere e ai personaggi di J.R.R. Tolkien. Agnoloni non cerca di trovare impossibili qualità terapeutiche nell’opera tolkieniana,ma prova a stabilire possibili connessioni tra le situazioni e i personaggi più significativi del “Signore degli Anelli” (e delle altre opere di Tolkien) e i vari modelli di tinture madri create dall’omeopata inglese Edward Bach. Il fatto che sia lo scrittore e filologo, sia il medico ideatore delle essenze floreali siano nati o perlomeno vissuti nello stesso luogo, a Moseley, è la molla che fa scattare la ricerca di Agnoloni. Non è certo se i due si siano mai incontrati (probabilmente no), ma è sicuro che nutrirono un grande amore per quegli stessi luoghi. Esiste una rete di possibili fili sottili che collegano Tolkien e Bach; una ricerca di spiritualità profonda che ha come oggetto la natura autentica (e dimenticata) degli uomini. Non a caso, il quadro di riferimento più significativo del libro è quello desumibile dalla psicologia del profondo e dai suoi archetipi, così come li ha ritrovati e ricostruiti uno dei padri della psicoanalisi contemporanea, Carl Gustav Jung. Alle nozioni di Anima e di Ombra, Agnoloni dedica grande attenzione. Sia i luoghi attraversati dalla Compagnia dell’Anello, sia i trentotto modelli di tinture madri dei Fiori di Bach rappresentano un passaggio di tipo simbolico.
Attraversandolo, si possono scrutare a fondo le passioni umane, per arrivare ad attingere una coscienza più profonda della radice dell’identità (il Sé).

(dal “Corriere Nazionale”)

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