Minimi e piacevoli ricordi

di Bartolomeo Di Monaco

Ero entrato da poco come impiegato di concetto alla Cassa di Risparmio di Lucca e fui assegnato da subito all’Ufficio Corrispondenti della Direzione Generale. Il compito di questo ufficio era quello di controllare la correttezza dell’operato di tutte le sedi della Banca e di correggerne gli eventuali errori o mancanze. Per questa ragione era frequente che ogni sezione dell’Ufficio che aveva in cura una speciale branca scrivesse spesso lettere indirizzate alla sede controllata, in cui segnalare rilievi ed altro.
Capo dell’Ufficio era una persona simpaticissima, Albo Giorgi, ultra tifoso della squadra di calcio la Lucchese, di cui ogni lunedì non mancava di parlare nel bene o nel male.
Ebbene, è a lui che devo le mie prime minime soddisfazioni. Quando gli capitava di dover firmare una mia lettera diretta ad una sede, alzava la voce perché tutti sentissero e diceva grosso modo: Ecco come si scrive una lettera! Ciò mi aggradiva ma anche mi intimidiva essendo un pivello di 19 anni con solo qualche mese di servizio.
In quell’ufficio ebbi l’occasione di incontrare un vecchio amico, entrato prima di me come computista commerciale, Armando Spinelli. Di carattere allegro, lo ammiravo per la gioia che sapeva far spigionare dagli altri, più seriosi. Aveva un’abilità. Batteva sulla tastiera della calcolatrice senza guardarla e con una tale velocità che ogni volta terminava il suo controllo a tempo di record. Più tardi seppi farlo anch’io, ma non fui mai bravo come lui. Fu Armando ad istradarmi verso il sindacato, la FIB-CISL (Federazione Italiana Bancari) e a incoraggiarmi ad assumere l’incarico elettivo di segretario provinciale, che conservai per i previsti limiti di 8 anni (4+4). Ormai è tanto tempo che non lo vedo, e non ha mai saputo che il mio racconto “L’amicizia di Attilio”, è ispirato alla sua persona. Ciao, Armando, ovunque tu sia.

Visto 6 volte, 1 visite odierne.