Olimpiadi

di Costanza Caredio

La Grecia prende la sua rivincita sulle banche: solo l’oro vinto dagli atleti è meritato e legittimo.
La Grecia è sempre stata povera, ma bella, intelligente e fantasiosa. Era abitata nell’antichità da una quantità di piccoli regni, ognuno con il suo Agamennone, la sua Clitennestra, il suo Paride, la sua Medea, le sue divinità e processioni. Cacciati i re, le città si diedero dei governi oligarchici-democratici, ognuno diverso dall’altro, ma tutti litigiosi e in lotta tra loro, spinti anche dai ricchissimi satrapi della vicina Asia che li utilizzavano come mercenari. Allora, rifiutando il pacifismo lacrimevole e equivoco, nacque forse l’idea di trasformare la guerriglia in gara. Il guerriero si mutava in atleta, bello, perfetto nel fisico, pronto nelle difficoltà, veloce nell’esecuzione, amato e acclamato dal pubblico incluso quello femminile: dunque una forma di democrazia partecipata.
L’idea fu ripresa dai Romani, che riciclarono i nemici vinti e catturati facendone dei gladiatori: era un risparmio di vite, ma anche una riserva per il combattimento reale:s i metteva in scena una virtuale guerra-spettacolo, con regole certe, applaudito dal pubblico e particolarmente dalle matrone.
I sobri Cristiani ne erano scandalizzati. Lattanzio nel suo “De mortibus persecutorum” è disgustato dal fatto che mentre Costantino e Massenzio combattevano al Ponte Milvio “la madre di tutte le battaglie”, i Romani se ne stessero a discutere nel Circo, probabilmente scommettendo sul vincitore.
Perché le Olimpiadi (sec.VIII a.C.) si svolgevano ogni 4 anni? Forse perché 4 era un numero magico che riassumeva l’universo, le stagioni, i punti cardinali. Secondo Graves, il Re Consacrato, dopo quattro anni di regno, veniva ucciso e il suo corpo, spezzato, era sparso a fecondare il terreno; ma il Re si trovò presto un Sostituto (paredro) da sacrificare al suo posto. Se ne ricordarono i Padri USA: il loro presidente rimane in carica quattro anni, ma spesso lo distruggono prima. I nostri capi invece, anche se perennemente sotto tiro, sopravvivono come bersagli mobili.

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