La calda estate dei garantisti e dei forcaioli

di Marco Travaglio
(da “il Fatto Quotidiano”, 6 agosto 2012)

Wow! Una mega-intervista della ministra Severino al Foglio! Se un’avvocatessa, garantista per definizione, parla con l’organo ufficiale dei garantisti all’italiana, non può che uscirne un concentrato di garantismo al cubo. E invece no, tutto il contrario. Un garantista non può derogare dal principio del contraddittorio, inserito nella Costituzione nel 1999 col nuovo art. 111, in base al quale la prova in ogni fase del processo si forma davanti al giudice sotto il controllo delle parti (pm e difensori).

Invece sia l’intervistatore, Salvatore Merlo, sia l’intervistata derogano eccome. La ministra parte bene: “Il presidente della Repubblica non è penalmente responsabile nell’esercizio delle sue funzioni salvo che per alto tradimento e attentato alla Costituzione”. La Costituzione non dice altro: se i costituenti l’avessero voluto non intercettabile, l’avrebbero scritto, ma non lo scrissero.

Il perchè è semplice: se il capo dello Stato commette reati fuori dalle funzioni (una veranda abusiva, ammazzare la moglie, arrotare un passante con l’automobile, evadere le tasse), è penalmente responsabile e intercettabile come ogni altro cittadino. Idem il presidente del Consiglio, salvo che sia parlamentare (nel qual caso per intercettarlo occorre il permesso del Parlamento).

Invece stranamente la Severino sostiene, non si sa in base a quale norma, “il corollario della non intercettabilità” del capo dello Stato perchè “dai telefoni del Quirinale passano informazioni e segreti… di massima delicatezza come diplomazia internazionale o informazioni di intelligence”. Ma i responsabili della diplomazia e dei servizi segreti sono i ministri, anch’essi intercettabili e indagabili senz’alcuna autorizzazione, salvo che siamo parlamentari.

In questo momento, le conversazioni dei ministri Terzi e Cancellieri sono ascoltabilissime dai magistrati anche direttamente, trattandosi di non parlamentari. Insomma l’assoluta inintercettabilità del Presidente non attacca: né quella diretta (se è indagato per reati estranei alle funzioni), né quella indiretta (se l’intercettato è un altro, tipo Mancino, che parla col Presidente, i magistrati valutano la rilevanza penale delle parole di Mancino, e pure di quelle del Presidente se esulano dalle sue funzioni).

Il perchè è semplice:qualsiasi telefonata può contenere informazioni utili non solo per l’accusa, ma anche per la difesa. Perciò il Codice, in ossequio al contraddittorio, dice che per distruggere le telefonate irrilevanti non basta il parere del gip, e nemmeno del pm: occorre che anche gli avvocati di tutte le parti (indagati e vittime) le ascoltino all’udienza stralcio e confermino che non servono ai loro assistiti.

Può capitare che, telefonando, uno confessi un reato commesso da una persona diversa da quella indagata per quel reato, o fornisca un alibi a un imputato: gli avvocati chiedono che sia trascritta e inserita agli atti, anche se il pm la vuole distruggere come inutile (nel qual caso il pm commette un reato, perchè il suo dovere è cercare la verità, non un colpevole purchessia). Invece Quirinale e Avvocatura dello Stato al seguito pretendono che i pm di Palermo distruggano le telefonate di Napolitano senza passare dal gip né dagli avvocati: cioè che commettano un reato.

Con tanti saluti ai diritti di difesa, al contraddittorio e al garantismo. Altri citano (a sproposito) la circolare del pm catanese Salvi, che manda al gip una busta sigillata con le telefonate illegittime o illegali perchè vengano bruciate all’insaputa degli avvocati, e che con quelle del Colle non c’entra nulla perchè esse sono legittime e legali. E’ anche la linea Severino: “Il contenuto delle telefonate (del Presidente, ndr) non sia in alcun modo conoscibile da altri soggetti non tenuti al segreto”. Cioè agli avvocati. E se viene distrutto un elemento utile alla difesa, facendo condannare un innocente perchè la prova a discarico sono state incenerite? Chissenefrega. E questi sarebbero i garantisti e noi i forcaioli? Ma andate a nascondervi.

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