di Ivos Margoni
[da “La fiera letteraria”, numero 35, giovedì, 29 agosto 1968]
ALBERTO CENTO
Il realismo documentario nell’« Education sentimentale »
Liguori, pagine 316, lire 3500.
Lo scorrevole testo dell’Education sentimentale è il risultato d’una serie straordinaria d’operazioni. Dapprima Flaubert leggeva e annotava le fonti di cui aveva bisogno; in seguito, con centrava in appunti riassuntivi il ma teriale raccolto (« les notes de mes no tes » ); a questo stadio, redigeva i plans particolareggiati d’ogni capitolo, ai quali s’atteneva scrupolosamente quando li portava al livello d’abbozzi (« pagine con frasi complete mescolate ad altre di stile telegrafico, ereditate dal plan »); infine, scriveva il brouillon. La redazione finale autografa è in somma la sesta stazione del calvario di questo Christ de l’art, alla quale il filologo può aggiungere un’altra pro va, settima ed estrema: il manoscritto, talvolta difettoso, del copista incarica to di riprodurre la stesura definitiva.
Per determinare l’importanza della prima fase, che s’è concretata nella massa delle note tratte dalle fonti ri guardanti il periodo storico abbraccia to dal romanzo, Alberto Cento ha elen cato centotrentadue titoli di lavori let ti dallo scrittore, spesso comprendenti opere in più volumi e intere annate di quotidiani o periodici. Un materiale, osserva lo studioso, quasi sempre di prima mano, da far invidia a qualsiasi specialista deciso a scrivere una « Sto ria della Francia dalla Monarchia di Luglio al Secondo Impero ».
Stratificazione di documenti
E si tratta soltanto delle fonti finora conosciute, grazie anche all’eccezionale attività di ricerca svolta dal nostro maggiore flaubertista che, partendo dallo studio degli otto volumi mano scritti di Rouen in cui è raccolto il dossier del libro, ha ricostruito con grande chiarezza la tecnica compositi va dell’Education, quel lento e laborio sissimo itinerario che va dalla « tesse ra », fatto o fatterello constatato alla lettura, al « mosaico », orchestrazione rigorosa degli innumerevoli elementi storico-aneddotici che il Christ de la documentation impiegava quasi sem pre senza modifiche nella redazione finale.
Ai documenti « esterni », di cui s’occupa esclusivamente lo studio di Cen to, vanno aggiunti quelli « interni », i dati del lungo amore di Flaubert-Frédéric per M.me Schlésinger, la M.me Arnoux del romanzo. Non c’è dunque una pagina, non c’è, praticamente, una sola frase riguardante un avvenimen to storico minimo o massimo che non implichi una stratificazione talora im pressionante di documenti.
Orbene, la qualità di quest’ultima fa tica flaubertiana di Alberto Cento, che ci aveva già dato un’edizione critica di Bouvard et Pécuchet e un’eccellente Dottrina di Flaubert, consiste nel saper trasformare una ricca e pazientis sima ricerca erudita, di pura anche se ironica derivazione « positiva », nell’i nizio indispensabile d’una lettura giu sta dell’Education. Com’è noto, il para dosso maggiore di Flaubert sta nell’a spra contraddizione tra le affermazio ni in sede strettamente estetica (pro teste talvolta veementi contro il « détail technique » e il « còté historique et exact des choses », e, in generale, contro il realismo e il naturalismo) e l’esigenza « scientifica », di stampo schiettamente positivistico, che invece si manifesta patologicamente ossessi va nei romanzi « moderni ».
Una perdita dolorosa
Cento scioglie questo nodo critico cruciale rilevando acutamente che il « realismo documentario » va interpre tato come un’« espressione romantica indiretta ». Mentre il punto di vista naturalistico può essere considerato come uno « strumento, almeno poten ziale, di conoscenza » che espone al ri schio d’una « accettazione prelimina re » del mondo moderno, Flaubert non fa che vendicarsi di questo medesimo, intollerabile mondo, limitandosi a de scriverlo implacabilmente, a « fotogra farlo nella sua ignominia » per fargli « battere il naso nella sua turpitudi ne », per metterlo « una buona volta alla gogna ».
Il realismo documentario diventa così uno « strumento di morte » rivol to contro l’uomo dell’Ottocento. Data l’avversione definitiva dello scrittore per la società contemporanea e per tutti gli ideali, di destra o di sinistra, che essa proponeva o imponeva (il « bourgeois » è « l’humanité entière, maintenant » ), l’arte non poteva esse re che un attacco e un’accusa; ma, sen za tutte le prove necessarie, la senten za di morte che l’autore dell’Education avrebbe voluto pronunciare non sarebbe stata « giuridicamente indiscu tibile ». Da ciò, appunto, la supersti zione del documento » e il terrificante lavoro al quale l’artista s’è sottoposto per anni. Si tratta, tuttavia, ancora della révolte del sempre romantico nor manno che però, nelle opere « moder ne » si manifesta « con mezzi positivi stici ». Proprio per questo il Flaubert di Madame Bovary e dell’Education non va giudicato come un autore « im passibile », ma come un vero « roman ziere a tesi » In modo, credo, definiti vo, il problema critico posto dal reali smo di Flaubert è, così, brillantemen te risolto da Alberto Cento, la cui scomparsa costituisce una perdita gra ve per gli studi francesi e irreparabile per quelli fiaubertiani.