Ėjzenštejn

di Bartolomeo Di Monaco

Come ho già scritto più volte, possiedo una cineteca composta ad oggi da circa 2.300 film (la biblioteca è composta invece da circa 3.600 volumi, non tutti letti, in verità).
Negli ultimi anni trascorro le mie giornate leggendo nel pomeriggio e visionando i film la sera. La TV, la guardo soltanto in occasione di eventi ciclistici e tornei di tennis di rilievo. Una volta seguivo anche lo sci.
I film che possiedo li ho visti tutti. Impiego (guardandone 1 a sera e qualche volta 2) dai 5 ai 6 anni per completare il ciclo. Poi ricomincio da capo.
Stasera ho finito di vedere in quattro serate, 4 film del grande regista russo Sergej Michajlovič Ėjzenštejn (Riga, 22 gennaio 1898 – Mosca, 11 febbraio 1948). Questi i film: La corazzata Potëmkin (1925), Aleksandr Nevskij (1938), Ivan il Terribile (1944), La congiura dei Boiardi (1958). Questi 2 ultimi dovevano far parte di una trilogia rimasta incompiuta dedicata allo Zar (nato nel 1530 e morto nel 1584) che regnò sulla Russia nel XVI secolo.

Perché scrivo questo? Perché stasera mi sono reso conto che (secondo il mio punto di vista, quindi il mio senso dell’arte) Ėjzenštejn è il più grande regista della storia del cinema. Tutto ciò che è seguito fino ai giorni nostri nasce dal suo cinema, dai suoi straordinari film. Per la sua coralità e i suoi primi piani l’ho accostato, nel campo letterario, a Tolstoj.
Vorrei con questa nota, consigliare i suoi film ai giovani, che probabilmente non conoscono nemmeno il suo nome.

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