“Fiori Ciechi” di Maria Antonietta Pinna – Annulli

di Sara Rania, alias Kitsuné

Fiori Ciechi
di Maria Antonietta Pinna
Annulli Editori
Collana “NarrAzioni”
Agosto 2012
ISBN: 978-88-95187-35-8
pp.144

Sotto un libro dalla copertina coloratissima, dominata da un bel blu e screziata di giallo e rosso vermiglio (frutto dell’estro del pittore Francesco Montagnoli) vivono i personaggi di “Fiori Ciechi”, romanzo d’esordio della giovane scrittrice sassarese Maria Antonietta Pinna, classe 1972, letterata specializzata in Criminologia e con la passione dei tomi storici.
Il testo è composto da due racconti autonomi, che non si assomigliano molto a dire il vero, ma procedono analizzando, ognuno per sé, tematiche quasi complementari, e stringendo in due proporzioni ineguali, a beneficio del primo “Fiori Ciechi” e “Probobacter”. Come intermezzi illustrativi otto tavole realizzate dal pittore Carlo Farina, che marcano e illustrano i passaggi chiave dei due racconti, guidando l’esplorazione dei lettori in un mondo che unisce elementi del reale a numerose suggestioni dell’immaginario.
E tra gli strambi abitanti di Florandia, utopia che sta cedendo alle seduzioni immorali dell’umanità, piegandosi alle piaghe irrimediabili della guerra e del razzismo, un autore teatrale ritrova le ragioni stesse della sua ispirazione, rincorrendo le maieutiche strade della difficile filiazione di un’idea.
Tra preoccupazioni ecologiche quanto mai attuali e riflessioni sulle disparità sociali che passano per una realtà fantastica, eppure quanto mai prossima, abbiamo ritrovato un personaggio affetto da una sindrome nella quale molti lettori ipertrofici non faranno fatica a riconoscersi:

Remo ha contratto una malattia rara, grave e asso ­lutamente incurabile. Soffre di bibliofilia acuta cronica galoppante. Non esiste al mondo panacea che possa guarirlo. Anzi tende a peggiorare col tempo. Vive in un piccolissimo fungo ingombro di libri stipati dentro cas ­sette di plastica, una sull’altra, lunghissime pile, fino al soffitto, in precario equilibrio. Cassette ricolme di volu ­mi e fascicoli dappertutto, in bagno, in cucina, in ca ­mera da letto, nel ripostiglio, nel corridoio, davanti al ­ l’armadio, alla finestra. E Remo continua a comprare e leggere libri su libri, sempre di più, senza tregua. Non c’eÌ€ cura, peggiora di giorno in giorno.

(Estratto p. 78)

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