Un lavoro che mi costò studio, ricerche e molta fatica

di Bartolomeo Di Monaco

Visto che in questi giorni ho accennato alla mia attività di sindacalista, c’è un altro ricordo che occupa spesso la mia mente. Si tratta di questo. I contratti aziendali delle Casse di Risparmio erano soggetti, dopo la loro stipula, all’approvazione anche della Banca d’Italia. Ciò li rendeva fragili, poiché una decisione della Banca d’Italia poteva cancellare o intervenire su di una norma già accolta dalle 2 parti. Quando ciò avveniva, come si può immaginare, era sempre a favore della Banca. Per le altre banche non vigeva questa necessità del nulla-osta e dunque i contratti integrativi ivi stipulati dispiegavano tutta intera la loro validità.
Così mi decisi di studiare l’argomento onde pervenire ad una soluzione positiva, che liberasse il sindacato da questo inciampo. Ricerche e studio mi costarono molta fatica, ma riuscii a concludere il lavoro che fu fatto proprio anche dalle altre sigle sindacali della categoria e inviato alle rispettive Segreterie nazionali, nonché a tutte le sedi provinciali. Non voglio dire che il merito sia stato tutto mio, ma sta di fatto che, poco tempo dopo, l’obbligo del nulla-osta della Banca d’Italia fu abolito. Voglio sperare che sia successo come è successo per la statua di Giacomo Puccini che oggi si trova a Lucca in Piazza Cittadella vicino alla sua casa natale. Qualche tempo prima ne avevo denunciato la mancanza nel mio giallo “Giacomo e Ada”, ed ora eccola, la bella statua, emergere dal nulla.
Voglio credere, anche se nessuno me ne ha mai dato atto, che il merito di entrambi gli esiti positivi sia un po’ anche mio.

Qui, per chi avesse voglia e tempo per leggerlo, il mio studio sul nulla-osta della Banca d’Italia, in cui si può constatare quanto il mio stile si fosse adeguato a quello giuridico.

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